Top Ten Johnny Depp: le sue 10 migliori interpretazioni

Johnny Depp è uno degli attori più apprezzati degli ultimi 30 anni. Noi di CiakClub.it abbiamo stilato una Top Ten delle sue migliori interpretazioni.

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Johnny Depp

Johnny Depp è un nome che chiunque abbia visto un film almeno una volta nella sua vita deve avere più che ben noto. Icona degli anni ’90 e dei primi anni 2000, l’attore di Owensboro si è imposto nell’immaginario collettivo partecipando a una serie di fortunatissimi film a partire da Platoon, nel quale ebbe una piccola parte, fino ad arrivare alla serie di lavori in collaborazione con Tim Burton, che conobbe in Johnny Depp il volto perfetto da dare ai suoi particolarissimi personaggi.

Oltre alla carriera d’attore Johnny Depp ha avuto l’occasione di essere regista e sceneggiatore di due film e di produrre alcune pellicole fra le quali spicca Hugo Cabret di Martin Scorsese.
All’attività nel mondo cinematografico si è da sempre affiancata, parallelamente, quella di musicista. Dopo numerosissime comparse in video musicali e colonne sonore Johnny Depp ha fondato assieme ad Alice Cooper e Joe Parry il gruppo rock Hollywood Vampires, gruppo che ha ora all’attivo due album.

Con il passare degli anni i fan dell’attore hanno dovuto constatare un netto calo della qualità delle sue prove e delle pellicole alle quali ha preso parte e, negli ultimi dieci anni, sono sicuramente pochi i bei film nei quali l’attore è riuscito a imporsi.
Nell’augurarci che Johnny Depp possa tornare, nei prossimi anni, a ruoli più significativi in produzioni più ambiziose, noi vi proponiamo la nostra Top Ten sui migliori ruoli e sulle migliori interpretazioni di Johnny Depp.

10. Benny & Joon (1993) di Jeremiah S. Chechik

Johnny Depp

 

Joon soffre di una leggera malattia mentale. Il fratello, Benny, si occupa di lei con una certa apprensione. In seguito a una partita di poker, nella vita di questa piccola famiglia entra a far parte Sam, interpretato da Johnny Depp. Nasce una storia d’amore fra quest’ultimo e la ragazza. Benny & Joon è una commedia drammatica che riflette sulla diversità. Una tipologia di storia più che mai affine al nostro attore, il quale nel 1993 era agli inizi ma aveva già convinto tutti con Edward mani di forbice.

Più che con le parole, Depp regala un assaggio della sua grande capacità fisica, poi esplosa con ruoli più recenti. Addirittura, in questa pellicola si mette alla prova con il mimo. Il suo personaggio, rigorosamente eccentrico, adora le commedie di Buster Keaton e si cimenta con un’imitazione di Charlie Chaplin tutta da scoprire. Benny & Joon, opera poco conosciuta ma molto valida, manifesta la notevole capacità di lavorare con le espressioni del volto da parte di Johnny Depp. Un attore che a livello mimico già ricordava i divi del cinema muto. Gli bastano poche battute per comunicare una varietà di emozioni non indifferente.

Commento di Tiziano Angelo

9. Dead Man (1996) di Jim Jarmusch

Johnny Depp

Il contabile William Blake (nome non casuale) si trasferisce da Cleveland, Ohio, in una cittadina sperduta del far-west assunto da una ditta.
Quando arriva sul posto scopre, però, che la sua assunzione è annullata e che al suo posto è stato assunto un altro uomo.
Inizia quindi per William Blake una lenta metamorfosi, da contabile tutto giacca e cravatta si ritrova ricercato da polizia e sicari a causa di un’accusa di duplice omicidio.
Come in tutti i film del maestro Jim Jarmusch la trama esile diviene uno spunto per riflettere sulla storia degli Stati Uniti e per analizzare in maniera grottesca il mito del
far-west e della missione “civilizzatrice” dell’Occidente.

Johnny Depp è il volto perfetto per il protagonista, un volto e un corpo capace di subire un cambiamento nel corso del film, capace di presentare una varietà di espressioni e di gestualità invidiabile.
Alle prese con un ruolo a metà fra il drammatico e il comico Johnny Depp si dimostra un attore in grado di saper interpretare alla perfezione entrambe le tendenze in ogni singola loro sfumatura senza mai perdere, nemmeno per un istante, credibilità.
Se Dead Man è uno dei migliori film di Jim Jarmusch molto lo deve alla prova di un Johnny Depp maiuscolo che è stato in grado di restituire un personaggio memorabile in ogni suo aspetto.

