È davvero possibile fare una classifica dei film di Spider-Man?

Un'analisi di pregi e difetti dei film di Spider-Man, cercando di evidenziare come sia impossibile stilare una classifica dei film sull'Uomo Ragno.

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Spider-Man

Sky ha recentemente aperto un nuovo canale dedicato unicamente a uno dei super-eroi più amati di sempre, Spider-Man.
L’uomo ragno, personaggio quasi unico nel mondo dei supereroi per il suo modo di porsi, per la sua storia, per il numero elevatissimo di riproposizioni che ha avuto fra fumetti, serie e film.
E come non parlare della sua tanto prima ingiustificata assenza nell’universo Marvel degli Avengers, desiderata da molte persone salvo poi essere rinnegata da molte altre non avendo trovato nei film che vedono Tom Holland interpretare Spider-Man una degna risposta alle loro aspettative.
Come non accennare, inoltre, ai numerosi fan degli altrettanto numerosi fumetti che si sono trovati insoddisfatti dalla quasi totalità dei film di Spider-Man per la loro scarsa aderenza dei personaggi al comic di riferimento.

L’intenzione iniziale di quest’articolo era quella di stilare una classifica di tutti i film di Spider-Man, dal peggiore al migliore, seguendo un format già presente sul nostro sito e su numerosi altri, ma, tuttavia, dinnanzi all’Uomo Ragno è stato davvero difficile mettere insieme le varie opinioni dei redattori.
Se infatti i pareri circa il miglior film di Spider-Man convergevano tutti sul film che quasi chiunque stia leggendo l’articolo si aspetterebbe di vedere in cima alla classifica, molto più difficile è stato stabilire le posizioni degli altri film.

In quest’articolo andremo quindi ad analizzare brevemente tutti i film di Spider-Man prodotti dalla Sony e a enucleare i loro pregi e i loro difetti, cercando di capire su quali parametri (se ci sono) si dovrebbe fondare un confronto fra i film di Spider-Man.

LA TRILOGIA DI SAM RAIMI

La trilogia di Sam Raimi dà inizio alla fortunata stagione dei primi anni 2000 di Spider-Man. Alla regia, dopo vari contatti con altri registi fra i quali figura anche James Cameron, viene chiamato Sam Raimi, celebre per la sua trilogia de La Casa e regista di alcuni film che negli anni ’90 hanno avuto ottimi incassi al botteghini.
Rispetto a James Cameron Raimi era, probabilmente, un ripiego più economico, ma la trilogia di Raimi è probabilmente il primo esempio perfetto di Cinecomic come lo si intende nel XXI secolo. Andiamo ad analizzare ogni film della trilogia:

  • Spider-Man

Spider-Man

Spider-Man 1 è il film che apre la nuova era del supereroe probabilmente più difficile da caratterizzare di tutto il panorama degli eroi Marvel.
Peter Parker è infatti un personaggio propriamente drammatico, lacerato da un conflitto interiore logorante, dovuto al non essere riuscito a salvare suo zio Ben pur avendone avuta la possibilità di farlo.
L’ambientazione di questo Spider-Man è sicuramente la più cupa della trilogia e Raimi introduce diverse novità che rendono il prodotto accessibile anche e soprattutto ad un pubblico maturo.
Partendo dall’idea dell’assenza del lancia-ragnatele fino ad arrivare al non dare il costume a Goblin il film è in grado di mostrare una certa propensione verso il body-horror nelle tematiche trattate e ciò gli permette di aprirsi ad un pubblico sicuramente più ampio.

Il film si regge però, principalmente, sulle prove magistrali di Tobey Maguire e Willem Dafoe e alcuni sono i difetti, probabilmente dovuti ad esigenze di produzione, che si possono riscontrare nel film.
Una trama che si sviluppa troppo frettolosamente nella seconda parte del film forse per necessità di finire le riprese, travagliate da continui incidenti e continue carenze di budget sembra non essere all’altezza dell’idea iniziale e le scene d’azione sono lontane dall’epicità raggiunta negli altri film, mostrando il peso dell’essere una “prima volta” per un genere non ancora ben codificato.

Tuttavia il primo film di Spider-Man introduce già temi che si svilupperanno nel corso dell’intera trilogia come la presa di coscienza del proprio ruolo sia da parte dell’eroe, Peter Parker, sia da parte del villain, Norman Osborn. Colpisce infatti come entrambi i personaggi non siano semplici maschere, ma personaggi con una profondità psicologica e caratteriale propria dei film cosiddetti drammatici e non dei film su supereroi dove il bianco è il bianco e il nero è il nero.

