Perché ci piace Santamaria: dagli esordi al Vincent Vega con Achille Lauro

Dagli esordi al Vincent Vega di Achille Lauro, Claudio Santamaria è uno dei migliori attori nel panorama cinematografico italiano.

0
745
santamaria

Personalmente quando mi viene concessa la possibilità di scrivere un articolo su registi, attori e cinema italiano in generale, la colgo sempre al volo. Mi piace potermi esprimere sul tema, perché anche se abbiamo passato anni “oscuri”, contraddistinti da un cinema piuttosto povero nei contenuti e non solo, siamo riusciti anche a portare nel mondo opere senza tempo e saputo dare un valore inestimabile alle nostre arti. E questo bisogna dirlo. Il merito, ovviamente, è di quelle penne che danno vita a storie, di quei registi che le girano e di quegli attori che le mettono in scena. Ed uno dei migliori attori nel panorama cinematografico attuale è senza dubbio il protagonista di oggi, Claudio Santamaria, il giovane interprete romano dalla carriera segnata da firme quali Bernardo Bertolucci, Gabriele Muccino, Nanni Moretti, Dario Argento, Pupi Avati, Michele Placido, Ermanno Olmi e Gabriele Mainetti, con cui nel 2016, per Lo chiamavano Jeeg Robot, ottiene il suo primo David di Donatello come Miglior attore protagonista.

I successi di Santamaria

santamaria

La corsa al successo di Claudio Santamaria inizia nel 1997 con Fuochi d’artificio di Leonardo Pieraccioni e subito dopo cambia rotta con ruoli diversi per Marco Risi prima e Bernardo Bertolucci dopo. Di lì a poco inizia il sodalizio con Gabriele Muccino, con Ecco fatto del 1998, opera prima del regista che sceglierà Santamaria per molti dei suoi lavori, come L’ultimo bacio, Baciami ancora e Gli anni più belli.

L’attore romano si dimostra versatile, in grado di ricoprire parti differenti fra loro. Così, dal giovane ragazzo in crisi che vuole lasciare tutto per costruirsi un futuro lontano, diventa un indimenticabile, affascinante e ricercatore assoluto di bellezza Dandi in Romanzo Criminale di Michele Placido. Interpretando il terzo capo della Banda della Magliana, il godereccio dannunziano che grazie ai suoi agganci con il potere riesce a cavarsela mentre gli altri finiscono dietro le sbarre, conquista il grande pubblico (ed anche me, devo ammetterlo, diventando il mio personaggio preferito del film). Ma la vera svolta, è nel 2015 con Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, in cui il Nostro diventa Enzo Ceccotti, un criminale di poco spessore con una forte passione per il porno e lo yogurt che, scappando dalla Polizia, si tuffa nel Tevere entrando in contatto con del liquame radioattivo. Si tratta di una pellicola che recupera il cinema di genere, portando il mondo dei supereroi in Italia, con un cattivo magnetico (Luca Marinelli) e la favolosa Ilenia Pastorelli nei panni di Alessia, una ragazza convinta di vivere nel manga di Jeeg Robot d’Acciaio. Oltretutto, Santamaria ha messo a dura prova anche il suo fisico per questo ruolo e come dichiarato da lui ha dovuto prendere molto peso per potersi cimentare nella parte.

Insomma, una carriera florida, eterogenea, che arriva anche all’estero con Casino Royale e che si consolida ad ogni lavoro di più, decretandolo uno straordinario attore ed un ottimo doppiatore, prestando la voce a Christian Bale nel Batman di Christopher Nolan.

Santamaria in versione Pulp

santamaria

Che i videoclip siano ormai dei veri e propri corti, in un certo qual senso, è un dato appurato. Per tutti coloro che amano il cinema ed al contempo la musica, guardare un video musicale diventa un’esperienza sensoriale a tutto tondo e godersi un video può essere come andare al cinema per qualche minuto.

Achille Lauro, con la sua Bam Bam Twist, ci riporta per testo ed immagini nel mondo della settima arte ed a questo giro, a rubare la scena al cantante, ci sono proprio Claudio Santamaria e la moglie Francesca Barra. Una coreografia di Alessandra Valenti per una regia degli YouNuts! (Antonio Usbergo e Niccolò Celaia) ed in un attimo siamo in una moderna e scintillante Pulp Fiction, più precisamente nella scena cult del ballo di Uma Thurman/Mia Wallace e John Travolta/Vincent Vega in cui risuonano le note di Chuck Berry.

Un pulp anni ‘60 che decanta il capolavoro tarantiniano, ma anche Quei bravi ragazzi e De Niro. Il contesto è un passionale ballo-duello con le gambe che si muovono a ritmo di twist, quel twist, luccicanti sparatorie e smalti neri in contrasto.

Il coro di voci femminili si alza, un altro colpo. Lo spettacolo è in scena.

Per altri approfondimenti continua a seguirci su CiakClub.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here