Le trilogie d’autore: Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan

La trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan offre moltissimi spunti di riflessione, li analizziamo nel giorno del suo compleanno

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Christopher Nolan

Quello che anni fa era poco più di un termine utile ad attribuire il medesimo autore e una continuità di trama che legava tre differenti pellicole, sta diventando un vero e proprio strumento cinematografico capace di cambiare il modo di fare cinema: in questa rubrica ci occuperemo della trilogia.

Oggi, anche in virtù del suo compleanno e della sempre più vicina data di rilascio di Tenet, analizzeremo la trilogia del Cavaliere Oscuro di Cristopher Nolan.

Morgan Freeman and Christian Bale in The Dark Knight Rises (2012)

Esiste Bruce Wayne senza Batman?

Che la Trilogia di Batman di Christopher Nolan non sia un mero film sui supereroi, questo ormai è un dato assodato. Quello che compie il regista è un vero e proprio viaggio nella psiche di Bruce Wayne, mettendo in luce il suo Io primordiale attraverso l’evoluzione e smascheramento graduale del personaggio e dell’uomo. La sua è un’opera macchinosa, profonda e assolutamente intima.
Il primo passo è Batman Begins, interamente costruito sulla figura di Bruce Wayne. Un giovane imprenditore, filantropo, visceralmente legato a Gotham e che per questo, quando il caos, la criminalità e la corruzione si inoltreranno nel sistema, il Nostro si trasformerà in un Cavaliere Oscuro. È un uomo infinitamente solo, che si rifugia nella logicità e nei suoi valori morali e che per questo cerca anche una sorta di accettazione sociale. Il suo “far del bene” è qualcosa che serve più a lui che a Gotham. La motivazione è da ricercare nel trauma più profondo vissuto da Bruce, quando assiste da bambino all’uccisione dei suoi genitori. La morte di Thomas Wayne, difatti, è un vero e proprio simbolo: da quel momento, la città che aveva costruito ed a cui si era dedicato, sarà alla mercé della malavita. E Bruce, anche per rimanere legato in qualche modo alla figura paterna, darà forma alla sua giustizia, la quale però non sarà altro che un’autoidrolatria con caratteristiche gemelle a chi personifica il Male. Nolan mostra l’inizio di questa evoluzione, la spinge ai massimi, scova nelle paure più sedimentate e negli incubi più radicati di Batman, palesa il suo inconscio ed infine ne indica il lato più Oscuro: Bruce Wayne senza quella maschera non potrebbe più esistere. Fino poi alla rinascita.

Christian Bale in The Dark Knight Rises (2012)

Il Doppio

Da un discorso di introspezione così profondo, senza precedenti per quanto riguarda i cinecomics, non si può fare a meno di cogliere l’interessante e modernissimo utilizzo del doppio. Nolan compie un’operazione davvero interessante: prende questo topos letterario e lo sviluppa nell’arco di tutta la trilogia: il doppio assume dei connotati fortemente psicologici, una metà del protagonista tende a prevalere sull’altra e viceversa, è una lotta in continuo divenire, i cui esiti sono figli delle differenti fasi della vita che il protagonista si trova ad affrontare. Se però nel primo film la natura più irascibile del carattere del giovane Bruce inizia ad emergere fino a manifestarsi concretamente in Batman, nel sequel essa trova il perfetto equilibrio con Bruce Wayne, fino a che, nell’ultimo capitolo, pare addirittura prevalere, per poi arrivare alla drastica rinuncia finale.

