Sotto il sole di Riccione: l’estate nostalgica degli YouNuts!

Abbiamo visto Sotto il sole di Riccione, approdato da poco su Netflix. La pellicola degli YouNuts! è fresca, leggera e nostalgica degli anni '80.

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sotto il sole di riccione

Su Netflix è uscito da pochi giorni Sotto il sole di Riccione, una commedia tutta italiana diretta dai giovani e brillanti YouNuts!, che vede la collaborazione fra Enrico Vanzina e gli sceneggiatori Caterina Salvadori e Ciro Zecca, contornata dalle musiche di Tommaso Paradiso ed i TheGiornalisti. Una di quelle pellicole che ci immerge nella più tipica vacanza all’italiana, fra ombrelloni, partite a beach volley, giochi della bottiglia, falò estivi e soprattutto amori adolescenziali (e non solo) nati durante la bella stagione. Quelli indimenticabili. Così, gli Younuts! con Sotto il sole di Riccione ci riportano a 37 anni fa quando Carlo Vanzina – fratello di Enrico e venuto a mancare nel 2018 – ci faceva tuffare nelle acque di Forte dei Marmi con Sapore di mare.

Sapore di mare… 37 anni dopo

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La trama di Sotto il sole di Riccione vien da sé. Siamo nella Riviera romagnola ed un gruppo di giovani si riunisce per l’estate fra amori inconfessabili, nuove amicizie e madri pressanti. Abbiamo Ciro (Cristiano Caccamo) che parte dal sud per un provino con l’idea di sfondare nel mondo della musica e che alla fine si ritrova a fare il bagnino per la stagione estiva; Marco (Saul Nanni), il ragazzino sfigato perdutamente innamorato di Guenda (Fotinì Peluso); Vincenzo (Lorenzo Zurzulo, che spicca positivamente fra gli altri), ragazzo cieco con una madre, Irene (Isabella Ferrari) che non lo lascia vivere la normale adolescenza. Se da una parte ci sono dunque i giovani con le loro esperienze genuine, dall’altra ci sono gli adulti di turno, segnati dalle storie passate ed ancorati a vecchi ricordi ed immagini di sé. Irene, Lucio (Luca Ward) e la chicca, Andrea Roncato nel ruolo di Gualtiero, ex playboy “guru dell’acchiappo”.

La freschezza degli YouNuts!

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Sotto il sole di Riccione è una commedia fresca, che tende la mano al passato e si affaccia al futuro. Il primo merito va ad Enrico Vanzina, il quale ha fatto un buon lavoro tenendo presente un soggetto non originale, ma comunque sempre piacevole, svecchiato dalle penne giovani di sceneggiatori come Salvadori e Zecca. Il rischio era quello di scadere un po’ nella banalità e spesso volgarità della battuta tipica ed iperabusata del cinepanettone, ma Sotto il sole di Riccione è semplice, pulito, senza mai risultare rozzo. Altrettanto semplice ed elegante è la ripresa degli YouNuts! che miscelano bene la nostalgia canaglia degli anni ‘80 al mondo più tecnologico dei teen anni Duemila, all’interno dei colori arancioni del tramonto della Riviera. Ma che i due giovani registi – Antonio Usbergo e Niccolò Celaia – si stessero facendo riconoscere ed apprezzare grazie al loro ottimo lavoro con i videoclip di alcune delle più celebri voci di questo Paese, noi questo lo sapevamo di già e ve ne avevamo parlato anche tempo addietro.

Se uno dei giochini adottati in passato era porre l’apparente differenza fra le famiglie provenienti da diverse zone dell’Italia (il milanese ricco che incontra il napoletano meno facoltoso ed altri cento stereotipi simili) per poi smascherare la reale somiglianza, Sotto il sole di Riccione, da questo punto di vista, si evolve. Qui l’apparente differenza sta nel linguaggio utilizzato, fra il “friendzonato” e lo “zio” tipici della nuova generazione e l’impostazione di chi la vita l’ha già in parte vissuta, come Isabella Ferrari e Luca Ward. Sta nell’utilizzo di nuovi mezzi per conoscere e proteggersi con lo schermo, come con Tinder/Whatsapp. Più che aree geografiche, generazioni a confronto, che però alla fine dei conti quando si parla di amore hanno molti punti in comune.

Ultimo protagonista di quest’estate a Riccione è Tommaso Paradiso che con le sue canzoni è il fil rouge delle varie storie. Riccione, Sold Out, Completamente, Felicità Puttana… insomma, alcuni dei più grandi successi degli anni passati che fungono da vischio di Natale. È sotto le sue note che gli amori veri si prenderanno per mano e poi… chissà!

Perché ci piace essere puntigliosi

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C’è chi ha scritto di Sotto il sole di Riccione che uno dei difetti è quello di non far evolvere mai i personaggi e lasciarli, in qualche modo, fermi al punto di partenza senza sbocciare veramente ed essere approfonditi. Al coro del pelo nell’uovo, si unisce anche quello che sostiene che in spiaggia le dinamiche siano differenti e che questo utilizzo “spropositato” di cellulari renda freddo il risultato. Noi, se non si fosse capito, non siamo d’accordo. Tutti i personaggi in Sotto il sole di Riccione trovano alla fine il loro giusto spazio, riuscendo o meno nell’impresa che si erano prefissati. La pellicola degli YouNuts! riesce proprio perché non ha grandi pretese, non è pretenziosetta, e l’unico scopo che traspare è quella di farci vivere una sana spensieratezza di un’ora e quaranta circa, facendoci magari riconoscere in una di quelle storie che molto probabilmente abbiamo vissuto anche noi e perché no, farci riflettere sulla storia di Vincenzo. A questo si aggiunge che i tempi sono cambiati e che anche se poco romantico e forse un po’ sterile, ormai il mondo è social e nasconderlo sarebbe forse un po’ sciocco. Per cui un po’ di leggerezza, ogni tanto, non fa male a nessuno.

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