Frances Ha: cinque motivi per cui è il film di cui hai bisogno

Frances Ha è una commedia da non perdere. Scritta da Noah Baumbach e interpretata da Greta Gerwig, che unisce delicatamente Woody Allen e Nouvelle Vague.

0
1467
Frances Ha

Frances Ha è una di quelle commedie agrodolci che non può mancare nella lista dei cinefili indie.

Scritta e diretta nel 2013 da Noah Baumbach, che recentemente ci ha graziati con Storia di un matrimionio, racconta la storia di Frances Halladay, ventisettenne disadattata e aspirante ballerina. Tra cadute (fisiche e piscologiche) Frances si destreggia nel passaggio alla vita adulta, in modo un po’ goffo e distratto, ma con continuo entusiasmo e curiosa joie de vivre.

Greta Gerwig – che ormai dedica il suo talento alla regia, vedi Lady Bird Piccole Donne – anima ulteriormente questo personaggio, che già di per sé è estremamente interessante.

Frances Ha

L’ambientazione newyorkese, la scelta del bianco e nero e le peripezie della protagonista, danno a Frances Ha un alone di Nouvelle Vague, unito allo stile tipico di Woody Allen.

Il film è girato principalmente all’esterno, non solo a New York, ma anche a Sacramento e perfino a Parigi. Nonostante il budget limitato e la produzione indipendente, sono riusciti a spingersi oltreoceano grazie alle spese limitate nell’attrezzatura. In perfetto stile Nouvelle Vague, infatti, Baumbach ha optato per strumenti non professionali e leggeri da trasportare, il che permetteva alla crew ristretta di muoversi con agilità nelle città e, soprattutto, senza farsi notare.

Se in questa breve spiegazione non avete ancora trovato un motivo abbastanza valido per guardare Frances Ha, continuate nella lettura e lasciatevi persuadere.

 

Frances Ha

1. Perché siamo tutti un po’ Frances Ha

Nonostante non tutti possano identificarsi a primo acchito con la protagonista, se la si osserva bene, ci si rende conto che qualcosa in lei è estremamente familiare. Sarà il fatto che tutto le va completamente storto. La sua migliore amica si trasferisce lasciandola sola, è sempre senza soldi e in cerca di un appartamento, non riesce a sfondare nella danza ed è “undateable” (infrequentabile). O, semplicemente, saranno la sua goffaggine e sbadataggine, che la portano ad inciampare, cadere e farsi del male accidentalmente.

Tutti, per un breve periodo di tempo, o anche solo per un giorno (per i più fortunati), hanno provato la sensazione di vedere tutto andare inspiegabilmente a rotoli, anche se si sta facendo del proprio meglio per tenere i cocci insieme.

Frances Ha è proprio questo, la storia di una ragazza un po’ eccentrica e maldestra, che cerca equilibrio nella sua vita.

“-Che cosa fai?
-Che domanda stupida (ride). No scherzo, è piuttosto difficile da spiegare.
-Perché quello che fai è complicato?
-Uh, no, perché non lo sto facendo in realtà.”

 

Frances Ha

2. Per capire che è ok sbagliare 

Altra caratteristica che rende Frances Halladay estremamente relatable (chiedo scusa, ma non trovo una parola migliore) è il modo in cui affronta il passaggio all’età adulta.

Superati i vent’anni si iniziano a fare i primi seri progetti per il futuro. Si sceglie l’università, si cerca un ipotetico lavoro, si lascia casa… Insomma, si inizia a tastare com’è (e cos’è) la tanto agognata indipendenza e, di conseguenza, i pro e i contro all’esercizio autonomo del libero arbitrio.

I risultati non sono esattamente come quelli immaginati durante l’adolescenza. La realtà è che a 27 anni si è in un limbo, a metà tra giovinezza e età adulta. Si è ancora abbastanza giovani da non sapere bene quello che si sta facendo, mentre il mondo ti considera un adulto, addossandoti le responsabilità che ne conseguono.

Frances si trova nel mezzo di questa crisi, giovane per avere una vita stabile dal punto di vista economico e sociale, vecchia per non avere ancora le idee chiare sul proprio futuro.