Christian Bale in The Dark Knight (2008)

Il caos e l’ordine: da Joker a Bane

Se il principale nemico di Batman è stato la legge morale che Ra’s Al Guhl è riuscito a far vacillare, nei due episodi seguenti si è dato un peso decisamente maggiore ai villains e antagonisti. Il più iconico, senza ombra di dubbio, è il Joker messo in scena da Heath Ledger.. Il Joker di Christopher Nolan è un ritratto esemplare di follia e malvagità, risultato finale di una psicosi generale. La sua natura però, seppur sieda dall’altra parte del banco, è molto vicina a quella di Batman. Joker comprende che il caos è ciò che spaventa maggiormente l’essere umano e che la mancanza di piani è la miccia per innescare il disordine ed il terrore. Tuttavia, la sua ostentata irrazionalità, non è altro che la manifestazione più evidente delle paure più intrinseche dell’uomo, ma che in verità nasconde un piano di azione ben preciso. Joker, come Batman, perseguita i suoi “valori”, vive in una condizione di solitudine esattamente come il suo antagonista e soprattutto è vittima della sua maschera, senza cui non potrebbe esistere. Colui che invece si distanzia da questo profilo è Harvey Dent, il quale non è altro che il frutto di una mancata giustizia in cui crede veramente, contrariamente agli altri due. Dent è il figlio del fallimento, dell’infedeltà dell’istituzione.

Heath Ledger in The Dark Knight (2008)

Discorso differente per Bane, minaccia più che mai fisica: ne Il Cavaliere Oscuro: Il Ritorno assistiamo ad un cambio di registro. Dal caos asmatico de Il Cavaliere Oscuro che calcava perfettamente la folie, qui il ritmo sembra essere più calmo ed il tempo scandito in maniera ordinata. La scelta di Nolan non è casuale: la visione meno disturbante è lo specchio di Bane, mercenario con una fisicità importante, senza comunque risultare uno sprovveduto. Bane non ricerca il confronto disordinato con Batman: lui, insieme alla vera e propria antagonista del film, Miranda Tate alias Talia Al Ghul, vuole distruggere Gotham.

Tom Hardy in The Dark Knight Rises (2012)

Alfred: da maggiordomo a figura paterna

Nel Batman di Christopher Nolan, uno dei personaggi più significativi è Alfred, il maggiordomo della famiglia Wayne. Figura saggia, razionale, in grado di comprendere Bruce e di compiere un’evoluzione completa. Da prudente servitore, si occupa di Bruce quando rimane senza genitori, ma non oltrepassando mai il confine, lasciando il giovane libero di crescere e conoscere il mondo nella sua bellezza ed oscurità. La sua figura, tuttavia, diventa sempre più paterna e vicina a Batman. Lo protegge dalle decisioni che potrebbero ferirlo, come la lettera scritta da Rachel prima di morire in cui comunica che fra lui e Harvey avrebbe scelto il procuratore; lo accoglie sotto la sua ala protettiva fornendo consigli ed aneddoti giudiziosi per comprendere la natura dell’essere umano. Alfred, esattamente come tutti i protagonisti della Trilogia di Christopher Nolan, subisce un’evoluzione più raffinata e pacata rispetto a quelle altrui: da maggiordomo diviene un padre silenzioso e rispettoso. Christopher Nolan ha preso un personaggio troppo spesso ridotto a poco più che una macchietta, per conferirgli una profondità e degli spazi da vero e proprio mentore.

Michael Caine in The Dark Knight Rises (2012)

Conclusione

Il vero e proprio merito di Christopher Nolan, oltre a quanto già detto, è quello non solo di aver dato dignità autoriale e profondità ad un genere più orientato a spettacolarità e sensazionalismo, ma anche quello di aver reso le pellicole parte di un progetto più ampio, identificabile nella trilogia, laddove spesso il sequel era un’operazione economica unicamente incentrata a massimizzare i guadagni.

Tutto ciò inserito in un contesto in cui il cinema di genere sposa l’autorialità in un matrimonio perfettamente riuscito, nel segno dell’equilibrio.

La trilogia de Il Cavaliere Oscuro è un prodotto innovativo e rivoluzionario, capace di rispettare gusti ed esigenze di un pubblico incredibilmente ampio, senza però snaturare l’anima di quello che, ne bene o nel male, resta il supereroe più amato da tutti, quello senza superpoteri: Il Cavaliere Oscuro.

Articolo scritto in collaborazione con Giulia.

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