Cillian Murphy è molto di più di Tommy Shelby

Cillian Murphy è uno di quegli attori di cui si parla forse troppo poco rispetto alle grandissime capacità che mette in mostra in ogni suo personaggio

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Ultimamente c’è una tendenza identificativa sempre più frequente tra Cillian Murphy e il suo personaggio nella serie Peaky Blinders: Thomas Shelby.
Oggi però vogliamo svelare, per quanto possibile vista la grande riservatezza del soggetto in questione, l’incredibile talento e versatilità di Cillian Murphy, attraverso alcune delle sue migliori performance al di fuori della fortunata serie di Steven Knight.
L’aspetto sul quale però vorrei soffermarmi è l’incredibile approccio fisico ed emotivo che l’attore irlandese riesce a costruire intorno ad ogni suo personaggio, cosa non semplice vista la scelta dei ruoli più disparati.

Cillian Murphy in The Party (2017)Trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan

Come non partire da una dei sodalizi più interessanti del cinema moderno?
Ebbene non tutti sapranno che inizialmente Murphy si presentò alle audizioni per il ruolo di Batman/Bruce Wayne, capendo ben presto di non essere tagliato per la parte.
Christopher Nolan rimase però folgorato dall’attore e dal magnetismo dei suoi occhi, tanto da ritagliargli su misura il ruolo di spaventapasseri, con tanto di raccomandazione di togliere gli occhiali il più possibile.
La trasformazione è incredibile: da un possibile dinamico Batman diventa pacato, misterioso e indecifrabile, quasi ingessato, nei panni di Jonathan Crane.
La sua metamorfosi nella veste dello psichiatra criminale è di pregevole fattura, rivelandosi, nel primo capitolo, il villain che costringe Batman a dover affrontare le proprie paure, anche più di Ra’s al Ghul.

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Breakfast on Pluto di Neil Jordan

Il dramma di un’identità di genere non conforme agli stereotipi retrogradi di una società ottusamente conservatrice è reso magnificamente dall’attore irlandese.
La dimensione psicologica di un personaggio transgender resta qualcosa di davvero complicato da comprendere e soprattutto trasmettere, Cillian Murphy però sembra aver esperito sulla propria pelle dolore e le difficoltà alle quali spesso solo le minoranze discriminate della società sono soggette.
Ne esce un film ed un personaggio di una profondità davvero toccanti: l’attore nativo di Douglas mette in scena una femminilità che parte dalle labbra fino ad arrivare al modo di camminare, insomma davvero nulla è lasciato al caso.

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Inception di Christopher Nolan

Altra pellicola con Christopher Nolan. Qui Cillian Murphy interpreta Robert Michael Fischer, figlio del magnate Maurice Fischer, che dovrà essere convinto da Dom Cobb a separare il proprio impero economico.
Murphy mette a nudo le difficoltà di un figlio cresciuto sotto l’ombra ingombrante di un padre di estremo successo ed i suoi occhi permeano l’insicurezza, quella di chi cercava solo l’approvazione del proprio padre.
L’espressività, perennemente combattuta tra lo sbigottimento di situazioni a lui totalmente nuove e l’incertezza di chi teme di essere raggirato, gli valgono una delle migliori performance della carriera.

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In Time di Andrew Niccol

Cillian Murphy ha anche un ruolo in una delle distopie a sfondo etico del regista neozelandese. Il suo personaggio è Raymond Leon, un Guardiano del Tempo che eredita parte del suo personaggio da Matrix. L’agente Leon è rigido ed incorruttibile, il classico antagonista che, seppur contraddistinto da un modo di vedere le cose diametralmente opposto al protagonista, agisce in modo sempre coerente e rispettabile, in linea con il proprio ideale.

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A Quiet Place 2 di John Krasinski

Il film non è ancora uscito, è vero, poiché l’emergenza ne ha posticipato la data di rilascio.
Mi sento però di consigliare la visione, convinto che l’attore irlandese riuscirà ancora una volta a calarsi alla perfezione in un ruolo, e in un genere, a lui totalmente nuovi. La barba che Emmet, il personaggio di Cillian Murphy nel film, sfoggia è poi un elemento nuovo e curioso al punto da generare interesse.

Recentemente ha oltretutto parlato molto bene di A Quiet Place, elogiandone l’interesse e la partecipazione emotiva che è riuscito a generare soprattutto nei suoi figli, che lo hanno potuto vedere insieme a lui.

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Conclusione

Alla luce di questi ed altri ruoli oserei definire Murphy un caratterista psicologico: come è infatti innegabile la forte connotazione eccentrica di buona parte dei caratteristi più famosi, Murphy, il quale spesso non ha ruoli da protagonista, non eccede mai nella gestualità né in alcun aspetto che possa connotare visivamente il proprio personaggio. Riesce però a conferire ogni volta una gamma così vasta di sfumature emotive e caratteriali da conferire ad ogni suo personaggio un’unicità incredibilmente vivida ed evidente.
Attraverso una gestualità ed un espressività estremamente sobrie ed efficaci, Murphy riesce a mostrare gli aspetti chiave dei propri personaggi anche attraverso un numero davvero limitato di battute.
Cillian Murphy ci insegna che a volte, il lavoro fatto meglio, è quello che agli occhi di tutti appare il più semplice possibile.

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