Il cliente: Il cinema iraniano attraverso gli occhi di Asghar Farhadi

Asghar Farhadi è uno dei maggiori esponenti del cinema iraniano contemporaneo, un regista pluripremiato per i film Una separazione e Il cliente.

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Asghar Farhadi è uno dei registi iraniani più famoso di questo secolo, a renderlo tale è la sua bravura in quello che fa, la stessa che gli ha fatto vincere ben due premi Oscar nella categoria miglior film straniero.

Il primo, arriva nel 2012 per il film “Una separazione” un film che riscosse un successo molto elevato e che venne commentato da numerosi critici cinematografici:” A riconferma dell’eterna giustezza di cosa già diceva Renoir nella Regola del gioco: «Il tragico della vita è che tutti hanno le loro ragioni»” di Paolo Mereghetti, Corriere della Sera.

Il suo percorso cinematografico inizia nel 1998, quando si laurea in regia a Teheran,  e proseguirà attraverso la creazione di pluripremiati film, tra questi “Il cliente“.

Farhadi

Farhadi si diverte a intrecciare la finzione cinematografica con quella teatrale, per tutta la durata del film, gli attori sono interpreti di loro stessi.

Il filo narrativo racconta di una coppia di attori teatrali Emad e Rana, che a causa del rischio di crollo del loro appartamento, devono trasferirsi momentaneamente in una casa messa a disposizione da un loro amico, Babak.

L’elemento che cambia la natura di quella che potrebbe essere una semplice storia sulla vita matrimoniale è il fatto che la vecchia coinquilina non vuole venire a riprendersi i suoi averi.

Una sera, in cui Emad è rimasto a teatro e Rana a casa, un uomo entra nell’abitazione e colpisce (forse violenta) la donna. Questo avvenimento spacca per sempre il vissuto di entrambi e soprattutto il loro futuro.

Farhadi

Farhadi permea la visione cinematografica dell’iconografia della sua cultura, l’ambientazione è quella di Teheran, la capitale dell’Iran, e tutti i modi utilizzati dagli attori seguono la cultura iraniana. Le donne hanno capi scuri, avvolte dai veli, gli uomini impongono il loro onore ma soprattutto nessuno si azzarda a pronunciare la parola “prostituta” per definire l’inquilina che non vedremo mai.

Farhadi è un regista che balza da un’incertezza ad un’altra, è difficile definire questo film Thriller poiché non esiste una vera e propria suspense tipica di questo genere, ma ci lascia molti dubbi. La causa dell’aggressione, ovvero la coinquilina, non si presenterà mai nell’intero film, non abbiamo idea di chi sia o del perché decide di non venire mai a riprendersi le sue cose.

Il regista compie una forte interazione con lo spettatore, lasciando che sia lui a chiedersi come mai la donna reagisce quasi vergognandosi dopo l’aggressione, e non vuole assolutamente sporgere denuncia.

Un altro aspetto interessante è quello dell’onore violato, durante una cena, Rana cucina degli spaghetti che poi serve al marito e all’ospite, figlio di una collega di lavoro, mentre li stanno mangiando, Emad si chiede come li abbia pagati e Rana gli risponde che ha usato del contante trovato in un cassetto.

Emad replica dicendo che sono i soldi che l’aggressore ha lasciato in casa e subito ritira i piatti di spaghetti a tutti e li butta, quasi come se fossero un’arma.

Il motivo che si ripeterà anche nel finale di questo film è quello di “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller, il libro da cui prende ispirazione la recita teatrale a cui lavorano Emad e Rana, che alla fine acquisiranno nella loro stessa vita un commesso viaggiatore,un uomo vecchio, logoro dalla dubbia moralità di cui diverranno presto i burattinai.

Farhadi

Il cliente non si limita a viaggiare tra gli animi della cultura iraniana, mostrando cosa è lecito nella vita cinematografica e in quella teatrale ma attualizza il linguaggio usato nel neorealismo e nel cinema dello sguardo, dove le vite dei personaggi vengono stravolte senza nemmeno sapere da chi e perché.

Farhadi nel 2017 vinse il premio Oscar come miglior film straniero, con “Il cliente” ma essendo cittadino iraniano, a causa dell’ordine esecutivo emanato il 27 gennaio 2017 dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump Protecting the Nation From Terrorist Attacks by Foreign Nationals, Farhadi non avrebbe potuto recarsi alla cerimonia degli Oscar 2017 per il suo film Il cliente. In seguito alla revoca dell’ordine esecutivo del Presidente USA, ha in ogni caso deciso di non essere presente alla cerimonia, in aperta protesta contro le misure restrittive. Farhadi ha affidato ad una lettera la sua dichiarazione per la cerimonia degli Oscar: «È un grande onore per me ricevere questo prezioso premio per la seconda volta, ringrazio i membri dell’Academy, la troupe, il produttore Amazon e gli altri candidati nella stessa categoria. Mi dispiace non essere con voi ma la mia assenza è dovuta al rispetto per i miei concittadini e per i cittadini della altre sei nazioni che hanno subito una mancanza di rispetto a causa di una legge disumana che ha impedito l’ingresso negli Stati Uniti agli stranieri. Dividere il mondo fra noi e gli altri, i “nemici”, crea paure e crea una giustificazione ingannevole per l’aggressione e la guerra e questo impedisce lo sviluppo della democrazia e dei diritti umani in paesi che a loro volta sono stati vittime di aggressioni. Il cinema può catturare le qualità umane e abbattere gli stereotipi e creare quell’empatia che oggi ci serve più che mai

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Aspirante regista, in perenne ricerca di contenuti cinematografici sconosciuti e fuori dagli schemi ordinari.

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