Cinque prove inconfutabili della grandezza di Natalie Portman

Oggi compie gli anni Natalie Portman e noi, per augurarle buon compleanno, proviamo a capire quali siano gli aspetti che l'hanno resa così celebre

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Natalie Portman

Oggi compie 39 anni Natalie Portman, una delle attrici più talentuose del panorama cinematografico mondiale e, per celebrarla nel migliore dei modi, cercheremo di capire cosa la renda così unica nel suo genere.

La capacità di scelta

Saper scegliere le pellicole nelle quali recitare non è un fatto scontato, neppure per un attore hollywoodiano.
Natalie Portman ha sempre saputo fare di questo aspetto uno dei suoi punti forti, come lo dimostrano i nomi tutt’altro che banali con i quali ha lavorato: Luc Besson, Tim Burton, George Lucas, Milos Forman, Wes Anderson, Darren Aronofsky, Kenneth Branagh e molti altri.
Quello che un simile elenco potrebbe suggerire è che saper scegliere, quando si tratta di registi di quel calibro, risulti scontato.
L’esempio che dimostra il contrario è il ruolo di Jane Foster, nel primo capitolo di Thor, firmato da Kenneth Branagh.
Il regista britannico, da autore fortemente shakespeareano qual è, le ritaglia un personaggio estremamente audace, ben lontano dalla classica macchietta che spesso tocca alla partner femminile all’interno di un cinecomic.
Il finale del film ne è la dimostrazione. Thor è bloccato su Asgard, si avvicina a Heimdall e gli chiede:
– “Riesci a vederla?”
– “Sì!”
– “Come sta?”
– “Ti sta cercando!”
E nonostante l’ultima inquadratura ricada su Thor, è lei la vera protagonista del finale del film.

Espressività fuori dal comune

Ebbene l’espressività è un elemento sempre molto complesso per poter farne una valutazione oggettiva: è però evidente che Natalie Portman, sotto questo aspetto, sia seconda davvero a poche attrici. Vediamo qualche esempio:
In V per Vendetta, vero e proprio cult ad opera di James McTeigue, le vengono rasati i capelli. La sequenza è di impatto notevole, il dolore è percepibile, la paura, poi, altrettanto. Tutto ciò senza pronunciare alcuna battuta.

Un altro esempio è senza dubbio Lèon, film di Luc Besson che segna l’esordio cinematografico dell’attrice di Gerusalemme. In questa scena Mathilda ha appena assistito all’assassinio della sua famiglia e, mentre spera che Lèon le apra la porta, un primo piano del suo viso mostra la paura mista al dolore che, all’età di soli dodici anni, le ha permesso di entrare nell’immaginario collettivo in quello che, ancora oggi, è considerato un vero e proprio cult.

Abnegazione

Raramente si può arrivare al vertice, in qualsiasi professione, senza dedizione totale alla causa: Natalie Portman non rappresenta certo un’eccezione. La sua etica del lavoro è stata senza dubbio viatico necessario e fondamentale per sfruttare al meglio il proprio talento.
Esempio e testimonianza di ciò è stato il massacrante regime di allenamento e dieta al quale si è sottoposta per interpretare Nina Sayers, ballerina di talento ma emotivamente instabile ne Il Cigno Nero di Darren Aronofsky.

“Il desiderio è la radice di tutto” sostiene l’attrice quando le viene chiesto quale sia la chiave per una buona interpretazione. L’allenamento così intenso e senza sosta le ha permesso di condividere lo stesso desiderio del suo personaggio, ovvero eccellere nella danza anche a costo di rimanerne alienata. Proprio per questo riesce a risultare così credibile.

Collaborazione con la maison Dior

Essere star comprende inevitabilmente anche molti aspetti che esulano dalla mera recitazione: il rapporto di stretta collaborazione che molti divi di Hollywood hanno con la moda ne è la riprova.
Natalie Portman, nello specifico, è da anni ormai il volto femminile di Dior e, in quanto attrice di successo, ha potuto dare sfoggio delle sue capacità attraverso le commercials.
Un esempio è il bellissimo spot dell’attrice girato nel 2017 da Emmanuel Cossu: una rapida sequenza di scene che mostrano i vari aspetti emotivi di una donna innamorata, sublimati dalla frase “What did you di for love?”

Jackie e il femminismo

L’attenzione che Natalie Portman ha sempre prestato al femminismo è davvero encomiabile, anche perché non ha mai scelto di combattere qualche sporadica battaglia per una facile pubblicità, si è dedicata anima e corpo alla causa.
In tutto ciò è bene ricordare il suo ruolo in Jackie, ritratto vivido ed autentico di una donna che può e deve essere considerata una femminista in anticipo sui tempi, poiché ha cambiato per sempre il modo di vedere le donne in ambienti, fino a quel momento, quasi esclusivamente maschili.
La sua eleganza, la voce estremamente respirata e l’intelligenza della first lady sono state fatte incredibilmente proprie dall’attrice che, in un film molto posato e dai sottili risvolti psicologici come quello di Larraín, ne ha studiato a fondo dizione e pronuncia.

Per chi volesse, riportiamo le cinque interpretazioni imperdibili di Natalie Portman.

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