Eurovision Song Contest: il bizzarro film di Netflix… voluto da Will Ferrell

Esce oggi su Netflix, Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga, il film commedia fortemente voluto da Will Ferrell che prende spunto dalla fantasiosa competizione canora europea.

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Esce oggi, 26 giugno, sulla piattaforma streaming di Netflix uno dei film più bizzarri e inaspettati che si potessero trovare fra le uscite di questo mese. Si tratta di Eurovision Song Contest, una commedia musicale ideata da Will Ferrell, che lo vede nei panni del protagonista insieme a Rachel McAdams e Pierce Brosnan.

Il titolo di Eurovision Song Contest non lascia molti dubbi sull’affiliazione della pellicola. Il film infatti fa diretto riferimento all’omonima competizione canora che si tiene con cadenza annuale nel Vecchio Continente e che coinvolge quasi tutti i suoi Paesi. La trama della commedia si svolgerà proprio all’interno di questi inediti parametri, promettendo di sorprendere gli spettatori con stravaganza e una buona dose di divagazioni trash.

Nessuna novità per chi segue l’Eurovision Song Contest da tempo. Il film infatti attinge a piene mani nella bizzarria che negli anni è diventata propria della competizione canora. Un’eccentricità che ha stregato lo stesso Ferrell e che l’ha spinto a volere a tutti i costi la realizzazione del film.

Ma andiamo con ordine e andiamo a vedere altri dettagli del film, tra cui anche lo stesso festival a cui esso fa diretto riferimento.

 

Eurovision Song Contest: tra musica…

Eurovision Song Contest 2019

Spesso in Italia il fenomeno passa (leggermente) in sordina, almeno in termini di ascolti. In Europa, invece, l’Eurovision Song Contest è vissuto da molti come un “Natale canoro”  – sia ben chiaro un Natale trash, ma pur sempre un Natale! -. Trasmesso in radiodiffusione in tutti Paesi partecipanti, l’Eurovision è infatti uno dei programmi televisivi più longevi di sempre. Questa distribuzione a reti unificate, che negli anni sta coinvolgendo tutto il globo terrestre, l’ha reso anche l’evento non sportivo più seguito al mondo.

L’Eurovision è nato nel 1956 con la volontà di utilizzare il mezzo televisivo per proporre un evento che unificasse tutti i Paesi europei, al tempo ancora presi con la ricostruzione post-bellica. La proposta fu quella di una competizione canora che prendeva a modello proprio il nostro Festival di Sanremo.

Se nelle prime edizioni il Festival sembrava qualcosa di molto simile ad una competizione fra pochi amici intimi, col tempo l’Eurovision ha raggiunto dimensioni e una portata davvero notevoli. Si è, infatti, allargato a praticamente tutte le nazioni europee, fatto salve Città del Vaticano, Lichtenstein e Kosovo. Ed è arrivato a gettarsi oltre i confini del Vecchio Continente. La competizione così ha inglobato, ormai in modo permanente, stati “eurasiatici” quali Armenia, Azerbaijan e Georgia, nonché Paesi “oltremare” come Israele e Australia.

Insomma giusto qualche informazione che ci fa capire che probabilmente Will Ferrell non ha tutti i torti nel voler rendere omaggio, a modo suo, a questo straordinario evento. Ma non sono queste le uniche ragioni…

 

… mostri canori e trash

Lordi - Eurovision Song Contest 2006
Il gruppo finlandese Lordi vince l’Eurovision Song Contest 2006 con il brano “Hard Rock Hallelujah”

L’Eurovision Song Contest non è però da concepire come una competizione canora dura e pura per assegnare il premio al miglior rappresentante dell’Europop. Come abbiamo visto, il festival basa le sue radici proprio in quel clima di festa e “intrattenimento per tutti”. Questa cosa dunque si traduce in una manifestazione che fa delle esibizioni il suo punto focale.

