Che cos’è il tempo?

Der Begriff Der Zeit: Il concetto del tempo. In filosofia quest’opera di Martin Heiddeger ha segnato, a mio modo di vedere, la svolta definitiva nella risposta a tale domanda.

Dal blocco di marmo agostiniano, e dopo una sgrezzatura nemmeno troppo grossolana dello spiritualista Bergson, Heiddeger giunge all’opera finita attraverso un eccellente lavoro di labor limae, attingendo e al contempo rompendo con la tradizione precedente.

Che cos’è il tempo? Non solo il modo in cui l’essere senziente conosce il mondo, ma anche come egli stesso sceglie di esistere nel mondo. Il tempo diviene arbitrarietà del singolo individuo.

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Il tempo per Christopher Nolan

Nolan si inserisce in questa linea di pensiero e applica tutto ciò al contesto cinematografico: rompe totalmente con la temporalità narrativa a lui precedente e inscena la propria idea di tempo, figlia di quell’arbitrarietà Heiddegeriana.

Proviamo a fare un esempio: un pilota prima della propria gara si concentra e, in una manciata di secondi riesce, nella propria mente, a percorrere tutto il tracciato. In pochi secondi ha fatto quello che la più parte delle persone può fare in molti secondi, forse addirittura minuti. I limiti di una misurazione oggettiva del tempo appaiono evidenti più che mai.

Dilatazioni e contrazioni temporali, rispetto all’unità di misura scientifica di quest’ultimo, diventano normalità.

Su questa scia abbiamo chiesto ai nostri redattori cosa si aspettano da Tenet: l’argomento di maggior interesse, manco a dirlo, è sempre lui: il tempo.

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Alberto:

Dire cosa ci si possa aspettare da un film di Christopher Nolan è sempre un’impresa non da poco, specie se la pellicola in questione è l’attesissimo, e criptico, Tenet. A poco nulla serve sapere che sarà un Thriller di spionaggio per contrastare una minaccia globale. L’interesse principale non sarà, infatti, sulla trama, quanto sulla costruzione specifica della narrazione. In un percorso che comincia da Memento, passando per Inception, Interstellar e Dunkirk, Nolan ci ha abituato a ragionare sul tempo e sulla sua percezione. Anche Tenet si colloca su questa scia: qui la sfida sarà quella di presentarsi come un “film palindromo”. Potremmo dunque trovarci di fronte ad un complicato meccanismo ad orologeria che, ad esempio, condivide l’inizio e la fine della narrazione, oppure che si riavvolge completamente una volta raggiunta la metà. Per chi sta scrivendo, si tratterà sicuramente di uno di quei film in cui bisogna stare attenti ad ogni singolo dettaglio. Probabilmente per ogni sequenza ci dovremmo chiedere se la scena in questione è situata nel passato, nel presente o nel futuro; a questo dubbio si dovrà aggiungere pure la possibilità di aver già assistito allo stesso episodio… magari al contrario. Il riscontro di queste ipotesi lo avremo solo il 3 agosto, ma di sicuro sarà una risposta soddisfacente.

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Arturo:

Dopo il convincente e ben accolto dalla critica Dunkirk Christopher Nolan tenta di ritrovare il sostegno del grande pubblico con un film che, dai trailer e dalle numerose dichiarazioni di attori e di persone coinvolte nella produzione, sembra avere in sé i temi e le ambientazioni dei suoi più acclamati Blockbuster.

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Rimanendo sempre convinto che gli unici capolavori di Christopher Nolan siano Memento e The Prestige, mi auguro che in Tenet il regista riesca a far convergere tutto ciò che di ottimo c’è da sempre nel suo cinema eliminando banalizzazioni e estreme contorsioni fini a se stesse comuni in alcuni suoi film.

Spero infine che grazie a Tenet il grande pubblico possa rivalutare in positivo Robert Pattinson, attore ancora oggi troppo sottovalutato a causa della trilogia di Twilight, ma che negli ultimi dieci anni ha tirato fuori dal cilindro molte ottime prestazioni.

Tenet

Tiziano:

Abbiamo ampiamente affrontato la domanda “cosa aspettarsi da Tenet?”. Adesso, invece, ecco l’auspicio: sarebbe una dolce sorpresa vedere Nolan affrontare la complessità tematica ed emotiva della sua opera senza cadere in un approccio eccessivamente didascalico. In molti film – non tutti – il cinema di questo ottimo regista si è fatto davvero complicato e difficile da gestire, causa trame volutamente ambiziose. L’errore? Quello di avere poca fiducia nel pubblico e inciampare in qualche “spiegone” di troppo poiché si aveva il timore che gli spettatori potessero non capire. Interstellar – film comunque molto bello, sia chiaro – ha forse questo difetto più di altri, che va inevitabilmente a depotenziare l’immenso impatto visivo ed emozionale della storia. Dal momento che Tenet sarà forse la pellicola – eh sì, perché con Nolan sempre di pellicole si parla – più intricata della sua carriera, ponendosi in continuità ma andando ad alzare sempre di più l’asticella, il rischio è che questo approccio si ripeta a maggior ragione. Chissà, se il regista si fidasse del mistero della sua affascinante filosofia, magari, questo ultimo lavoro potrebbe anche essere il suo migliore.

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Nolan mira al paralogismo come pars destruens di una narrazione estremamente selettiva. Tra le mille e una incongite che accompagnano il film Tenet un elemento sono sicuro che riuscirà a valicare le impervie mura delle aspettative che il regista stesso ama erigere: l’esperienza unica, esclusiva e totalizzante che il suo cinema sa regalare.

In una parola? Come direbbe Heiddeger: Zeit!

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Tommaso Serena

Tommaso Serena

Cinematograficamente onnivoro, sono cresciuto tra l'autorialità dei fratelli Coen ed i fagioli western di Bud Spencer e Terence Hill. Sogno di sceneggiare un film in cui Trinità e Bambino prendono a sberloni i responsabili del furto del proprio tappeto che "dava un tono all'ambiente".

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