8. Paura e delirio a Las Vegas (1998) di Terry Gilliam

Johnny Depp

 

Paura e delirio a Las Vegas è uno di quei film dalla critica più mista, non solo per la pellicola in sé, ma anche per le interpretazioni dei personaggi. Un fallimento al botteghino, che col tempo è diventato un vero e proprio cult.

Johnny Depp interpreta Raoul Duke, personaggio fittizio basato sul giornalista Hunter S. Thompson, nonché scrittore dell’omonimo romanzo autobiografico su cui si basa il film. Duke fa coppia con un avvocato chiamato Dr. Gonzo e interpretato da Benicio del Toro, che in realtà si basa sull’amico di Thompson, l’avvocato e attivista Oscar Acosta Fierro. Entrambi sono stati nominati per il premio Stinkers Bad Movie come peggior coppia sullo schermo.

In realtà, entrambi si sono impegnati molto per risultare fedeli ai personaggi. Johnny Depp ha vissuto per quattro mesi a casa di Thompson, dove ha studiato il suo modo di muoversi, parlare e tutti gli appunti e diari di Thompson legati alle vicende narrate (che, a detta sua, quelle contenute nel romanzo e nel film sono solo una parte). Per completare la trasformazione, ha lasciato che il giornalista gli rasasse i capelli, ha usato i suoi vestiti (anche nel film) e la sua Chevrolet Impala rossa, chiamata “Red Shark”.

Vediamo un Johnny Depp bizzarro e psichedelico, che ancora una volta dimostra la sua abilità nell’interpretare personaggi eccentrici e fuori dal comune.

Commento di Marta Caterina Cabra.

7. Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street (2007) di Tim Burton

Johnny Depp

Con Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street ci troviamo di fronte all’ennesima collaborazione matura tra Tim Burton e il suo attore feticcio Johnny Depp. Con il ruolo del barbiere affascinante, dannato e vendicativo Benjamin Barker, Depp trova un personaggio decisamente insolito rispetto a quelli interpretati alla fine degli anni ‘10. L’attore si allontana infatti dagli scanzonati, e coevi, Willy Wonka o Jack Sparrow, per proporre una performance significativamente più trattenuta e cupa. La sua preoccupazione per il film era piuttosto quella di “cercare di rendere simpatico il suo personaggio, Sweeney Todd, mentre taglia la gola a chi capita.

Il prima angelico, poi diabolico, Barker-Todd è tradotto da Depp tramite uno sguardo impenetrabile e frustrato, e una posa altera che, nonostante l’esile stazza, occupa tutta l’inquadratura con la sua presenza. Carisma e sguardo sono i due tratti distintivi della personificazione di Depp che, attingendo a piene mani nel gotico e nel nostalgico, ci fornisce uno dei suoi personaggi più memorabili.

Non dobbiamo dimenticare poi che Sweeney Todd è un musical. Qui Johnny Depp ebbe anche la possibilità di mostrare la sua abilità vocale in tutte le sue sfumature. Caricata di tutte le tonalità macabre del caso, la performance canora di Depp va dal parlato, al grido, passando per il canto vero e proprio. Insomma, l’ennesima dimostrazione dell’eclettismo controverso, e questa volta pressoché luciferino, del nostro attore.

Commento di Alberto Candiani.

6. Blow (2001) di Ted Demme

Johnny Depp

“Che tu possa avere sempre il vento in poppa, che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in altro a danzare con le stelle”.

Blow è la vita ben condita di George Jung, un giovane scaltro che parte con il piccolo spaccio nelle spiagge della California e che desidera arrivare. E ci riesce, fino a diventare un fido collaboratore di Pablo Escobar, conquistando la bella Mirtha (Penelope Cruz) e guadagnando cifre indicibili. Il prezzo da pagare? Arrivare ad un certo punto della propria esistenza e rendersi conto della catena di errori che costa la solitudine, la perdita, la galera, ma soprattutto il mancato rapporto con la figlia, Kristina, per cui nutre l’amore più autentico e che non vorrebbe mai deludere.

Una storia vista e stravista che tende a solcare le orme di Scorsese pur non avendo la sua firma, ma che comunque colpisce per tanti meriti partendo dalla minuzia della descrizione degli ambienti, tempi e mode, per il filone del rapporto padre-figlio prima, con un bravissimo Ray Liotta e dopo padre-figlia rispetto alla bambina, per alcuni dialoghi ed immagini diventati iconici, ma soprattutto per l’interpretazione di Johnny Depp. Il Nostro racconta e rappresenta egregiamente l’ascesa e la disfatta di quel criminale self-made che invecchia facendo i conti con il proprio passato, di cui rimangono solo rovine e calcinacci. Un giovane che diventa adulto e perde lo smalto di un tempo anche nella sua fisicità, rimanendo imprigionato nel dramma che si è accuratamente costruito.

