David Fincher giudica il suo film Zodiac: “Troppo lungo”

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Zodiac è un film uscito nelle sale nel 2007, la trama si basa sulle indagini compiute riguardanti il ritrovamento del famoso killer dello zodiaco.

Il film era tratto dai libri di Robert Graysmith e come tutti ricorderemo, il cast era composto da Jake Gyllenhaal, Mark Ruffalo e Robert Downey Jr. nel caso ve lo foste perso potete trovarlo comodamente su Netflix.

Recentemente il magazine Empire ha pubblicato, online, una parte di intervista con David Fincher, uscita integralmente nella versione cartacea di dicembre.

Nella conversazione con i lettori di Empire, Fincher si lascia andare a diverse curiosità, in particolare su Zodiac, film da lui diretto nel 2007, dedicato al celebre killer dello zodiaco.

“Suppongo che Mindhunter sia un’estensione di gran parte del pensiero su ciò che fa una scena, o ciò che fa un dramma, che ho avuto su Zodiac. Nel tentativo di girare qualcosa che probabilmente sarebbe stato un film di cinque ore piuttosto buono e di farlo scendere a due ore e quarantacinque minuti, l’abbiamo fatto un po’ troppo lungo lungo da una parte e non abbastanza profondo dall’altra” queste le parole di Fincher.

Zodiac

E la cosa che gli comporta maggior fastidio sul set? David Fincher non ha dubbi: “Penso che sia difficile per le persone capire quanto le futili conversazioni allontanino dalla concentrazione. Tutti entrano in modalità pausa anziché in modalità riprese. Inoltre quando fai molte riprese mentre le persone fanno le cose ripetutamente vedi nella tua visione periferica che la gente guarda gli iPhone. Potrebbe essere l’iPhone sul set la cosa che detesto di più”.

“Penso che il criterio per me sia che se qualcosa è focalizzato sul piano narrativo è probabilmente terreno fertile e buono per la crescita di un film. E se qualcosa è molto importante per comprendere le persone e vedere le loro ipocrisie, debolezze, punti di forza e di debolezza, probabilmente è la televisione. Voglio dire… forse Fight Club. Penso che i personaggi di Chuck Palahniuk siano così densi, ricchi, stratificati e sfaccettati. Certamente l’80% dei suoi lavori farebbe incredibili mini-serie, se non altro” ha precisato il regista.

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Aspirante regista, in perenne ricerca di contenuti cinematografici sconosciuti e fuori dagli schemi ordinari.

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