Perché Quarto Potere è considerato il capolavoro di Orson Welles?

Con Quarto potere, Orson Welles ha rivoluzionato il cinema classico e ha inciso il suo nome nella storia del cinema per sempre, ma come ha fatto?

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Quarto Potere

Nel 1941, Orson Welles regalava al mondo Quarto Potere. Definito da Truffaut come “il film dei film” che, per la sua complessità narrativa e per il suo stile innovativo, ha contribuito a cambiare il modo di fare e guardare il cinema.

Dopo aver bazzicato in ambito teatrale e radiofonico, Welles è approdato nel mondo del cinema. Come molti artisti, anche lui non è stato immediatamente compreso e riconosciuto come tale, tanto che è stato costretto a trasferirsi dal panorama Hollywoodiano a quello europeo. In vita, non raggiunse mai la fama sperata e meritata, ma arrivò eventualmente dopo la sua dipartita, nel 1985.

Quarto Potere è il suo film d’esordio, realizzato grazie ad un contratto con la RKO che gli concedeva libertà artistica assoluta, e ciò dimostra che, quando il talento viene lasciato libero di creare, dà vita a opere immortali.

Quarto Potere

Quarto Potere, fiction o realtà?

Prima di iniziare ad addentrarci nei meandri di Quarto Potere, è giusto fare il punto della situazione a livello narrativo. Si tratta di un soggetto originale, scritto da Welles stesso con l’aiuto di Herman J. Mankiewicz. Vi lascio scoprire di cosa parla direttamente dalla parole del regista:

“Quarto potere racconta la storia dell’inchiesta fatta da un giornalista di nome Thompson per scoprire il senso delle ultime parole di Charles Foster Kane. Poiché il suo parere è che le ultime parole di un uomo devono spiegare la sua vita. Forse è vero. Lui non capirà mai cosa Kane volesse dire, ma il pubblico, invece, lo capisce. La sua inchiesta lo porta da cinque persone che conoscevano bene Kane, che lo amavano e lo odiavano. Gli raccontano cinque storie diverse, ognuna delle quali molto parziale, in modo che la verità su Kane possa essere dedotta soltanto – come d’altronde ogni verità su un individuo – dalla somma di tutto quello che è stato detto su di lui.

Secondo alcuni Kane amava soltanto sua madre, secondo altri amava solo il suo giornale, solo la sua seconda moglie, solo se stesso. Forse amava tutte queste cose, forse non ne amava nessuna. Il pubblico è l’unico giudice. Kane era insieme egoista e disinteressato, contemporaneamente un idealista e un imbroglione, un uomo grandissimo e un uomo mediocre. Tutto dipende da chi ne parla.”

Nonostante sia apparentemente un racconto fittizio, si è notato che Welles ha tratto ispirazione dalla vita di tre uomini realmente esistiti. Il primo è William Radolph Hearst, che ha anche boicottato la distribuzione del film e la copertura mediatica. Un boicottaggio semplice per Hearst, che (come il protagonista) era un magnate della stampa e possedeva molti giornali e radio. Altri tratti in comune sono la ricchezza proveniente da una miniera d’oro, le due mogli – di cui la seconda attrice – , i fallimenti politici, la mania di collezionismo e la costruzione di una villa imponente (chiamata Xanadu nel film e Castello Hearst nella realtà) in cui si è ritirato negli ultimi anni di vita.

Gli altri due uomini, si pensano essere Jules Brulatour, proprietario della Kodak e pioniere dell’industria cinematografica, o Howard Hughes, produttore, regista e aviatore statunitense (interpretato da DiCaprio nel film The Aviator).

Quarto Potere

Quarto Potere rivoluziona il cinema

Ciò che ha contribuito a rendere Quarto Potere un capolavoro immortale nella storia del cinema, è la sua rottura con il cinema classico. Con le innovazioni nella narrazione, nelle tecniche di ripresa e di montaggio, Welles ha segnato inconsapevolmente il passaggio al cinema moderno.

Le principali innovazioni si hanno a livello tecnico, ovvero l’utilizzo combinato della profondità di campo, del piano sequenza e del grandangolo. 

La profondità di campo è stata possibile grazie al direttore della fotografia, Gregg Toland. Con l’utilizzo di speciali lenti, sono riusciti a realizzare inquadrature con una perfetta messa a fuoco di tutti i piani che le compongono. L’innovazione sta nel fatto che non c’è più una gerarchia di valore tra ciò che c’è in primo piano, rispetto a quello che c’è dietro. Di conseguenza, ogni piano assume pari valore. Questa tecnica era stata utilizzata ancora dai Fratelli Lumière, ma poi bandita perché distraeva lo spettatore con dettagli ritenuti insignificanti. Dal momento che tutto è a fuoco, i suoi occhi sono liberi di muoversi all’interno dell’immagine.

Il grandangolo, invece, fa si che l’angolazione sia dal basso, quindi i soffitti entrano nell’inquadratura e le conferiscono a creare un’atmosfera che Bazin ha definito come una visione infernale. Visione che si potrebbe definire infernale, poiché lo sguardo dal basso verso l’alto sembra venire da terra, mentre i soffitti, precludendo ogni fuga interna alla scenografia, completano la fatalità della maledizione”.

Quarto Potere

Il labirinto senza centro

Borges, in una recensione, descrisse Quarto Potere come un “labirinto senza centro”che si fonda sui temi della relatività della verità e dell‘impossibilità del giudizio.

Il film, ci presenta la vita di Charles Foster Kane e la racconta con flashback, cinegiornali e narratori diversi. Tutti parlano di lui, ma nessuno ci spiega chi sia veramente, così come nessuno ci spiega il significato di Rosebund (se non la cinepresa, ovvero il regista stesso). Si ha quindi una narrazione falsificante, il cui scopo è la messa in crisi della nozione di verità.

“Il vero senso del film sta nella “ricerca del significato”, più che nel significato in sé, una potente metafora della condizione umana.” Ha scritto Pietro Scaruffi sul film, ma non solo. Il racconto in sé, per via del fallimento delle storie che contiene, diventa inutile. La verità stessa diventa inutile.

Come esemplifica il cartello No Trespassing, nel prologo, il personaggio e il mondo raccontato sono inaccessibili, e forse persino del tutto inesistenti, falsi. Qual è dunque il senso del film? L’enigma stesso. L’impossibilità di comprendere e conoscere la vita di un uomo.

Questo e altri approfondimenti nella sezione focus di CiakClub.

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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