I film di Yorgos Lanthimos in ordine dal peggiore al migliore

Ecco la lista, in ordine dal peggiore al migliore, dei film di Yorgos Lanthimos, un regista in continua ascesa dallo stile immediatamente riconoscibile.

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Yorgos Lanthimos

Yorgos Lanthimos è uno dei registi più promettenti del nostro tempo. Quasi sconosciuto fino a tre anni fa, sta scalando la sua ascesa nel mondo cinematografico con i suoi film assurdi e misteriosi.

Prima di iniziare con la classifica dei suoi film, è giusto fare un breve excursus sulla sua vita, per rispondere alla domanda, chi è Yorgos Lanthimos?

Innanzitutto, è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico di origini greche. Di lui e della sua vita privata non si sa molto, è un uomo riservato e criptico (un po’ come i suoi film). Sappiamo che nacque a Pangrati (Atene) nel 1973, dove ha studiato regia cinematografica e televisiva. La sua passione per il cinema si manifestò a 19 anni, poco dopo la perdita della madre, figura importante nella sua vita dal momento che suo padre era spesso assente.

Gli studi cinematografici lo portarono a dirigere una serie di video per le compagnie teatrali, successivamente diresse video commerciali e video musicali, fino ad arrivare a cortometraggi e spettacoli teatrali sperimentali.

Yorgos Lanthimos

I lungometraggi

Il suo primo lungometraggio è O kalyteros mou filosdel 2001, diretto insieme al suo mentore Lakis Laopulous. Al centro della trama ci sono i temi del tradimento, dell’amicizia, dell’amore e delle bugie. Nel 2005 dirige da solo il film sperimentale Kinettain cui riflette sulla relazione conflittuale tra l’uomo e la donna e si potrebbe considerare formalmente il suo primo film in assoluto. 

Il successo internazionale arriva nel 2009 col suo terzo cortometraggio, Kynodontasconosciuto anche con il titolo inglese, Dogtooth. Il film viene presentato alla 62° edizione del Festival di Cannes e ottiene la candidature come miglior film straniero ai premi Oscar. L’interesse internazionale si espande con il film successivo, Alpsche viene presentato alla 68° Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia e viene insignito del premio per la miglior sceneggiatura.

Ma la vera svolta avviene nel 2015 quando inizia a produrre film in lingua inglese, attirando un pubblico maggiore e anche attori più conosciuti. The Lobster è il primo film in inglese, vince il Premio della giuria al Festival di Cannes e viene candidato per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar. Nel 2017 continua a suscitare interesse e scalpore con Il Sacrificio del cervo sacroche vince il premio per la miglior sceneggiatura a Cannes.

L’ultimo suo film è probabilmente il più conosciuto, La Favoritapresentato nel 2018 durante la Mostra di Venezia e ha ottenuto il maggior numero di nomination agli Oscar, tra cui Miglior film e Miglior regia. 

Yorgos Lanthimos

Yorgos Lanthimos, unico nel suo genere

Come ha fatto un giovane regista greco con alle spalle solo sette lungometraggi – di cui quattro in lingua greca – a suscitare così tanto interesse?

I motivi principali risiedono nel suo stile, nelle sceneggiature che raccontano storie assurde, nei finali destabilizzanti e aperti che lasciano lo spettatore in balia di dubbi e domande per giorni. Infine, perché ogni film che crea è un universo a se stante, con un funzionamento anormale dettato da regole precise ed esagerate.

Assurdo, strano e scomodo sono gli aggettivi che balenano alla mente per descrivere i suoi film. Lui stesso sarebbe contento di leggere questa descrizione, dal momento che il suo scopo è proprio quello di colpire il pubblico nel profondo, far si che i suoi film facciano nascere domande e dubbi. Per lui, l’esperienza cinematografica non finisce dopo i titoli di coda, ma dovrebbe continuare con il pensiero.

“Mi piace costruire film in un modo che li faccia sentire un po’ a disagio, ma almeno saranno in grado di goderne, ne saranno intrigati e inizieranno a capire il significato delle cose – e si spera che nel momento in cui arrivano alla fine, avranno un forte desiderio di continuare a pensarci.”

L’universo di Yorgos Lanthimos ha regole ben precise anche dal punto di vista stilistico. Ci sono caratteristiche ed elementi ricorrenti che rendono immediatamente riconoscibili i suoi film, tanto che non mi stupirei se a breve il termine “Lanthimiano” diventasse un neologismo per indicare situazioni surreali intrise di dark humor.

Per chi fosse interessato, in questo articolo ho riassunto in nove punti lo stile che caratterizza “L’universo di Yorgors Lanthimos”, adesso, è tempo di classifica.

Yorgos Lanthimos, i suoi film in ordine dal peggiore al migliore

Yorgos Lanthimos

6. Kinetta (2005)

Kinetta, seconda opera di Yorgos Lanthimos, presenta in sè già alcune delle particolarità del cinema del regista greco. Tre personaggi senza un nome si filmano mentre fingono di compiere azioni violente senza un apparente motivo. Il film si riassume in poche parole perché, in fin dei conti, altro non accade.

Il secondo film di Lanthimos è un film volutamente ostico e snervante come altri film del regista, ma che non riesce spesso ad avere quel guizzo creativo, quell’immediato effetto straniante che le sue opere successive hanno.
Kinetta è un film sperimentale, riuscito solo in parte, che introduce alle atmosfere di film come Kynodontas e Alps, ma non riesce mai ad andare oltre la teoria.

Commento di Arturo.

Yorgos Lanthimos

5. Alps (2011)

Alps è uno dei film più sottovalutati di Yorgos Lanthimos. Premiato per la miglior sceneggiatura a Venezia il film racconta la storia di un gruppo di personaggi che aiutano le persone a elaborare un lutto sostituendosi per breve tempo ai defunti indossando e portando loro indumenti e oggetti.

