Robert Pattinson: 5 film per capire perchè è un attore da non sottovalutare

Robert Pattinson è un attore che non va sottovalutato. Dopo Twilight l'attore si è reso protagonista di molte ottime prestazioni in film indipendenti.

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Robert Pattinson

Robert Pattinson è uno degli attori più chiacchierati sin da quando nel lontano 2008 prese parte a quella che è una delle saghe più odiate/amate dal pubblico, Twilight.
Da quel momento l’attore, allora poco più che ventenne, ricevette un grandissimo seguito da parte di numerose fan, alcune delle quali già avevano avuto occasione di apprezzarlo in un’altra celeberrima saga come quella di Harry Potter.
Il successo, tuttavia, non ha mai fatto perdere a Robert Pattinson l’equilibrio e la bussola e moltissime sono le interviste rilasciate nel corso degli anni nelle quali l’attore britannico rinnega con forza i film che gli hanno garantito il successo nei primi anni della sua carriera.

Queste dichiarazioni, insistite e protratte nel corso degli anni, hanno però avuto uno strano effetto sulla visione che molte persone si sono fatte dell’attore. Fra chi lo ha accusato di “non poter rinnegare i film che lo hanno reso famoso” e fra chi lo continua a ritenere un mediocre mestierante, un’idolo da ragazzine solo per la sua partecipazione ai film della saga di Twilight, Robert Pattinson agli occhi del grande pubblico sembra ancora quel bel ragazzo che sbrilluccicava in un prodotto per adolescenti e che ad oggi cerca una ribalta nel mondo del cinema prendendo parte a un nuovo film su Batman, di cui tanto si è parlato e di cui tanto ancora si parlerà e a un nuovo film di Christopher Nolan, anche questo destinato a far parlare di sè.

Come spesso avviene, però, prendere posizione per partito preso senza un approfondimento necessario e dovuto, porta spesso a gravi errori di valutazione, errori che possono aver abbagliato il grande pubblico facendogli perdere di vista il fatto che Robert Pattinson non sia un attore nato vampiro e tornato come pipistrello, ma che, strana cosa, ha avuto una carriera e ha partecipato a numerosi film.
Se quindi siete prevenuti su questo attore l’obiettivo di questo articolo è quello di farvi cambiare idea, se invece amate questo attore, la nostra speranza è che concordiate con i film presenti nella lista che segue.

Cosmopolis (2012) di David Cronenberg

Robert PattinsonInevitabile e quasi necessario è, in questa lista, partire da Cosmopolis. Nel 2011, quando venne contattato per girare il film, Robert Pattinson è nel pieno del successo dovuto alla saga di Twilight ed è un attore che gode di un enorme seguito di fan e una costante attenzione da parte dei giornalisti di gossip.
Proprio in questo periodo un certo David Cronenberg, non il primo dei passanti, decide di chiamare questo giovane attore noto per dei film dalla discutibile qualità per il progetto dell’adattamento del romanzo di Don DeLillo, Cosmopolis.

Il film è l’opportunità per Robert Pattinson di mettere in mostra le proprie qualità di attore al di fuori da un contesto di film da botteghino in un cinema che si può tranquillamente definire cinema d’autore.
Cosmopolis non è un film che riesce appieno negli intenti che si prefigge, ma la prova da protagonista di Pattinson, presente praticamente in ogni inquadratura, è esemplare.
Il carisma e la forte presenza scenica del giovane attore sono quel che serve al film di Cronenberg per tenere lo spettatore focalizzato sui corposi dialoghi di cui si compone.
Robert Pattinson si ritrova a recitare con un regista del calibro di David Cronenberg e con un’attrice del livello di Juliette Binoche in un film presentato a Cannes in competizione per la Palma d’Oro e inizia a tracciare la strada per una rinascita, per un nuovo inizio destinato a portarlo lontano.

Civiltà perduta (2016) di James Gray

Robert PattinsonNel lasso di tempo che va da Cosmopolis al film di James Gray Robert Pattinson ha occasione di lavorare ancora una volta con David Cronenberg in Maps to the Stars, di finire la da lui rinnegata trilogia che l’ha reso celebre e di prendere parte ad una serie di produzioni indipendenti che lo vedono, fra gli altri, diretto da uno dei grandi della cinema contemporaneo come Werner Herzog.
Nel 2015, quindi, quando viene chiamato per partecipare a Civiltà perduta, Robert Pattinson è già un attore che ha saputo dimostrare di essere in grado di partecipare degnamente a film di ogni genere e di sapersi calare in molti ruoli diversi.

Civiltà perduta è stato un flop clamoroso al botteghino nonostante l’ottima accoglienza che la critica gli ha riservato. A distanza di qualche anno, sentendo ancora parlare di Robert Pattinson in termini essenzialmente dispregiativi, dispiace molto pensare che il film di James Gray non abbia avuto grande riscontro da parte del pubblico.
Nell’ottimo Civiltà perduta, film d’avventura basato sulla vicenda dell’esploratore britannico Percy Fawcett, spicca fra tutte la prova maiuscola di Robert Pattinson.
Alle prese con un ruolo da co-protagonista il nostro dimostra, ancora una volta, la sua capacità di catalizzare su di sè l’attenzione.
Il film ingrana e tocca i suoi vertici quando in scena è presente Robert Pattinson che si cala alla perfezione nel contesto del film e nel personaggio da lui interpretato restituendo una prova solida e credibile anche come spalla di un Charlie Hunnam (Percy Fawcett) che probabilmente soffre molto, nelle scene con Pattinson, il carisma e la preponderanza dell’attore britannico.