“Sono così imbarazzata. Non sono ancora una persona vera.”

 

Frances Ha

3. L’irrimediabile ottimismo di Frances Ha

Ciò che rende Frances Ha una commedia, nonostante tutti problemi della protagonista, è lo spirito ottimista che pervade l’intera pellicola (oltre all’esilarante sbadataggine di Frances).

La sua capacità di affrontare tutti i problemi senza abbattersi in modo eccessivo (in questo caso, Baumbach si distanzia molto da Allen per l’assenza di nichilismo). Il risultato è che viene infusa negli spettatori una sensazione positiva, che fa sentire loro che è okay sbagliare a vent’anni. Una frase che si dovrebbe dire più spesso, vista la costante ansia delle giovani generazioni.

La società ostracizza il fallimento, gli errori, le cadute. Ma Frances Halladay, che continua a sbagliare e cadere, ci fa capire che va bene non avere tutto sotto controllo a vent’anni e che saranno quegli errori a permetterti di trovare l’equilibrio durante la vita adulta.

Per questo, anche nel mezzo di questo marasma, Frances trova il tempo di ballare per strada, mentre corre verso il suo appartamento a ritmo di Modern Love di David Bowie. (Omaggio del film Rosso Sangue, di Leos Carax)

“Sono troppo alta per sposarmi.”

 

Frances Ha

4. La colonna sonora

A proposito di David Bowie, la colonna sonora di Frances Ha è un altro valido motivo per cui vale la pena guardarlo.

Baumbach scandisce il film con canzoni pop, come Modern Love, Blue Sway di Paul McCartner, Every 1’s a Winner di Hot Chocolate e Chrome Sitar di T.Rex. Ma aggiunge anche il tocco sonoro della Nouvelle Vague, con musiche scritte da George Delerue, Jean Constantin e Antoine Duhamel, che erano soliti comporre per i registi francesi, come Godard e Truffaut.

Insomma, un accompagnamento musicale studiato alla perfezione, che accosta generi e epoche diverse e rende il nostro percorso a fianco di Frances decisamente più piacevole.

 

Frances Ha

5. Il monologo di Frances

Frances Ha ci regala anche un monologo bellissimo in cui la protagonista descrive la sua relazione ideale in modo estremamente maturo, anche se con il suo solito piglio maldestro.

Dopo un’imbarazzante cena, nonostante l’annebbiamento del vino le faccia leggermente biascicare le parole, la sua mente è abbastanza lucida da creare un’immagine perfettamente esplicativa:

“Quello che voglio è un momento, è questo che voglio da una relazione, questo spiega perché sono single adesso ahah… È così difficile… È quella cosa per cui quando stai con qualcuno e lo ami, e lui lo sa e lui ti ama e anche tu lo sai… Ma è una festa… Ed entrambi state parlando con altre persone, e tu stai ridendo e sei splendida, e poi guardi dall’altra parte della stanza e i vostri sguardi si incrociano, ma non perché siete possessivi o per qualche istinto sessuale, ma perché è la tua persona in questa vita. Ed è divertente e triste, ma solo perché questa vita finirà. Ed è questo mondo segreto che esiste proprio qui, in pubblico, non notato e che nessun altro conosce…

Un po’ come quando dicono che ci sono altre dimensioni tutte intorno a noi ma non abbiamo la capacità di percepirle… Questo… Questo è ciò che voglio da una relazione, o dalla vita suppongo: l’amore… Bleah, sembro strafatta.”

Frances Ha

La Gerwig interpreta perfettamente Frances mentre pronuncia queste parole (in tutto il film in realtà) e quando questa situazione immaginaria si attua, si vede nel volto e nello sguardo dell’attrice un cambiamento ulteriore. Frances, infatti, si troverà davvero a incrociare lo sguardo con la sua persona, in una stanza piena di gente, mentre beve e chiacchiera con altra gente. E ciò che rende tutto più magico, è che la sua persona non è un uomo, ma è Sophie, la sua migliore amica. In un attimo entriamo anche noi nella dimensione segreta di queste due donne, e si ha come la sensazione che tutto, nella vita di Frances, stia andando al posto giusto.

Questa e altre recensioni su CiakClub.

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here