Amabili resti: l’altra Terra di mezzo di Peter Jackson

Su Amazon Prime Video trovate Amabili resti, la suggestiva opera di Peter Jackson. Analizziamone i punti di forza e di debolezza.

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Con alle spalle una delle trilogie più importanti di sempre, Il Signore degli Anelli, ed il remake di King Kong, Peter Jackson ci offre una storia che sulla carta è estremamente intima ed al contempo cruenta, mettendo da parte i grandi e boriosi colossal. Stiamo parlando di Amabili resti, la pellicola arrivata nei cinema americani nel 2009 dopo mille peripezie e sbarcata in quelli italiani l’anno successivo. Una storia nata dall’omonimo romanzo di Alice Sebold e che al momento del debutto fece storcere il naso sia al pubblico che alla critica, ma che nonostante alcuni difetti rimane comunque un’opera molto suggestiva.

La Vita

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Amabili resti è la storia di Susie Salmon (Saoirse Ronan), una ragazzina di 14 anni che sogna di diventare una fotografa, ma che il 6 Dicembre 1973 viene uccisa dal vicino di casa all’apparenza pacato e distinto, George Harvey (Stanley Tucci). Da quel momento, Susie rimarrà in un limbo, una “terra di mezzo”, ancorata tra l’Universo dei viventi e l’Ignoto cercando di inviare segnali ed aiuto alla sua famiglia, che dopo la sua scomparsa non riesce più a trovare un equilibrio e si frantuma pezzo dopo pezzo.

Il Limbo

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La fine di Susie Salmon ci viene raccontata da lei stessa dopo pochi minuti di film. La sua è una voce over che narra la vita prima della sua uccisione e quella che avverrà successivamente. Peter Jackson, con Amabili resti, si tuffa in una storia estremamente delicata, portando sul grande schermo non solo l’omicidio di una ragazzina per mano di un uomo freddo ed assetato di sangue, ma anche il dramma vissuto dalla famiglia e l’incapacità di mantenere stabilità dopo il trauma. Mentre la giovane osserva tutto in un limbo tanto colorato quanto pacchiano, i suoi genitori, Jack Salmon (Mark Wahlberg) ed Abigail Salmon (Rachel Weisz) non riescono a gestire la sofferenza, soprattutto del padre che non trova pace. Le reazioni dinanzi la sparizione di Susie sono differenti: Jack cerca la verità ad ogni costo, Abigail non la lascia andare mantenendo intatta la camera da letto prima e scappando poi, la sorella deve maturare prima del tempo per fare fronte alla situazione e l’adorabile nonna, Lynn (Susan Sarandon) continua con le sue abitudini autodistruttive. Insomma, Amabili resti parte da un nucleo centrale più che interessante, con diversi sbocchi di riflessione ed interpretazioni importanti, perdendosi poi fra i meandri del reale che non compie mai un vero e proprio salto ed il soprannaturale non sempre piacevole.

Il Paradiso

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Dunque abbiamo da una parte la morte di Susie, dall’altra la famiglia che si sfascia ed infine la fuga del serial killer. Il tutto visto sotto la prospettiva della protagonista che rimane ancorata in un luogo incerto e tribolato esattamente come la circostanza e lo spirito che stanno (stiamo) vivendo. All’angoscia e l’inquietudine si unisce anche la presentazione antitetica dei due uomini principali: il padre di famiglia, buono, protettivo, che non si arrende e l’omicida violento, diabolico, appassionato di casa per bambole, assetato dalla voglia di uccidere che si nasconde dietro la facciata di uomo probo.

Amabili resti è il travagliato tentativo di cercare una soluzione dall’aldilà accompagnando chi è rimasto, è la rappresentazione di uno spaccato di sofferenza abissale figurato dalla fotografia di Andrew Lesnie che balza da un colore spiccato ed acceso ad uno tetro e sporco, grazie anche al montaggio piuttosto buono. Il risultato è un’opera suggestiva in cui risalta senza dubbio sia l’interpretazione della giovane Saoirse Ronan che di Stanley Tucci; tuttavia, nel complesso, il film non riesce a solleticare del tutto, non scavando mai troppo nel profondo, con una sceneggiatura curata, ma da cui ci si aspetta di più e badando maggiormente ai dettagli scenici del Limbo, o per meglio dire l’altra terra di mezzo di Jackson.

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