Qual è il vero significato del finale di Donnie Darko? Ecco quattro delle possibili interpretazioni di uno dei finali più discussi di sempre.

Non è difficile capire come mai Donnie Darko abbia raggiunto una così grande fama. Richard Kelly al suo esordio alla regia è riuscito a conciliare elementi molto distanti, creando un perfetto equilibrio tra la fantascienza, le affascinanti atmosfere scure, le problematiche di un qualsiasi adolescente e il suo rapporto con la società. Donnie è un ragazzo schizofrenico che si ritrova alle prese con i viaggi nel tempo, eppure nel suo personaggio è facile identificarsi: questo perché Donnie è anche un emarginato, il “ragazzo strano” in una società che obbliga all’omologazione.

Tra strane visioni, buchi spazio-temporali e presagi apocalittici, in Donnie Darko ritroviamo una dolcissima storia d’amore, una ribellione giovanile e un contrasto generazionale. Ci ricorda che la vita non è una linea che si districa tra Amore e Paura, che abbiamo tutti paura di morire soli, e che stiamo tutti indossando “uno stupido costume da umano“.

Se riconoscere tutto questo è facile, meno immediato è il finale di Donnie Darko. È infatti un finale enigmatico, che lascia più domande che risposte. Da anni ci si interroga su quale sia la vera spiegazione, sono state elaborate diverse teorie, nessuna delle quali è mai stata smentita o confermata da Richard Kelly.

In questi casi non esiste un’interpretazione “giusta”: parte del fascino del film è dato proprio dal fatto che ognuno può dare la propria visione, decidere come leggere quegli ultimi minuti accompagnati dagli accordi di Mad World di Gary Jules. Ci limitiamo qui a ripercorrere le varie teorie, lasciando a voi scegliere quella che preferite.

1) È REALE?

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La prima teoria è forse quella più semplice. Nel film viene chiaramente spiegato che Donnie soffre di schizofrenia paranoide, il che lo porta ad avere allucinazioni di vario tipo. Sappiamo inoltre che non prende volentieri le proprie medicine e che in passato la malattia lo aveva portato a gesti violenti.

L’intero film è narrato dal punto di vista di Donnie stesso: attraverso i suoi occhi vediamo Frank, l’uomo col costume da coniglio, così come le strane scie che accompagnano i movimenti delle persone. Vediamo, insomma, le allucinazioni di un ragazzo schizofrenico. Come possiamo quindi fidarci? Come possiamo sapere che tutte le altre, strane vicende che vediamo siano realtà? La prima teoria sostiene proprio questo: tutto il film in realtà si svolge solo nella mente malata di Donnie, è tutta un’allucinazione causata dalla sua schizofrenia.

Una versione simile di questa teoria si sofferma sul sorriso finale di Donnie: lo vediamo infatti svegliarsi nel suo letto, poco prima che il reattore dell’aereo lo uccida, con uno strano sorriso sul viso. È come se avesse fatto uno strano sogno, e stia cercando di ricordarlo. Forse ha solo sognato le vicende che il film ci racconta? Un sogno premonitore che lo avvisa della sua morte imminente?

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2) IL LOOP

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Questa seconda teoria è un po’ più complessa: l’universo in cui Donnie Darko vive sarebbe un loop che ogni 28 giorni ricomincia. Il crollo del motore dell’aereo segna l’inizio e la fine di questo circolo infinito. Il compito di Donnie sarebbe quello di interrompere questo loop. L’unico modo che ha, tuttavia, è quello di morire.

Se Donnie sia o meno consapevole che il suo sacrificio abbia questo effetto non possiamo saperlo: forse quello stesso sorriso ci dice che è soddisfatto dell’obiettivo, oppure è un sorriso inconsapevole. In ogni caso, quando il motore si schianta sulla sua camera il tempo può ricominciare a scorrere tranquillamente. Tutto ciò che rimane è una sorta di déjà vu che tutti gli altri personaggi hanno, la sensazione di aver già vissuto il tutto, forse infinite volte.

3)L’UNIVERSO TANGENTE

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È probabilmente la teoria più solida, in quanto si basa su un elemento fondamentale del film stesso: La Filosofia dei Viaggi nel Tempoil libro scritto da Roberta Sparrow, l’anziana “Nonna morte”. Nel 2004 è stata rilasciata una versione Director’s Cut di Donnie Darko nella quale le teorie sui viaggi nel tempo vengono maggiormente approfondite. Nel libro di Nonna Morte sarebbe infatti racchiusa una complessa ma convincente spiegazione del finale.