  • Spider-Man 2

Spider-Man

Spider-Man 2 è da molti ritenuto il miglior film di Spider-Man. Anche la redazione si è trovata d’accordo sul definirlo tale in quanto il film presenta tutti gli elementi necessari ed indispensabili per un Cinecomic:

Combattimenti epici
Caratterizzazione del protagonista e del villain
CGI utilizzata con moderazione ed accuratezza
-Sviluppo logico degli eventi del primo film
-Una bella dose di basi per i meme (quest’ultima, sicuramente, la più importante)

Spider-Man 2, riprendendo i temi del primo film, li rielabora e li fa germogliare in un contesto sicuramente meno drammatico del primo film, rispetto al quale Peter Parker ha trovato un certo equilibrio interiore, ma è ancora tormentato dall’amore per Mary Jane, per la serie di insuccessi lavorativi e per il rapporto con l’amico Harry Osborn, di cui ha portato alla morte il padre.

Il processo di elaborazione del villain non come male assoluto, ma come antagonista che assume il ruolo di deuteragonista nello svolgimento della vicenda viene portato al massimo delle proprie potenzialità. Il dottor Octopus è infatti la rappresentazione, ancora più accurata di Green Goblin, dell’uomo che compie il male perchè vittima di una tragedia personale. Il dottor Octopus è l’uomo che, volendo fare il bene, è vittima del male.

Viene inoltre portato avanti il tema del body-horror già abbozzato, seppur non nei termini propri del genere, nel primo film. Il dottor Octopus ha dei tentacoli che lo controllano e che lo spingono al male, è l’uomo vittima della “macchina”. Il dottor Octopus, interpretato dal magistrale Alfred Molina, è l’esasperazione dell’uomo contemporaneo che, pur pensando di controllare la macchina, si fa controllare da essa.

A questi elementi di trama e di caratterizzazione dei personaggi, insuperati probabilmente in qualsiasi altro cinecomic, si va ad innestare un comparto tecnico nettamente superiore a quello del primo film. I combattimenti non sono “parte dovuta” del film, ma parte integrante, motivo di valore. Epica è la scena in cui Spider-Man si deve trovare a fermare il treno, probabilmente fra le più belle scene del cinema del XXI secolo nonchè un saggio di come si debba utilizzare la CGI nei cinecomics, così come epici e ricchi di tensione emotiva sono il combattimento finale con il Dottor Octopus e la scena in cui Harry Osborn scopre la vera identità di Spider-Man.

Alla luce di tutte queste cose Spider-Man 2 può essere a buon diritto ritenuto il miglior film di Spider-Man che sia mai stato realizzato, ma non per questo può essere utilizzato come parametro per giudicare gli altri film sull’Uomo Ragno.

  • Spider-Man 3

Spider-Man

Dopo il secondo capitolo la produzione di Spider-Man 3 fu alquanto travagliata e ciò si ripercosse inevitabilmente sul terzo capitolo.
Spider-Man 3 è sicuramente il film più debole della trilogia di Raimi per il suo essere “anarchico” e confusionario. Troppa è la carne al fuoco.
Tuttavia se molte sono le tematiche che vengono mal sviluppate non si può negare in esse una qualità di partenza invidiabile. Il personaggio dell’Uomo Sabbia, per esempio, cerca di essere costruito sulla scia dei villain dei due film precedenti, ma lo spazio che gli viene dedicato è minimo. Stesso discorso è da farsi con Venom, personaggio tragico che non riesce ad emergere nella narrazione e con New Goblin, che viene gestito malissimo.

Peter Parker ha trovato il suo equilibrio interiore e perde tutto il suo fascino e la sua nuova personalità dovuta al simbiote nel suo costume appare più una parodia del personaggio precedente che una sua evoluzione in negativo.
Si può dire che il simbiote non soffochi soltanto il supereroe Spider-Man, ma anche l’intero film, che non riesce ad avere una direzione univoca e si perde in sè stesso.

C’è però da dire che se il film fosse durato anche solo mezz’ora in più probabilmente adesso staremmo parlando di un altra cosa perchè gli spunti, come già detto, c’erano e l’ottimo lavoro con la CGI che ha contraddistinto Spider-Man 2 viene qui riproposto.
Certo sarebbe stato un film ancora più distante dal fumetto originale di quello che era già, ma ciò non toglie che avrebbe potuto comunque essere un buon film.

