Abbiamo intervistato gli italiani all’estero che fanno stand-up comedy in inglese

Esistono davvero, sono italiani e organizzano serate in giro per il mondo. Ecco la nostra intervista a BeComedy UK, gruppo comico made in Italy con base a Londra.

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2025

Da qualche anno a questa parte, l’Italia si sta timidamente avvicinando alla realtà della stand-up comedy. I primi comici d’oltreoceano si esibiscono a Milano e a Roma (senza sottotitoli!) e il pubblico comincia ad apprezzare un tipo di show diverso. Ma c’è anche chi è partito dalla Puglia con l’idea di esibirsi in inglese:  BeComedy UK è un gruppo comico made in Italy con base a Londra, fondato da Marco Di Pinto. Quella che segue è una chiacchierata con Marco, per conoscere meglio una realtà che merita di essere approfondita. Abbiamo parlato di stand-up, della scena italiana e del suo progetto.

Raccontaci qualcosa di te. 

Sono cresciuto a Barletta, con la mia splendida famiglia. Mio fratello mi ha trasmesso un incredibile amore verso la musica, i miei genitori mi hanno supportato in qualunque scelta (a parte il mio tifare Milan, loro sono juventini sfegatati). Ho giocato in serie B di calcio a 5 per 7 anni, e credevo quello sarebbe stato il mio futuro…

Quando e perché hai deciso di trasferirti in inghilterra?

Sono partito per Londra nel 2012, a quasi 23 anni. Volevo migliorare il mio inglese ed uscire da quella quotidianità che non mi si addiceva più. Mi sentivo un po’ in gabbia. Londra mi ha ridato vita.

È lì che è nata la tua passione per la stand-up comedy?

Ho visto per la prima volta un video di Bill Hicks all’età di 16/17 anni. Da lì in poi è stato un crescendo di emozioni e passione che mi ha poi portato a scegliere la stand-up come professione e strada da seguire. L’essere qui in UK mi ha sicuramente aiutato, poiché la stand-up è parte integrante della cultura di questo paese (come il fish and chips).

Cos’è BeComedy UK? Raccontaci degli inizi.

È iniziato tutto proprio a Barletta. Un progetto curato a distanza col mio amico d’infanzia Antonio Ricatti. Abbiamo deciso di iniziare a fare serate in Puglia, col nome ‘BeComedy’. E la cosa è andata meglio del previsto. Alcuni amici hanno sposato questo progetto (Dino Paciolla, Ettore Potente, Sal Modugno e Vito Valente) aiutandoci in modo decisivo nella crescita del ‘movimento’ stand-up. Poi non ho più avuto tempo e forze per continuare a dedicarmi come volevo a BeComedy e ho creato parallelamente BeComedy UK nel 2018. Siamo partiti da un piccolo pub e ora organizziamo serate settimanali a Covent Garden, siamo a Zelig ogni mese (con serate in inglese), abbiamo fatto un tour europeo e a breve ne faremo uno negli Stati Uniti, siamo al Fringe ogni anno e ci siamo esibiti al teatro Parioli in apertura a Judah Friedlander. Tiziano La Bella è la persona/comico/amico/coinquilino che ha fatto in modo che BeComedy UK assumesse quell’impronta di originalità e professionalità che ho sempre voluto. Luca Cupani, altro fantastico comico italiano residente a Londra, è una costante presenza e gioca un ruolo fondamentale nel nostro progetto. Abbiamo, inoltre, appena aperto il nostro canale YouTube.

 

Per far ridere in inglese non basta tradurre dall’Italiano. Come vi approcciate alla scrittura?  

Io personalmente non ho mai tradotto dall’italiano. Semmai il contrario. L’inglese è molto più funzionale per le battute; è più diretto, e paradossalmente mi sento molto più a mio agio nell’esibirmi in inglese piuttosto che in italiano. Guardo tantissime serate qui dal vivo, e osservo le reazioni del pubblico. Questo mi aiuta sicuramente a capire in che modo strutturare le mie battute. 

Lo scorso luglio Louis C.K. è venuto per la prima volta a fare uno spettacolo a Milano. Pensi che questa realtà possa davvero affermarsi in Italia?

Io c’ero. Ed è stato meraviglioso vedere una leggenda della stand-up comedy come Louis CK esibirsi in Italia. Ci credo, ci ho sempre creduto e sono certo che l’Italia diventerà tappa fissa per comici americani così come lo sono già altri paesi europei. Siamo sulla strada giusta.

Che ne pensi della scena italiana? È molto diversa da quella inglese?

La scena italiana è ancora un po’ acerba, ma negli ultimi due anni ho visto un enorme miglioramento. C’è stato un incremento di comici e locali disposti a fare serate impressionante. Una delle parti più difficili è ‘educare’ il pubblico a questo tipo di comicità. Siamo indietro, ma sono fiducioso. 

Cosa consiglieresti ad un ragazzo che vuole avvicinarsi al mondo della stand-up comedy?

Di esibirsi il più possibile. Andare agli open mic, salire sul palco, fallire miseramente e non mollare. Quella frustrazione iniziale diventerà la vostra forza negli anni a seguire. Andate all’estero, se potete, anche solo per qualche mese. Non sentitevi mai ‘arrivati’. E se doveste farlo, guardatevi un video a caso di Bill Hicks, Doug Stanhope o Bill Burr e capirete che non si finisce mai di migliorare e imparare.

Una volta che questo brutto momento sarà finito, quali sono i vostri piani per il futuro?

Saremmo dovuti essere in Texas adesso, per un tour americano e una serata tributo a Bill Hicks. La prima cosa che faremo sarà fissare una nuova data per quest’avventura a cui teniamo tantissimo e ricominciare con le nostre serate settimanali qui a Londra. L’obiettivo è quello di aprire un comedy club e di crescere, non solo come artisti, ma anche come gruppi di amici che remano nella stessa direzione.

Consiglia 3 dei tuoi special preferiti.

Louis CK – Live at the Comedy Store, Bill Hicks – Sane Man, Sarah Silverman – A speck of dust.

 

Foto di Luigi Mazzucchi, Digital Camera School

 

“You may say I like movies, but I’m not the only one”

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