La Filosofia dei Viaggi del Tempo non è un saggio reale, ma è stato ideato appositamente per il film, traendo in parte spunto dalle teorie di Stephen Hawking. Secondo Roberta Sparrow talvolta l’Universo subisce delle “corruzioni” che possono dare vita a degli Universi Tangenti. In questo caso, la corruzione sarebbe il paradosso creato dalla caduta del motore di un aereo che però decollerà nel futuro. La storia che vediamo si svolgerebbe quindi in questo tipo di anomalia: un universo molto instabile, che dura solamente pochi giorni e poi è destinato a collassare.

All’interno di questi universi vengono alla luce delle particolari figure che hanno il compito di risolvere il paradosso iniziale. In particolare questo compito è affidato ad un “ricevitore vivente”, dotato di particolari poteri che lo aiutano nel suo compito, ma condannato anche a strane visioni e problematiche psicologiche: nel nostro caso, Donnie Darko. Intervengono inoltre i “manipolati viventi”, che sono delle persone vicine al ricevitore e che compiono inconsapevolmente delle azioni che aiutano il compimento della missione: è quello che succede, per esempio, quando gli amici di Donnie suggeriscono di scrivere una lettera a Nonna Morte, oppure quando la professoressa suggerisce la parola “cellar-door”.

Fondamentale è anche il “manipolato morto”: una persona deceduta nell’Universo Tangente e dotata di poteri particolari, come la possibilità di tornare indietro nel tempo, al fine di indirizzare il ricevitore nel migliore dei modi. È questo il ruolo di Frank. Ogni azione che Donnie e gli altri personaggi compiono è infatti un anello di una catena che porta alla caduta dell’aereo, spiegando il paradosso. Così allagare la scuola serve a far conoscere Gretchen, la quale dovrà poi essere investita per far sì che Frank sia ucciso da Donnie, al fine di avere il manipolato morto. Allo stesso modo, dar fuoco alla casa di Jim Cunningham serve ad impedire alla professoressa di ginnastica di partire, in modo che sia la madre di Donnie a sostituirla. Così Donnie, avendo casa libera, può organizzare la festa di Halloween.

La morte di Gretchen rappresenterebbe la “trappola di sicurezza”, ovvero un elemento che assicuri la riuscita del piano. A questo punto Donnie può usare i suoi poteri da ricevitore vivente per creare un wormhole e rispedire il motore dell’aereo nell’Universo Primario, nel quale poi morirà.

4)IL SACRIFICIO

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La Director’s Cut sembra porre fine al dibattito, indicando quella dell’Universo Tangente come la spiegazione più completa. Ma ammettiamolo, siamo degli inguaribili romantici, per questo non rinunciamo all’ultima teoria: quella secondo la quale Donnie decida spontaneamente di sacrificarsi.

Quando Frank lo conduce fuori dalla sua camera e gli svela che il mondo finirà presto, Donnie reagisce con una domanda: “Perchè?”. Forse non è la domanda più scontata in una situazione simile, ma è quella più semplice e ingenua: perché il mondo deve finire così presto? Donnie ha un rapporto particolare con la morte e soprattutto con la solitudine. Nonna Morte gli sussurra che ogni creatura quando muore è sola, e questo è ciò che teme di più. Se fosse morto immediatamente in camera sua quella notte, la domanda sarebbe stata una: Perché?

Donnie invece ha la possibilità di sbirciare cosa accadrebbe se si salvasse. Ha la possibilità di scoprire cosa sia l’amore: Gretchen è la prima che lo apprezza, che accetta il suo essere “strano” e che lo vede come un posto sicuro. Ma a questo punto è Gretchen stessa a dover morire, e così come sua madre e la piccola Samantha, precipitando con l’aereo. Ne vale la pena?

Solo ora Donnie ha la risposta: deve morire nella sua camera perché così Gretchen può continuare a vivere. Solo ora è veramente pronto e consapevole. E magari, in quel sorriso che lo illumina appena prima dello schianto, Donnie sta ricordando cosa sia l’amore, per non morire da solo. Di questo legame rimane solo una strana sensazione che continua a serpeggiare tra Gretchen, la madre di Donnie e Frank: tutti coloro che sono salvi grazie a questo sacrificio.

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Gaia Franco

Gaia Franco

Lucana, studentessa a Bologna. Appassionata da sempre di cinema, letteratura e qualsiasi forma d'arte.

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