Freud: 5 ragioni per cui la nuova serie tv non funziona

La nuova serie tv Freud è già tra i 10 contenuti più visti su Netflix in tutta Italia, ecco una recensione della serie basata su Sigmund Freud.

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Decidere di creare una serie tv su Sigmund Freud è senza alcun dubbio un azzardo, ma che desta un elevato livello di attenzione.

Uno tra i medici più messo in discussione, ma che ha, senza alcun dubbio, rivoluzionato la vita dell’uomo, grazie alla fondazione della psicoanalisi.

La serie tv Freud è stata inaugurata al pubblico il 24 febbraio 2020, durante la settantesima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino, ha aperto la Berlinale Series con la proiezione, in prima visione mondiale, dei primi tre episodi di 55 minuti ciascuno, purtroppo per loro non sapevano a cosa andavano incontro.

La serie passa attraverso quella che dovrebbe essere la vita del celebre Sigmund Freud, ma si distanzia parecchio dalla realtà effettiva ricadendo in banali cliché del cinema horror e ripetizioni di elementi thriller masticati fin troppe volte.

Per fare una critica è fondamentale argomentarla altrimenti non ha fondamenta, per questo ecco i 5 motivi per cui Freud non funziona:

IL GENERE

Freud

In un qualsiasi prodotto artistico, la scelta di come interpretarlo è senza alcun dubbio lecita per questo la nostra non è una verità assoluta.

L’inserimento del genere horror, all’interno della rappresentazione di uno dei più importanti psicoanalisti della storia dell’umanità sminuisce il suo lavoro estremizzandolo ad un gioco di magia oscura e poteri soprannaturali ridicoli.

Le inesattezze storiche distruggono il valore degli studi di Sigmund Freud e lo mostrano al pubblico odierno come se fosse un semplice “mago” che con un tocco può far addormentare una paziente e vedere nei suoi sogni o ricordi del passato. Nella realtà Freud si interessa all’ipnosi solo per un primo periodo dopo aver incontrato Jean-Martin Charcot, ma la abbandonerà ben presto per dedicarsi alla psicoanalisi.

Non si tratta infatti di un biopic che sarebbe stato di gran lunga più interessante (visto le scoperte fatte da Freud soprattutto in ambito sessuale), ma della storia di un uomo che attraverso una medium riesce ad applicare la tecnica dell’ipnosi sui suoi pazienti ricadendo però in una spirale di omicidi surreali, incubi tinti di sangue e fatti soprannaturali inconsistenti.

LA COLONNA SONORA

Freud

Partendo dalla sigla che sembra ricalcata e modificata leggermente da quella di Breaking Bad, la colonna sonora è ripetitiva e monotona.

Ogni grande produzione ha il suo Musical Motif, come Indiana Jones o Star Wars oppure ancora Lo Squalo. La scelta di avere un motivo musicale ricorrente risale già ai primi studi del montaggio di Kulešov, Pudovkin e Ėjzenštejn, perché permetteva allo spettatore di identificare il film anche senza guardarlo, semplicemente utilizzando l’udito, creando inoltre un impatto emotivo e un legame quasi di identificazione con il film o la saga (ad esempio Star Wars o Harry Potter).

In questo caso però l’esagerazione di reiterare lo stesso motivo musicale durante ogni singola scena un po’ creepy diventa nauseante, sia per la scelta di una ripetizione di suoni altamente sgradevole sia per l’ossessività con cui vengono ripetuti senza alcuna variazione.

Considerando che le puntate hanno circa un 80% di scene di suspense e durano 50 minuti l’una è difficile continuarne la visione se abbinate ad un suono fastidioso e replicato all’ennesima potenza.

IL SANGUE

Freud è una serie tv cruda, violenta che non lascia spazio all’immaginazione.

Prendiamo come esempio la scena di sesso tra Fleur (la medium) e Freud, nonostante lui sia promesso e innamorato di un’altra donna cede alla tentazione di avvolgersi con lei.

In una scena come questa, che può essere violenta o delicata, si cerca sempre di arginare l’idea di una rappresentazione pornografica e di renderla visivamente armoniosa. In questo caso invece sembra di essere finiti in un contenuto estremamente volgare, dove tutto è lecito e tutto è mostrato.

A questo momento si allegano numerose scene che stonano nell’insieme, come i prigionieri di guerra nudi e cosparsi di sangue nel passato di Alfred Kiss, l’ispettore di polizia viennese, oppure il rituale sotto il simbolo di Taltos dove vediamo diversi uomini nudi sotto ipnosi, che si cospargono di sangue e indossano teste animali dando vita a un surreale e nauseante rituale.

I DIALOGHI 

Freud

In una storia, per quanto surreale o fantastica, ci deve essere una relazione con la realtà, altrimenti rischia di diventare improbabile e assurda.

Purtroppo assistiamo proprio a questo, nonostante ci siano dei contatti con la vita effettiva di Freud, non basta a far funzionare la narrazione.

I dialoghi sono inconsistenti e interminabili, i personaggi agiscono forzatamente, senza tenere conto delle emozioni che dovrebbero esprimere, un esempio plateale è la scena dove Kiss, il nonno, gioca con le nipoti, ma invece che essere naturale e spontaneo, indossa ancora la divisa da ispettore nonostante sia in casa sua.

Un altro esempio è come viene mostrato l’amore per Martha, la donna che Sigmund Freud dovrebbe sposare, vediamo solo delle lettere fioche e cerchiamo di delineare la figura di questa donna, anche nel momento in cui Freud cade in tentazione con Fleur non si dice pentito, ma continua a sostenere che la stesse aiutando.

Tutto gira intorno alla medium e ai suoi poteri, si cerca di unire questo, alla “malattia” dell’isteria che Freud nella realtà studiò per anni, ma questo legame si sfalda perché è tutta una finzione cinematografica, i cui pilastri, non reggono.

LA REGIA

Freud

Una nota positiva però bisogna segnalarla: la regia.

Il montaggio delle scene e le riprese sono davvero valide, la scelta di tonalità fredde rendono l’idea della Vienna del 1886, con strade sporche e piene di persone inaffidabili. Anche nei palazzi più belli c’è del marcio, come dove abita feldmaresciallo Franz von Lichtenberg, lo evidenziano le vignettature scure e i colori sempre sulle sfumature del blu, che fanno rabbrividire anche lo spettatore.

Anche gli attori Robert Finster nel ruolo di Sigmund Freud, Ella Rumpf nel ruolo della medium Fleur Salomé sono da tenere d’occhio, Finster rende bene la figura misteriosa e affascinante di Freud, che spesso faceva ricadere le pazienti in un ambiguo Controtransfer.

A voi è piaciuta? Fatecelo sapere nei commenti.

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