Commento di Giulia Leto.

5. Donnie Brasco (1997) di Mike Newell

Johnny Depp

Donnie Brasco è uno dei film di maggiore successo negli anni ’90, un film che nel corso degli anni è diventato quasi un cult nel genere del gangster-movie per via dell’interessantissima vicenda biografica che narra e di alcune scene memorabili.
Joe Pistone, agente sotto copertura dell’FBI, si infiltra in un ramo della famiglia Bonomo sotto il nome fittizio di Donnie Brasco e stringe un forte legame di amicizia con il soldato Benjamin “Lefty” Ruggiero, un gangster alla vecchia maniera che spera in continuazione che il suo lavoro venga riconosciuto dagli altri e sogna di ottenere una promozione nei ranghi della clan.

Il film, pur ricalcando le linee già ben ripassate di numerosissimi film del genere, riesce ad avere una sua originalità e una sua statura grazie alle prove dei due protagonisti: Johnny Depp e Al Pacino.
Di fronte a un mostro sacro quale l’attore italo-americano Johnny Depp riesce a tirare fuori una prova di grande spessore, una prova drammatica che si basa essenzialmente su sguardi e gesti a metà strada fra lo straniato e il compassionevole, una prova che si discosta, per la prima volta, dalle altre dell’attore, nella quale Johnny Depp può mostrare benissimo i soliti aspetti del suo modo di recitare sotto una luce nuova e una prospettiva diversa.

Johnny Depp riesce a non farsi schiacciare da un attore del calibro di Al Pacino e, grazie alla sua incontestabile presenza scenica e al suo solito magnetismo, a reggere tutto il peso di un personaggio scritto in maniera ineccepibile.
La sinergia e la perfetta simmetria che si forma fra Al Pacino e Johnnu Depp è ancora oggi da prendere come esempio da molti attori e registi.

4. Neverland – Un sogno per la vita (2004) di Marc Forster

Johnny Depp

Nel 2004, Marc Forster dirige Johnny Depp in Neverland. Il nostro eclettico attore regala al pubblico l’immaginario e la fantasia di J.M. Barrie, ovvero lo scrittore di Peter Pan. La vita dell’autore è insoddisfacente: il suo matrimonio con una gelida donna sta per crollare. Barrie si rifugia nel suo mondo sognante e stringe amicizia con una donna appena rimasta vedova (Kate Winslet) e con i suoi figli. Questa esperienza sarà l’ispirazione per le vicende ambientate su L’isola che non c’è.

Depp restituisce con successo l’insoddisfazione di un personaggio inquieto, un sognatore che fatica a trovare la propria collocazione nel mondo. Il suo idealismo lo porta a complicare la relazione con sua moglie, la quale non è priva di ragioni a suo favore, ma evidentemente è troppo poco empatica verso un marito che – proprio come Peter Pan – fatica ad assumersi responsabilità e a inserirsi in una società borghese benpensante. Fatica, chiaramente, a crescere.

Anche stavolta, Johnny Depp spicca per la naturale capacità di raccontare la profonda umanità di personaggi incapaci di inserirsi serenamente nel tessuto sociale; personaggi anarchici che l’attore fa propri, plasmati evidentemente partendo dal suo vissuto. In questo caso, però, non serve un particolare lavoro di trucco, atmosfere gotiche o situazioni al limite del grottesco. L’interpretazione dell’attore in Neverland differisce dalle altre poiché si inserisce in un contesto estremamente drammatico, a contrasto con i toni leggeri della storia di Peter Pan. Johnny Depp valorizza questa complessità emotiva e costruisce il suo personaggio su vari stati d’umore contrastanti. Una delle prove più stratificate della sua carriera, che gli vale una meritata nomination agli Oscar.

Commento di Tiziano Angelo.

3. La maledizione della prima luna (2003) di Gore Verbinski

Johnny Depp

Su Pirati dei Caraibi c’è ben poco da dire. Chiunque ricorda con nostalgia lo splendore e la bellezza dei primi film della saga e chiunque ha benissimo in mente il personaggio del pirata Jack Sparrow, un personaggio entrato di prepotenza nell’immaginario collettivo e che ancora oggi viene giustamente ricordato e apprezzato.
Non si mente se si afferma che buona parte del successo dei tre film di Gore Verbinski è merito di Johnny Depp e del personaggio al quale è riuscito a dar forma.
Ed, effettivamente, poco si può criticare della prova di Johnny Depp nel primo film del fortunato franchise.

