Ewan McGregor: 5 curiosità sul versatile e affabile attore scozzese

Ewan McGregor si è ritagliato un posto d'onore nella cinematografia mondiale grazie alla sua bravura e alla sua affabile versatilità. Ecco 5 curiosità sull'amatissimo attore scozzese.

0
1194

Sguardo furbetto, capelli rossastri e sorriso contagioso. Difficile non provare simpatia per quel concentrato di bravura e versatilità di Ewan McGregor. L’ormai 49enne attore scozzese non ha davvero bisogno più di presentazioni.

Chi non riconosce il volto serio e scanzonato di Obi-Wan Kenobi della seconda trilogia di Star Wars? Chi non ricorda la corsa all’impazzata di Mark Renton che grida “choose life” per le strade di Edimburgo in Trainspotting? Quale persona non vorrebbe avere lo stesso sguardo sognante di Edward Bloom mentre si immagina nelle storie del padre in Big Fish?

Mille i volti interpretati da Ewan McGregor, personaggi che l’hanno fatto apprezzare da tutti e che l’hanno fatto diventare uno degli attori più benvoluti degli ultimi decenni. Ciò è dovuto innegabilmente alla versatilità e alla dedizione dell’attore scozzese, che ha saputo crearsi una carriera rigogliosa, varia e… avventurosa.

Fresco della formazione teatrale costruita tra Perth e Londra, Ewan McGregor segna la sua prima esperienza giovanile nel 1993 con la mini-serie Lipstick on Your Collar. Da qui svilupperà una carriera vivace che lo porterà in pochissimi anni a conquistare il successo internazionale che ancora mantiene. Dalle collaborazioni autoriali di ampia portata con i vari Baz Luhrmann e Tim Burton alle grandi saghe blockbuster. Dal cinema indipendente alla Quality TV. Tutto ci parla di una grande passione, un grande impegno e anche una felicità che traspare dal modo di recitare, ma indubbiamente anche dal modo di essere di McGregor.

Le sue circa 80 interpretazioni ancora non hanno trovato un giusto riconoscimento nei “premi che valgono”, possiamo infatti contare solo un Golden Globe per Fargo. Ma il suo sforzo costante ha fatto meritare a Ewan McGregor un posto d’onore nella cinematografia mondiale.

È per questo che abbiamo deciso di farvi scoprire questo strabiliante attore attraverso 5 curiosità. 5 fatti bizzarri e imprevisti che ci danno la misura di un artista (e una persona) davvero pieno di risorse, vitalità e umanità.

 

1) I diari della motocicletta

Ewan McGregor

L’intraprendente Ewan McGregor a quanto pare non è solo bravo chiuso nei set cinematografici. Una delle sue grandissime passioni fin da quando era piccolo è, infatti, la motocicletta. L’avventura è di casa nella famiglia McGregor – il fratello Colin è pilota di Tornado della Royal Air Force – e l’attore scozzese non ne è certo voluto venir meno.

La sua passione è talmente fervida che nel 2004, insieme all’amico Charlie Boorman, intraprese un giro del mondo in moto. Partendo da Londra e, attraversando Europa, Asia e Nord America, ha concluso il suo viaggio da moderno Phileas Fogg nella Grande Mela. L’impresa è stata così epica da essere trasformata in un libro e successivamente anche in un documentario dal titolo Long Way Round (trailer).

L’avventura fine a se stessa però non è l’unico scopo per cui McGregor usa la sua motocicletta, che è stata impegnata anche per beneficienza. Nel 2012, infatti, ha consegnato vaccini ai bambini in aree remote dell’India, del Nepal e della Repubblica del Congo. Anche questo viaggio umanitario è stato trasformato in un documentario della BBC in due parti, Ewan McGregor: Cold Chain Mission.

 

2) Come diventare un tossicodipendente

Ewan McGregor_Trainspotting

Il film che ha lanciato Ewan McGregor nell’olimpo delle star del cinema internazionale è senza ombra di dubbio Trainspotting. E, siccome abbiamo capito che quando McGregor fa una cosa la fa fatte bene, l’impegno che ha messo nel preparare il ruolo di Renton è davvero rimarchevole.

Con lo stesso impegno con cui vorrà padroneggiare la difficile arte della “pesca con la mosca” per Il pescatore dei sogni, McGregor ha voluto immedesimarsi il più possibile in un tossicodipendente. Non solo si mise a leggere libri su libri su crack ed eroina, ma decise di entrare a contatto anche con una comunità di recupero. Il Calton Athletic Recovery Group di Glasgow divenne, per un breve periodo, la sua seconda casa, tanto che questi venne anche omaggiato nel film attraverso una foto appesa al muro, dove si possono vedere i partecipanti vestiti da giocatori di calcio.

