Ecco perché Gli Infedeli di Stefano Mordini non ci ha convinti molto

Gli Infedeli di Stefano Mordini arriva su Netflix. Un film ad episodi che vuole riprendere I Mostri, ma il cui risultato lascia un po' a desiderare.

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Nel catalogo Netflix del mese di Luglio trovate Gli Infedeli, una commedia italiana con al centro cinque episodi legati da un unico grande tema: l’adulterio maschile. Si tratta di una pellicola di Stefano Mordini che nasce recuperando l’omonimo film francese del 2012 diretto da sette registi – titolo originale Les Infidèles – il quale al cinema ottenne un discreto incasso, ma che di fatto è un anonimo ammasso di stereotipi visti e rivisti, piuttosto insulso e per giunta neanche così simpatico.

Ne Gli Infedeli nostrano al posto di Jean Dujardin, che all’epoca era fresco di Premio Oscar (The Artist) e Gilles Lellouche, troviamo Valerio Mastrandrea e Riccardo Scamarcio, quest’ultimo anche co-produttore e co-sceneggiatore. Ma il risultato cambia molto poco.

La trama

gli infedeli

Le vicende de Gli Infedeli, come anticipato dal titolo ed anche nell’incipit di questa nostra recensione, sono principalmente quelle dei due protagonisti, Riccardo Scamarcio e Valerio Mastrandrea, i quali si destreggiano in più scenette in cui alla base vi è il tradimento del sesso maschile – un vago accenno anche a quello della donna, ma che comunque rimane in sordina. Tre episodi centrali, più uno di apertura ed uno di chiusura in cui i protagonisti si riuniscono a cena assieme a Massimiliano Gallo per discutere sulla natura del tradimento maschile, motivazioni e “percentuali”.

Les Infidèles, I Mostri e…. Valerio Mastrandrea

gli infedeli

Gli Infedeli ricalca le orme dell’omonima pellicola francese, recuperandone alcuni sketch, ma cambiandone un po’ la natura. Il film con Jean Dujardin e Gilles Lellouche, difatti, era una commedia sul volgare andante, un po’ sterile e molto movimentata. Alla fine della proiezione rimaneva ben poco. Da questo punto di vista, Gli Infedeli di Stefano Mordini appare più pulito, complice anche di retaggi ed ispirazioni dichiarate alla commedia all’italiana come I Mostri di Dino Risi, ma anche grazie alla penna di Filippo Bologna, sceneggiatore di Perfetti Sconosciuti. Così, qualche richiamo alla carinissima pellicola italiana del 2016, a tratti, riusciamo a scorgerlo rivedendo il volto di Valerio Mastrandrea a tavola con amici o scrutando i telefoni colmi di segreti.

Altro punto a favore del film è certamente il cast. Riccardo Scamarcio, levatosi da tempo i panni del bel ragazzetto che si presta a fare il sogno delle teenager, negli anni si è fatto sempre più spazio, cimentandosi in diversi ruoli e generi. Qui, riesce ad alternare l’uomo quarantenne vanitoso, un po’ casanova, a quello che porta a casa il fallimento facendo una sonora figuraccia. Dall’altra parte, un Valerio Mastrandrea che conferma le sue capacità, perpetuando il suo personaggio – e recitazione – inappagato e malinconico.

In definitiva

gli infedeli

Il tentativo di Mordini di riportare sullo schermo la commedia ad episodi è un po’ un buco nell’acqua. Gli sketch de Gli Infedeli si alternano, fra elementi inediti (come l’episodio con Laura Chiatti) scritti anche discretamente e battute riprese alla lettera. L’intento di fornire una commedia sulla quale montare una riflessione sociologica sull’uomo fedifrago, prendendosi anche un po’ in giro, riesce molto poco, facendo spazio solo a spettacoli privi di verve. Il risultato è quello di una serie di scenette mancanti di soluzione, un po’ insipide. In questo scenario, vi è comunque da dire che Mordini riesce a fare una buona regia spostandosi da ambienti aperti ed inseguimenti, ad ambienti casalinghi ed intimi e che probabilmente la pecca del film è da ricercare più che altro alla base dello stesso e nell’assenza di carattere, lasciando sempre tutto ad un registro pacato.

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