Molti gli artisti riconosciuti internazionalmente che hanno partecipato alla competizione. Tra questi: gli ABBA (vincitori nel 1974 con l’intramontabile Waterloo), Bonnie Tayler, Olivia Newton-John, Celine Dion e persino i Blue. Accanto a questi nomi famosi, se ne troviamo molti altri più sconosciuti… e alcuni decisamente molto bizzarri.

In particolare dagli anni 2000 in avanti, l’Eurovision ha subito un insolito twist, proponendo sempre più performance a dir poco “carnevalesche”. L’eccentrico, il trash e il camp sono elementi che sempre di più hanno accompagnato le esibizioni canore, costituendo un vero e proprio “spettacolo nello spettacolo” aggiuntivo. Da drag queen ucraine con vestiti scintillanti, a nonne russe che cucinano pane sulle note di musica dance, passando per band hard rock finlandesi con maschere demoniache fino ad arrivare a coreografie polacche di preparazione del burro… “vagamente” erotizzate.

Lo so… state pensando che stiamo esagerando, ma non è assolutamente così! Anzi questo è un ingrediente di cui l’Eurovision è talmente consapevole da scherzarci tranquillamente su. Inoltre sarà questo uno degli elementi che ritroveremo di sicuro nel nostro film.

 

La trama del film

Eurovision Song Contest

Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga, come recita chiaramente il sottotitolo, è incentrata sulle vicende dei Fire Saga, il duo di cantanti islandesi Lars Erickssong e Sigrit Ericksdottir, interpretati rispettivamente da Will Ferrell e Rachel McAdams.

I due cantanti, ingenui e poco considerati in terra natia, si troveranno a rappresentare l’Islanda alla famosissima competizione canora. Tutto questo con il loro bagaglio di stereotipi da Europop nordico: pellicce, armature, rossetti argentati e ambientazioni nordiche. L’impresa non sarà per niente facile, anche perché i due sembrano perseguitati dalla sfortuna. La scalata al successo sarà intervallata dai loro problemi personali, le insicurezze e un subdolo rivale che gli remerà contro.

La pellicola, una commedia/musical in cui sentiremo Ferrell cantare dal vivo, sarà dunque un grande omaggio al festival canoro. Con tutte le sue stramberie e le sue fantasiose aberrazioni, come si vede dal trailer che lasciamo qui di seguito.

 

Produzione e distribuzione

Eurovision Song Contest

Come abbiamo già ricordato, Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga è stato fortemente voluto da Will Ferrell. L’attore ha infatti presenziato personalmente alle edizioni 2018 e 2019 della kermesse. Questo gli ha permesso di entrare in contatto con l’ambiente e le dinamiche dell’Eurovision e riportarli nella sceneggiatura che ha scritto a 4 mani con Andrew Steele.

Steele non è certo alle prime armi in fatto di comicità. Egli ha in curriculum alcune serie TV comedy come The Spoils of Babylon, e soprattutto è stato uno dei principali scrittori del Saturday Night Live, show al quale ha partecipato lo stesso Ferrell. La regia del film è invece stata affidata a David Dobkin, conosciuto per aver diretto le commedie Due single a nozze, Fred Claus e Cambio vita e il dramma The Judge.

Il film sopperisce, in un certo senso, alla mancanza dell’edizione 2020 dell’Eurovision Song Contest. Quest’anno, per la prima volta dal ’56, la manifestazione non è potuta svolgersi secondo le consuete modalità, a causa della pandemia di Covid-19. Sono stati organizzati infatti degli speciali televisivi: Eurovision: Shine a Light. Una sorta di programmazione alternativa che ha proposto il montaggio delle esibizioni dei cantanti che avrebbero dovuto prendere parte alla gara. Il nostro Diodato è stato così protagonista di un’esibizione emozionante della sua Fai Rumore in un’Arena di Verona deserta.

L’uscita della pellicola sarebbe, infatti, dovuta coincidere con lo svolgimento della competizione a maggio. Netflix ha poi deciso di distribuire il film il 26 giugno. Ora non ci resta che vedere se tutta questa “follia” sarà controllata in un prodotto degno dei nomi che si porta dietro.

 

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