Per la preparazione del ruolo di Mark Renton inoltre McGregor dovette perdere quasi 13 chili e rasarsi completamente i capelli. Pensate che raggiunse la forma fisica con una sorta di dieta mediterranea deviata”, solo a base di vino e carne grigliata. Per calarsi nella parte definitivamente, l’attore ha anche pensato effettivamente di farsi di eroina, desistendo poi sul finale. Probabilmente… bastava già quello che aveva fatto, no?!

 

3) “Sua altezza… Ewan McGregor”

Ewan McGregor

La lista dei premi e delle nomination che Ewan McGregor ha ricevuto in quasi tremnt’anni di carriera è davvero infinita. E come se non bastassero i risultati ottenuti in campo artistico, l’attore ha meritato anche altre onorificenze in quello umanitario.

La sua missione in motocicletta per consegnare vaccini di cui abbiamo già parlato sopra era, ad esempio, parte del suo ruolo come ambasciatore UNICEF UK, che McGregor riveste dal 2004. Nel 2013 l’attore è stato pure nominato Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE) sempre per i suoi meriti sia artistici che benefici carità. Onorificenza che anche il BAFTA (British Academy of Film and Television Arts) gli ha attribuito nel 2016 con il Britannia Humanitarian Award.

E se in Gran Bretagna, per ovvi motivi, è stato uno degli attori più amati: nella classifica delle migliori star del cinema di tutti i tempi di Channel 4 si è guadagnato un altissimo 9° posto. Non si può dire che il suo successo si fermi in patria. Nel 2010, ha ricevuto pure dal governo francese l’onorificenza di Chevalier dans l’Ordre des Arts et Lettres.

In fin dei conti… a cosa serve un Oscar, se sei già Cavaliere in due stati diversi?

 

4) Duelli intergalattici

Ewan McGregor - Star Wars

Non c’è ombra di dubbio che il ruolo di Obi-Wan Kenobi in Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma sia stato uno dei primi ruoli principali di Ewan McGregor in un blockbuster. Fino all’arrivo di Star Wars, infatti l’attore era in realtà contrario a comparire nei film più importanti, optando invece per progetti indipendenti e di basso budget.

Non serve nemmeno ricordare che McGregor prese con serietà anche questo ruolo. E devoto come un piccolo Padawan, si mise a studiare per filo e per segno la gestualità, l’accento e il ritmo della voce di Alec Guinnes, attore che interpretò il personaggio nella prima trilogia. Il risultato: un’ulteriore ruolo degno di nota.

Sembra inoltre che la Forza davvero scorresse forte dentro di lui durante le riprese, in particolare nei duelli con la spada laser. Nonostante George Lucas gli ricordasse continuamente che tutti gli effetti sarebbero stati aggiunti in post-produzione, McGregor continuava imperterrito a ricreare i suoni della spada laser mentre combatteva. Duello che ricreò, tra le altre cose, con l’amico e cantante Noel Gallagher non appena seppe che gli avrebbero affidato il ruolo.

Ma d’altronde… non l’avreste fatto anche voi?!

Rivedremo Ewan McGregor nei panni di Obi-Wan Kenobi nella nuova serie di Disney+ dedicata all’amatissimo guerriero Jedi.

 

5) Gli mancava solo diventare regista

American Pastoral

Per completare il percorso di una carriera, attoriale e non, così variegata, a Ewan McGregor mancava solamente di diventare regista. Il suo debutto dietro la macchina da presa è uno di quelli più travagliati e più incerti che mai; ma per uno a cui piacciono sfide e avventure non sono questi ostacoli a fermarlo.

Bisogna ammettere che il risultato non è stato uno dei migliori, ma in parte è colpa anche delle premesse da cui partiva la pellicola. McGregor ha assunto infatti il controllo di un film che che era stato precedentemente affidato a Phillip Noyce. Il film in questione, uscito nel 2016, è American Pastoral, adattamento dell’ambiziosissimo romanzo con cui Philip Roth ottenne il premio Pulizer nel 1998.

Nonostante l’oggettiva bravura dei protagonisti coinvolti, tra cui McGregor stesso, il film fu sfortunatamente un insuccesso sia di critica che di pubblico. American Pastoral fallisce, infatti, nel restituire la complessità e la potenza socio-culturale, quasi mitica, che il romanzo di Roth invece comunicava. Un errore forse più legato alla sceneggiatura che alla regia. Niente che il nostro Ewan McGregor non possa rimediare con il suo prossimo impegno cinematografico!

 

Per news e altri approfondimenti dal mondo del cinema e delle serie tv, continuate a seguirci su CiakClub.it!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here