Emma: tratto da Jane Austen in stile Wes Anderson

Il film Emma, adattamento dell'omonimo romanzo di Jane Austen, segna il debutto alla regia della fotografa Autumn de Wilde, eccone la recensione.

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Emma

Non è la prima volta che vediamo sul grande schermo l’adattamento cinematografico di Emma, ultimo romanzo pubblicato quando Jane Austen era ancora in vita.

Le pagine della scrittrice hanno ispirato diversi film e serie tv, in particolare negli anni ’90, fino ad arrivare a una dozzina di produzioni, circa. Per esempio, sono di questo periodo l‘adattamento interpretato da Gwyneth Paltrow, diretto da Douglas McGrathCluelessche reinterpreta il romanzo ambientandolo in America in tempi moderni.

Dopo questa sfilza di trasposizioni, si poteva pensare che Emma non sarebbe più stato adattato, ma ecco che arriva Autum de Wilde e mette un punto alla fine degli adattamenti. Un punto in senso figurato ma anche letterale, il titolo, infatti comprende il punto finale: Emma. .

Questo adattamento segna il debutto alla regia per Autum de Wilde, fino ad ora impegnata nella fotografia e nella produzione di videoclip musicali. La scrittura della sceneggiatura è stata affidata a Eleanor Catton, scrittrice neozelandese il cui secondo libro ha visto il Man Booker Prize, nel 2013. Entrambe sono nuove nell’ambito cinematografico, ma la loro collaborazione ha dato buoni frutti.

Anche se bisogna ricordare il contributo di Christopher Blauvelt, che ha collaborato alla realizzazione di numerose pellicole, e di Alexandra Byrne costume designer la cui carriera si è focalizzata sulla realizzazione di costumi d’epoca. Sono suoi, per esempio i costumi di Mary Queen of Scots, Elizabeth Elizabeth: The Golden Age (per cui ha vinto l’Oscar).

Emma

Emma. e l’amore

Come suggerisce il titolo, Emma è la protagonista del romanzo e del film. Emma è diversa dalle eroine tipiche della Austen e della letteratura dell’800, tanto che la scrittrice stessa si è sentita in dovere di precisare: sto per scrivere di un’eroina a cui nessuno piacerà, eccetto me.”

Per la prima volta abbiamo una protagonista ricca, capace di provvedere da sé al suo futuro e di conseguenza poco interessata al matrimonio. “Emma Woodhouse, di bell’aspetto, intelligente, e ricca, con una casa confortevole e una disposizione alla felicità.”

Emma è viziata, testarda, ha un’alta considerazione di sé e delle sue abilità di matchmaking, tanto che non può fare a meno di cercare di accoppiare amici e parenti. Nonostante, come abbiamo detto, lei non sia intenzionata a sposarsi (per la gioia di suo padre) il tema dell’amore e del matrimonio sono preponderanti nella narrazione. Tutto ruota attorno alla protagonista e alla sua propensione ad intervenire in faccende private, spesso causando più problemi del dovuto.

Nel film è interpretata da Anya Taylor-Joy, attrice dal particolare fascino, che grazie ai grandi occhi marroni riesce a trasmettere tutti i piccoli cambiamenti d’animo di Emma. I suoi lineamenti e la sua postura da ballerina non fanno altro che conferire una certa superiorità alla protagonista, che per via della sua ricchezza e del suo fascino ha un certo potere su tutti coloro che la circondano.

Una vittima della propensione al matchmaking è Harriet Smith, perfettamente interpretata da Mia Goth. Harriet è un’orfana di sconosciute origini che vive nella scuola di Highbury e diventa amica di Emma. Quest’ultima la prende sotto la sua ala, con lo scopo di educarla ed elevarla socialmente. Mia Goth è bravissima a renderla goffa e sgraziata nei movimenti, caratteristica che rimanda alle sue umili origini ma che allo stesso tempo la rende esilarante.

Emma

Emma.

L’adattamento di Autum de Wilde non si discosta troppo a livello narrativo dal romanzo della Austen, tuttavia esaspera il lato comico del romanzo che (come tutti i romanzi della Austen) critica la società del tempo. Uno dei personaggi più comici è Mr. Elton (interpretato da Josh O’Connor), parroco del villaggio che ha un’alta considerazione del proprio aspetto e cerca di sedurre Emma. Via via che la disposizione della ragazza cambia nei suoi confronti, la sua comicità diventa quasi fastidiosa e di facciata.

Altro personaggio, di una comicità più sottile e più apprezzabile è Mr Woodhouse, il padre di Emma. Interpretato da un Bill Nighy impettito, sempre attorniato da paraventi per proteggersi dagli spifferi e leggermente ipocondriaco.

Ciò che colpisce è che ogni personaggio – anche i valletti che spostano i paraventi e non dicono una parola – possiede una certa profondità, o fanno determinati movimenti che non li rendono completamente piatti. (Guardate i movimenti e le espressioni della servitù anche quando sono in secondo piano)

Emma

Ma la parte migliore di tutta la pellicola è la fotografia. I non amanti di Wes Anderson potrebbero aver da ridire, perché presenta lo stesso stile equilibrato, lineare e i colori tendenti al pastello. Ogni fotogramma è perfetto a sé stante, come una fotografia, il che dimostra l’occhio attento e allenato della regista, che ha sempre fatto la fotografa.

Tra le inquadrature più belle, si può ricordare quando Emma fa un ritratto ad Harriet. La posa della ragazza, il costume, i fiori tra i capelli e lo sfondo creano per pochi secondi una composizione artificiosa ma equilibrata.

Da lodare anche la precisione con cui sono coreografate le scene che prevedono più personaggi insieme. Le scene in cui la servitù si muove attorno ai protagonisti, togliendo, spostando e aggiungendo oggetti alla scena, mentre questi parlano e discutono, sono calibrate con estrema armonia.

Infine, tra le composizioni più belle, va ricordata la cena di Natale, in cui la sala da pranzo è illuminata dalla sola luce dei candelabri poste sulla tavola, e ricorda moltissimo Barry Lyndon. Oppure durante la scena del picnic, in cui per qualche secondo si osserva la comitiva stesa sulle lenzuola bianche che spiccano contro il verde dell’erba. I colori e la posizione dei corpi sono una composizione perfetta, che ricorda un quadro impressionista.

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Conclusione

Per concludere, consiglierei di vedere Emma? In linea generale sì. Per me anche solo la fotografia e le interpretazioni del cast valgono la pena di pagarsi un biglietto al cinema.

Non bisogna comunque andare con le aspettative più alte del normale, soprattutto bisogna considerare il genere e le tematiche trattate. Se qualcuno non sopporta Jane Austen o i film romantici potrebbe non apprezzare completamente Emma. 

Anche se c’è da sottolineare che è definito come commedia drammatica. In effetti, la parte comica del film rende i momenti sentimentali decisamente meno smielati di quanto potrebbero essere stati altrimenti.

Non è di certo un film impegnato, ma se volete staccare la mente, divertivi un po’ e lustrarvi gli occhi, fa per voi.

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Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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