Frida Kahlo: perché è diventata così iconica adesso?

La Fridamania continua ad impazzare da anni e ci ha portati a vedere il volto di Frida Kahlo dappertutto, ma perché? Com'è diventata così iconica?

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Frida

Quando si pensa a Frida la si vede automaticamente donna, con il monociglio, il rossetto rosso sulle labbra, i fiori tra i capelli raccolti, i colorati vestiti Tehuana e magari una scimmietta sulla spalla.

L’artista messicana, Frida Kahlo, ha visto la propria fama espandersi a macchi d’olio negli ultimi anni, creando una vero e proprio fenomeno chiamato Fridamania che l’ha elevata a icona. Tuttavia, questo successo internazionale è piuttosto recente, prima degli anni ’80 circa, Frida Kahlo era pressoché sconosciuta oltre i confini Americani.

Allora come ha fatto a diventare un’eroina mondiale, il cui volto viene ostentato con orgoglio su brand, braccialetti, murales e molto altro?

Per rispondere a questa domanda, bisogna prima ricordare la sua vita, il suo percorso di crescita, i suoi ideali e i suoi valori sono fondamentali per capire perché sia stata elevata a icona. Inoltre, anche i media hanno avuto un grande ruolo nel raccontare Frida a un pubblico sempre più vasto. Per arrivare, infine, al marketing che, soprattutto negli ultimi tempi, ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del suo volto e nella trasformazione della percezione nei suoi confronti.

Frida

Frida, una donna forte e una vita complicata

Nata nel 1907, Frida ha vissuto la rivoluzione messicana e gli anni di fermento politico e intellettuale del paese. Fervente comunista, la sua vita prende una svolta inaspettata all’età di 18 anni, quando un incidente tra un bus e un tram le provoca una tripla frattura alla spina dorsale, undici fratture alla gamba e altrettante al piede destro.

Le conseguenze di questo incidente hanno condizionato fortemente la sua vita e le sue opere. Costretta a innumerevoli operazioni e alla permanenza a letto, Frida inizia a dipingere. Stesa sul letto, con uno specchio davanti a se, dipinge ciò che conosce meglio: sé stessa. L’arte diventa anche un modo per esorcizzare il dolore, fisico e spirituale, che la sua condizione le ha causato. La maggior parte dei suoi quadri, infatti, sono autoritratti.

Frida

Altro grande elemento della sua vita è il suo amore per Diego Rivera, anche lui artista politicamente impegnato. Si tratta di un amore travolgente, ma allo stesso tempo difficile fatto di rotture e tradimenti. Diego le promette la sua lealtà, ma le nega decisamente la sua fedeltà. Grazie al suo spirito libertino, Frida si adatta a queste condizioni, infatti, sono note molte sue relazioni extraconiugali con uomini e donne (Lev Trockij, André Breton, Tina Modotti e Chavela Vargas sono alcuni).

Altro aspetto molto forte è il suo orgoglio per l’identità messicana, declinato nell’arte e nel suo modo di vestire. Gli abiti colorati, infatti, sono tipici delle donne del Tehuantepec, un comune di Oaxaca, che ha una reputazione di “società matriarcale”.

Il dolore fisico e spirituale l’hanno accompagnata fino alla morte (avvenuta all’età di 47 anni), ma insieme ad esso anche una forza inusuale, una joie de vivre e una passione travolgente.

Negli anni ’80-’90 è iniziata la tendenza che si è trasformata poi nella Fridamania. Il motivo principale? La vita dell’artista, la sua forza di volontà e i valori che incarnava. Sono gli anni del femminismo, della lotta contro il patriarcato e Frida, l’artista messicana che sfida ogni norma, diventa un’eroina, per le donne e per la comunità LGBTQ.

Disabile, orgogliosa del proprio aspetto, bisessuale, impossibilitata ad avere figli, innamorata perdutamente di Diego, politicamente impegnata e sostenitrice delle minoranze etniche. Insomma, chi non può trovare un pezzetto di sé nella sua persona?

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Frida al cinema

Due film hanno contribuito ad aumentare la fama di Frida Kahlo, favorendo la sua diffusione a livello internazionale. Si tratta di Frida, Naturaleza Viva, del 1986 diretto da Paul Leduc e di Frida, film del 2002 diretto da Julie Taymor.

