Da qualche anno a questa parte, l’Italia si sta timidamente avvicinando alla realtà della stand-up comedy. I primi comici d’oltreoceano si esibiscono a Milano e a Roma (senza sottotitoli!) e il pubblico comincia ad apprezzare un tipo di show diverso. Ma c’è anche chi è partito dalla Puglia con l’idea di esibirsi in inglese:  BeComedy UK è un gruppo comico made in Italy con base a Londra, fondato da Marco Di Pinto. Quella che segue è una chiacchierata con Marco, per conoscere meglio una realtà che merita di essere approfondita. Abbiamo parlato di stand-up, della scena italiana e del suo progetto.

Raccontaci qualcosa di te. 

Sono cresciuto a Barletta, con la mia splendida famiglia. Mio fratello mi ha trasmesso un incredibile amore verso la musica, i miei genitori mi hanno supportato in qualunque scelta (a parte il mio tifare Milan, loro sono juventini sfegatati). Ho giocato in serie B di calcio a 5 per 7 anni, e credevo quello sarebbe stato il mio futuro…

Quando e perché hai deciso di trasferirti in inghilterra?

Sono partito per Londra nel 2012, a quasi 23 anni. Volevo migliorare il mio inglese ed uscire da quella quotidianità che non mi si addiceva più. Mi sentivo un po’ in gabbia. Londra mi ha ridato vita.

È lì che è nata la tua passione per la stand-up comedy?

Ho visto per la prima volta un video di Bill Hicks all’età di 16/17 anni. Da lì in poi è stato un crescendo di emozioni e passione che mi ha poi portato a scegliere la stand-up come professione e strada da seguire. L’essere qui in UK mi ha sicuramente aiutato, poiché la stand-up è parte integrante della cultura di questo paese (come il fish and chips).

Cos’è BeComedy UK? Raccontaci degli inizi.

È iniziato tutto proprio a Barletta. Un progetto curato a distanza col mio amico d’infanzia Antonio Ricatti. Abbiamo deciso di iniziare a fare serate in Puglia, col nome ‘BeComedy’. E la cosa è andata meglio del previsto. Alcuni amici hanno sposato questo progetto (Dino Paciolla, Ettore Potente, Sal Modugno e Vito Valente) aiutandoci in modo decisivo nella crescita del ‘movimento’ stand-up. Poi non ho più avuto tempo e forze per continuare a dedicarmi come volevo a BeComedy e ho creato parallelamente BeComedy UK nel 2018. Siamo partiti da un piccolo pub e ora organizziamo serate settimanali a Covent Garden, siamo a Zelig ogni mese (con serate in inglese), abbiamo fatto un tour europeo e a breve ne faremo uno negli Stati Uniti, siamo al Fringe ogni anno e ci siamo esibiti al teatro Parioli in apertura a Judah Friedlander. Tiziano La Bella è la persona/comico/amico/coinquilino che ha fatto in modo che BeComedy UK assumesse quell’impronta di originalità e professionalità che ho sempre voluto. Luca Cupani, altro fantastico comico italiano residente a Londra, è una costante presenza e gioca un ruolo fondamentale nel nostro progetto. Abbiamo, inoltre, appena aperto il nostro canale YouTube.

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Per far ridere in inglese non basta tradurre dall’Italiano. Come vi approcciate alla scrittura?  

Io personalmente non ho mai tradotto dall’italiano. Semmai il contrario. L’inglese è molto più funzionale per le battute; è più diretto, e paradossalmente mi sento molto più a mio agio nell’esibirmi in inglese piuttosto che in italiano. Guardo tantissime serate qui dal vivo, e osservo le reazioni del pubblico. Questo mi aiuta sicuramente a capire in che modo strutturare le mie battute. 

Lo scorso luglio Louis C.K. è venuto per la prima volta a fare uno spettacolo a Milano. Pensi che questa realtà possa davvero affermarsi in Italia?

Io c’ero. Ed è stato meraviglioso vedere una leggenda della stand-up comedy come Louis CK esibirsi in Italia. Ci credo, ci ho sempre creduto e sono certo che l’Italia diventerà tappa fissa per comici americani così come lo sono già altri paesi europei. Siamo sulla strada giusta.

Che ne pensi della scena italiana? È molto diversa da quella inglese?

La scena italiana è ancora un po’ acerba, ma negli ultimi due anni ho visto un enorme miglioramento. C’è stato un incremento di comici e locali disposti a fare serate impressionante. Una delle parti più difficili è ‘educare’ il pubblico a questo tipo di comicità. Siamo indietro, ma sono fiducioso. 

Cosa consiglieresti ad un ragazzo che vuole avvicinarsi al mondo della stand-up comedy?

Di esibirsi il più possibile. Andare agli open mic, salire sul palco, fallire miseramente e non mollare. Quella frustrazione iniziale diventerà la vostra forza negli anni a seguire. Andate all’estero, se potete, anche solo per qualche mese. Non sentitevi mai ‘arrivati’. E se doveste farlo, guardatevi un video a caso di Bill Hicks, Doug Stanhope o Bill Burr e capirete che non si finisce mai di migliorare e imparare.

Una volta che questo brutto momento sarà finito, quali sono i vostri piani per il futuro?

Saremmo dovuti essere in Texas adesso, per un tour americano e una serata tributo a Bill Hicks. La prima cosa che faremo sarà fissare una nuova data per quest’avventura a cui teniamo tantissimo e ricominciare con le nostre serate settimanali qui a Londra. L’obiettivo è quello di aprire un comedy club e di crescere, non solo come artisti, ma anche come gruppi di amici che remano nella stessa direzione.

Consiglia 3 dei tuoi special preferiti.

Louis CK – Live at the Comedy Store, Bill Hicks – Sane Man, Sarah Silverman – A speck of dust.

 

Foto di Luigi Mazzucchi, Digital Camera School

 

manuel.zoppitelli

manuel.zoppitelli

"You may say I like movies, but I'm not the only one"

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