Serve davvero spendere parole per sottolineare il carisma che sprizza da tutti i pori nella prova di Johnny Depp? Serve davvero commentare una prova così sopra le righe, così energica, così disinibita?
Sarebbe sicuramente scorretto non affermare che il personaggio interpretato da Johnny Depp non meriti di entrare nell’Olimpo di quei protagonisti di storiche saghe destinate a essere ricordate a lungo con nostalgia e devozione.
Johnny Depp ha dato forma al pirata più vivo nell’iconografia di due generazioni. Questo basta e avanza per ritenere quella in La maledizione della prima luna una delle migliori prove dell’attore.

2. Ed Wood (1994) di Tim Burton

Johnny Depp

Ed Wood è sicuramente uno dei film più affascinanti di Tim Burton che, negli anni ’90, non ha mai sprecato una cartuccia.
Ed Wood è la tragicomica storia del “peggior regista della storia del cinema” Edward Wood Jr. raccontata con la delicatezza e con l’umanità propria del miglior Tim Burton.
Un film divertente, grottesco in vari passaggi, ma in grado di restituire tutta la gratitudine e tutta l’ammirazione che Tim Burton ha per un regista che provava, per davvero, amore per il cinema e che faceva di tutto pur di portare in scena le sue fantasiose idee.

Johnny Depp è in uno stato di grazia dopo una serie di successi inaugurati da Edward mani di forbice e restituisce una prova a dir poco eccezionale. Sul suo volto si inscrive tutta la passione, tutta la stramberia, tutta la dedizione che un giovane regista che segue il mito di Hollywood ci mette per realizzare le sue opere.

Una prova dalle numerose sfumature, da quelle più prettamente comiche e quelle puramente melodrammatiche, che ha reso “l’ultimo” Ed Wood un personaggio immortale, un personaggio con cui simpatizzare e da ammirare nonostante le numerose ombre che hanno contornato la sua vicenda biografica.
Johnny Depp ha riabilitato l’immagine infangata di un uomo che altro non era che un sognatore, un sognatore che tentò l’avventura nell’incubo di Hollywood.

Qui un approfondimento sul film.

1. Edward mani di forbice (1990) di Tim Burton

Johnny Depp

Edward mani di forbice è uno di quei film che vanno bene per tutte le età, che puoi rivedere a distanza di anni per cogliere sfumature sempre diverse. Edward è la creatura di uno scienziato che muore prima di poter costruire delle mani, lasciando al loro posto delle lame. Rimasto solo, si reca nella cittadina vicina dove viene adottato da una famiglia, ma subisce la diffidenza di molti degli abitanti. Johnny Depp ha un ruolo centrale, protagonista assoluto soprattutto tramite sguardi e gestualità. Nel silenzio, il suo sguardo comunica tutto il disagio e l’emotività di un personaggio che non sente di appartenere al proprio mondo.

Considerando uno dei film più maturi e riusciti di Tim Burton, Edward mani di forbice è prima di tutto una fiaba. Da un lato mantiene un forte legame con la letteratura Gotica, potrebbe essere una versione moderna di Frankenstein; dall’altro è un film adolescenziale, nel suo peculiare modo. Edward è un emarginato, un diverso, giudicato dal suo aspetto duro e ostile nonostante in realtà il suo animo sia gentile e puro, mentre le sue mani di forbice sono il mezzo che usa per esprimere la propria creatività. Eppure si trova di fronte ad una borghesia ipocrita, che lo accoglie con falsi sorrisi, curiosità quasi morbosa e infine vera e propria repulsione.

Tra le difficoltà di Edward e la falsità dei cittadini si crea un’incomunicabilità nel quale è facile rivedersi: molti adolescenti si sentono così, come dei “diversi” ai quali viene impedito di affermarsi per le proprie qualità. Come in tutte le più belle fiabe, sarà l’amore a permettere ad Edward di ritrovarsi, di riscoprirsi parte di qualcosa, di essere apprezzato anche per la propria diversità. Tuttavia il finale agrodolce conclude questa fiaba moderna, evidenziando la critica sociale che rende il film più profondo di quanto possa sembrare.

Commento di Gaia Franco.

Questa era la nostra classifica delle migliori prove di Johnny Depp. Concordate con noi? Fatecelo sapere nei commenti.

Per altri approfondimenti e classifiche continuate a seguirci su CiakClub.it

 

Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai “mattoni” filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

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