Con una trama del genere si può fin da subito capire come il regista cerchi di portare sullo schermo temi forti come quello dell’identità, dell’alienazione e del lutto. Mettendo quasi da parte il grottesco che ha caratterizzato la sua opera precedente, Dogtooth, Lanthimos dirige quello che è il suo film “più umano”. Pirandelliano nelle premesse e tragico negli sviluppi, Alps rappresenta un’evoluzione dello stile di Lanthimos verso opere di maggior riuscita come The Lobster o Il sacrificio del cervo sacro. Un film divisivo come molti altri film del regista greco, forse mai veramente incisivo, ma comunque toccante e non banale.

Commento di Arturo.

Yorgos Lanthimos

4. Il sacrificio del cervo sacro (2017)

Ispirato liberamente al mito di Ifigenia di EuripideIl sacrificio del cervo sacro è il secondo film in lingua inglese di Yorgos Lanthimos e forse uno dei più inquietanti. In questo film, sperimenta con il genere thriller e horror creando un film crudo che ruota attorno al tema della vendetta, della punizione, del sacrificio e dell’ossessione.

Visivamente magnifico, tanto che alcuni critici l’hanno paragonato a Stanley KubrickIl sacrificio del cervo sacro non è da vedere se non si è già scesi a patti con l’universo assurdo e destabilizzante di Lanthimos. Nel cast vediamo attori affermati come Colin Farrell (ormai affezionato collaboratore) e Nicole Kidman recitare accanto ai giovani Barry Keoghan, Raffey Cassidy e Sunny Suljic, che nonostante l’età, contribuiscono in modo sostanziale all’atmosfera inquietante.

Yorgos Lanthimos

3. La Favorita (2018)

L’ultimo film di Yorgos Lanthimos ha segnato ancora di più il suo successo internazionale ma per certi aspetti lo ha anche allontanato dal suo stile. La Favorita è una commedia nera storica che rappresenta la corte della regina Anna d’Inghilterra (Olivia Colman) durante il 1700. Due donne si contendono il posto come sue favorite, Sarah Churchill, detta Lady Marlborough (Rachel Weisz), già sua fidata consigliera e amante, e Abigail Hill (Emma Stone) arrivata da poco a corte. Al centro della narrazione c’è il potere, vediamo le lotte e gli intrighi di corte per ottenerlo, e paradossalmente ci vengono mostrati coloro che sono ai vertici nei loro maggiori momenti di debolezza.

La sceneggiatura, per la prima volta scritta con l’aiuto di Tony McNamara, è ricca di dark humor ma non destabilizza troppo lo spettatore. Tuttavia, La Favorita mostra la crescita del regista, che per la prima volta (per via del periodo e della storia) non usa ambienti sterili e anonimi ma la ricca Hatfield House, la cui grandezza contribuisce a rendere la solitudine dei personaggi. Bellissima come sempre la fotografia, che viene illuminata dalla sola luce naturale, com’è solito per i film di Lanthimos.

The Lobster
2. The Lobster (2015)

Che cos’è l’amore? Cosa vuol dire essere innamorati? È solo una costruzione sociale o è qualcosa di più? Queste sono solo alcune delle domande che The Lobster suscita nella mente dello spettatore. In questa commedia nera si trova uno degli universi più assurdi e distopici di Yorgos Lanthimos. Si contrappongono due realtà: un hotel in cui hai tempo 45 giorni per trovare l’anima gemella o sarai trasformato in animale, e un gruppo formato da coloro che sono scappati, i single, in cui ogni relazione è bandita.

Il protagonista, David (interpretato da Colin Farrell), passa da una realtà all’altra e in entrambi i luoghi si trova a cozzare contro le rigide e assurde regole che sono state imposte, per questo si trova sempre costretto a scappare.

Interessantissimo il modo in cui Lanthimos si avvicina alla tematica dell’amore e lo rende da una parte una necessità per poter far parte della società, e dall’altra un sentimento bandito che porta ad essere ostracizzato. Il tutto coronato da personaggi infantili, emotivamente aridi che tendono a rompere le regole e a sovvertire le strutture sociali.

Yorgos Lanthimos

1. Kynodontas (Dogtooth) (2009)

Kynodontas, noto anche con il titolo internazionale Dogtooth, è un film in grado di trasmettere allo spettatore un senso di straniamento così forte da risultare quasi insopportabile nel suo porsi oltre il limite del grottesco.
Libero da ogni schema prestabilito Lanthimos presenta al pubblico, sotto forma di film, un saggio sul significato intrinseco e metafisico del linguaggio.

Kynodontas può essere visto come una rappresentazione in scala di uno stato totalitario, ma può essere anche visto come una allegoria della società contemporanea e della progressiva chiusura di essa entro campi di opinione e di pensiero prestabiliti e inculcati dall’alto, volta a creare mostri inesistenti, a stimolare solo ed esclusivamente la competizione e a far sentire appagati i suoi componenti.
Al noto mito platonico della caverna si sovrappongono suggestioni tipicamente novecentesche, alla ricerca costante di un effetto di straniamento si accompagna la ricerca di inquadrature simmetriche e raffinate.
Kynodontas è uno dei più importanti film del 21° secolo, un film che ha pochi precedenti nella storia della Settima Arte e inemulabile. Chissà se in futuro Yorgos Lanthimos riuscirà a tirare fuori dal cilindro altri film simili. Noi ci accontentiamo anche degli altri suoi film, ma Kynodontas è, a oggi, ancora l’apice della sua giovane carriera.
Il film uscirà nelle sale italiane il 27 agosto. Quale migliore occasione per recuperarlo?

Commento di Arturo.

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Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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