Good time (2017) di Josh e Benny Safdie

Robert PattinsonE’ in Good time che forse per la prima volta Robert Pattinson riesce a mettere tutte le principali caratteristiche da attore dal forte carisma in un thriller girato dagli stessi registi del più recente Uncut Gems con Adam Sandler.
Merito dei fratelli Safdie, merito suo, o merito di tutti, Robert Pattinson sforna in quello che è un amaro e frenetico thriller metropolitano un’interpretazione esemplare.
L’elemento che sicuramente colpisce subito lo spettatore è la capacità di Robert Pattinson di riuscire a rappresentare un personaggio che, pur apparentemente monolitico, ha varie sfumature molto abbozzate che richiedono la prova di un buon attore per essere rese senza che esse risultino prevalenti o sovraccariche. Robert Pattinson riesce a creare un personaggio con cui lo spettatore può empatizzare e odiare allo stesso tempo.

Robert Pattinson ha quel che si direbbe il physique du role per interpretare la parte di un ragazzo disposto ad ogni cosa pur di salvare e proteggere il proprio fratello.
Good time, pur essendo un film non perfetto, si fa apprezzare proprio per la presenza di un Robert Pattinson magnetico che sforna una prestazione da manuale dalla quale molti attori impiegati spesso nei thriller, anche più anziani, dovrebbero soltanto prendere esempio.

High Life (2018) di Claire Denis

Robert PattinsonIn High Life Robert Pattinson si cimenta in una produzione decisamente ambiziosa di una regista francese, Claire Denis, che ha sempre richiesto ai propri attori delle interpretazioni di personaggi mai semplici da rappresentare in ogni aspetto.
High Life, film di fantascienza filosofica presentato a in concorso a Venezia, non naufraga nelle sue elevate ambizioni soprattutto per l’interpretazione degli attori fra i quali spicca come protagonista Robert Pattinson.
Il film di Claire Denis non è di semplice comprensione e, in molti punti, sembra perdere di vista la strada maestra, ma viene clamorosamente reso appetibile e motivo d’interesse  dala prova di Robert Pattinson.

Alle prese con un personaggio depresso, apparentemente apatico e pieno di pulsioni opposte fra di loro Robert Pattinson riesce a regalare al pubblico una prova di uno spessore e di una complessità tali dal far quasi dimenticare che si ha dinnanzi lo stesso attore che solo una decina di anni prima è stato protagonista di un film per adolescenti, ma anzi sembra di avere davanti agli occhi un attore con alle spalle una lunga carriera contornata da qualche premio in bacheca.

Il personaggio interpretato da Pattinson, un condannato a morte spedito insieme ad altri simili a lui in una missione spaziale con la promessa di una riabilitazione, è reso con una precisione e una potenza sia fisica sia espressiva che definire eccezionali non è affatto esagerato.
Robert Pattinson riesce a portare in scena un personaggio “tarkovskijano” (in un film che molto deve alla fantascienza del maestro russo) e a renderlo con un’accuratezza e una dignitas proprie solo dei grandi attori.

The Lighthouse (2019) di Robert Eggers

Robert PattinsonNel film di Robert Eggers sembra quasi culminare tutta la “seconda carriera” che Robert Pattinson è riuscito a costruire nell’arco di 10 anni.
The Lighthouse è quanto di più distante possa esserci da Twilight nel cinema del ventunesimo secolo e vedere che l’attore protagonista del film di Eggers è lo stesso dei film tratti dai libri di Stephanie Meyer mette quasi in imbarazzo lo spettatore.
In quella che è probabilmente la sfida più importante (per ora) nella quale si sia imbarcato nella sua breve carriera, Robert Pattinson, sostenuto e sicuramente anche aiutato dalla presenza di un grande attore come Willem Dafoe e dalla sceneggiatura pressoché perfetta di Robert Eggers, riesce a tirare fuori una prestazione poliedrica che si muove su vari registri e numerose sfaccettature.

Inutile dire che un film in cui vengono impiegati soltanto due attori si deve inevitabilmente reggere sulle prestazioni dei due attori in questione e The Lighthouse è un film che riesce nel proprio obiettivo di stordire, inquietare, far perdere l’orientamento allo spettatore anche grazie alla magistrale interpretazione di Robert Pattinson, attore che a soli 33 anni sembra avere la maturità che altri colleghi non sono in grado di raggiungere in una carriera.

 

La doppia vita di Robert Pattinson, così, modificando il titolo di un celebre film di Kieslowski, potremmo definire la carriera di un attore che ha saputo ricostruire una carriera e una reputazione da attore dopo i ruoli banali in film altrettanto banali che lo hanno reso famoso.
Un attore che è stato in grado di scegliere di agire seguendo la propria testa e non le fatue luci della gloria immediata, che ha saputo ripartire da capo per “lavarsi” da un’immagine ingombrante per la quale moltissimi ancora adesso lo ricordano e che si appresta ora a costruirsene una nuova con la tanto attesa prova nel nuovo film su Batman di Matt Reeves, che ha scelto di non stare alle regole del gioco del successo scegliendo di ripartire per dimostrare di essere un attore a 360 gradi.

Robert Pattinson dovrebbe essere preso come esempio di dedizione e di applicazione anche per attori più giovani che sembrano già condannati a dover portare il peso di un personaggio per il resto della propria carriera. Un attore che tanto ancora ha da dare al cinema e che tanto ha già dato, nel bene e nel male, in solo 15 anni di carriera.

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Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai “mattoni” filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

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