Sono gli unici due film realizzati su di lei – senza contare i documentari – nonostante negli anni ’90 vennero annunciati molti biopic su Frida. Uno di questi sarebbe dovuto essere interpretato da Madonna – che si è sempre dichiarata grande fan dell’artista – e uno sulla vita di Diego e Frida prodotto da Robert De Niro.

Frida, Naturaleza Viva segue l’onda del tempo – come vi dicevo, le manifestazioni del tempo hanno contribuito a farla conoscere – ma non è molto conosciuto come il film di Julie Taymor.

Basato sulla biografia scritta da Hayden Herrera nel 1983, Frida ha avuto un successo inaspettato, sicuramente anche grazie all’interpretazione di Salma Hayek. Herrera ha spesso manifestato il suo stupore nel vedere il successo del libro, che è stato tradotto in 25 lingue, compresi arabo, cinese, ebraico e lituano.

Frida

L’esotismo del soggetto e la storia ricca di passione, amore e dolore, hanno suscitato interesse nel mondo intero. Sia il libro che il film hanno avuto dunque un ruolo importante per divulgare l’arte di Frida, non solo la sua storia.

Nella pellicola è possibile notare molti riferimenti alle opere della pittrice, come The Bus, del 1929 oppure vengono mostrati i quadri stessi (non gli originali, ma delle copie dipinte da Salma Hayek). Per esempio, Le due Frida (1939), La colonna rotta (1944), Il cervo ferito (1946) e Ciò che l’acqua mi ha dato (1938).

L’American Film Institute ha incluso Frida nella lista Film dell’anno 2002, motivando la scelta con queste parole:

“Frida è un film sull’arte ed è lui stesso un’opera d’arte. Il linguaggio visivo unico nel suo genere ci porta nella testa dell’artista e ci ricorda che l’arte si gode maggiormente quando si muove, respira ed è dipinta su grandi quadri, in un modo che solo i film possono rendere possibile.”

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Frida everywhere

Lo scoppio della Fridamania non ha portato solo alla divulgazione – in forma scritta o cinematografica – della vita e delle opere di Frida, ma ha superato la dimensione culturale, entrando nell’ambito marketing.

Dal momento che Frida ha iniziato a toccare un pubblico sempre più vasto per i valori che incarna, vari brand – da bravi capitalisti – hanno iniziato ad usare il suo volto per attirare clientela.

La scelta si basa principalmente su un bias cognitivo che viene utilizzato per persuadere le persone a comprare. Quindi, se qualcuno deve scegliere tra uno smalto la cui confezione ha il volto di Frida e uno senza, sceglie quasi automaticamente quello con l’artista. Questo perché agli occhi del compratore i valori che Frida incarna vengono traslati sul prodotto. Inoltre, anche la componente della fama ha una forte leva sulla mente di chi acquista.

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Un esempio che mostra la potenza persuasiva di un volto, può essere quando Theresa May durante un discorso ha scelto di indossare un braccialetto con il volto di Frida per mostrarsi più “vicina al popolo”, nonostante gli ideali delle due donne siano piuttosto contrastanti.

Quindi, il volto di Frida adesso è praticamente ovunque, ma è un bene o un male? Non è facile determinarlo. Può essere positivo se si considera che Frida è, e sarà, conosciuta per molte generazioni a venire, rendendo molto più tangibile la funzione eternatrice dell’arte.

Tuttavia, ha anche aspetti negativi. Il massiccio utilizzo del suo volto su prodotti che non hanno niente a che fare con i valori di Frida, potrebbe portare a uno snaturamento della sua figura e una conseguente perdita di significato.

Ovviamente, i diritti legati all’immagine sono regolati dalla Frida Kahlo Corporation, gestita da una lontana nipote dell’artista, che non si è fatta troppi problemi a dare il via libera per l’utilizzo del volto di Frida a prodotti come smalti, tequila, carte di credito, macchine del caffé e molto altro.

Voi cosa ne pensate della Fridamania?

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Questa e altre notizie nella sezione news di CiakClub.

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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