I THE AMAZING SPIDER-MAN DI MARC WEBB

Spider-Man

Dopo pochi anni dal terzo capitolo che andava a chiudere la trilogia di Raimi venne annunciato il reboot di Spider-Man.
Già in partenza si capiva che l’idea non era delle migliori. L’immaginario di Spider-Man si era infatti appena codificato ed era davvero troppo presto per riproporlo. Un ragazzo nato fra gli anni ’90 e i primissimi anni 2000 aveva ancora troppo fissa nella mente l’idea dello Spider-Man di Raimi o, tutt’al più, dello Spider-Man delle serie a fumetti o televisive che venivano pubblicate regolarmente.

I The Amazing Spider-Man sono quindi stati da molti giudicati come delle mere operazioni di marketing (ciò è difficilmente negabile) e sono considerati dei film da evitare per vari motivi, ma ciò non vuol dire che essi siano film da scartare.
Vista la continuità e somiglianza fra i 2 film sia nei pregi sia nei difetti andiamo ad analizzarli insieme e non separatamente.

Marc Webb, tocca dirlo, non è Sam Raimi. E’ un regista giovane che ha all’attivo soltanto una commedia e che non ha ancora una padronanza del linguaggio cinematografico anche solo paragonabile a quella di Sam Raimi.
Ciò si ripercuote nei due film, mostrando degli evidenti limiti sia tecnici, sia di sceneggiatura.
I villain sono privi di spessore, resi malissimo ed interpretati peggio, la computer grafica sembra quella di un videogioco della Playstation 3 e, come risultato, vengono fuori film molto deboli caratterizzati soltanto da una serie di interessanti intenzioni non sviluppate adeguatamente.

I toni da commedia romantica, genere di riferimento di Webb, stonano se si hanno in mente i drammatici film di Raimi, ma vanno invece a braccetto con l’universo di Ultimate Spider-Man . Molte sono infatti le affinità che hanno i due The Amazing Spider-Man con la serie di fumetti iniziata nel 2000 e che, verosimilmente, non poteva essere ossatura dei film di Raimi che risalgono più o meno a quegli stessi anni.
La caratterizzazione del personaggio di Peter Parker attuata da Webb può, inoltre, essere giudicata negativamente solo se si pone come paragone quella di Raimi. Discorso simile si può fare anche con la prova di Andrew Garfield rapportata a quella di Tobey Maguire.
Sono interpretazioni diverse, ma da quando diverso significa per forza peggiore?
Il Peter Parker interpretato da Andrew Garfield è più vicino alla sua controparte nei fumetti rispetto a quanto lo sia il Peter Parker di Tobey Maguire.

L’errore che si fa quando si criticano i due The Amazing Spider-Man è infatti quello di rapportarli troppo con i film di cui sono reboot, dimenticandosi che reboot significa “riproposizione”, “riavvio” e non “rifacimento”.
Proprio per questo i due The Amazing Spider-Man sono criticabili per il comparto tecnico sicuramente non all’altezza e per dei difetti di scrittura lampanti, ma non si può dire che essi siano i peggiori film di Spider-Man (cosa che probabilmente sono) solo perchè sono peggio della trilogia di Raimi. Il termine di paragone non può reggere. E’ come paragonare Her con Videodrome soltanto perchè entrambi sono film di fantascienza.

IL MONDO DEGLI AVANGERS – IL MONDO DI SPIDER-MAN

Spider-Man

Spider-Man entra nell’universo degli Avengers a seguito di un accordo fra Sony e Marvel. Molti fan dell’Uomo Ragno non vedevano l’ora di vedere il loro supereroe alle prese con gli Tony Stark e l’allegra compagnia per salvare il mondo e non più solo New York.
Jon Watts, dietro direttive dei piani alti, è chiamato a compiere un’impresa sicuramente non facile.
Si può dire che l’impresa di Jon Watts sia riuscita? C’è chi afferma di sì, c’è chi afferma di no. Entrambe le affermazioni possono essere condivisibili.

Chi afferma che l’inserimento di Spider-Man nell’universo degli Avengers sia riuscito è un fan degli Avengers e dell’Uomo Ragno che è disposto ad accettare che il suo supereroe venga modificato per far sì che entri a pieno organico nella narrazione del ciclo già iniziato da una decina d’anni.
Ai film di Jon Watts non si può dire nulla. L’unica obiezione che si può fare e che sono i “soliti” film Marvel, ma, per il resto, sono film che vanno a colpire un target ben chiaro, tecnicamente fantastici (come tutti i film del Marvel Cinematic Universe) e caratterizzati da una scrittura e da una gestione dei personaggi intelligente e, anche quando scontata, comunque interessante nello sviluppo.

I detrattori dei film di Spider-Man dell’MCU dicono, semplicemente, che non sono film di Spider-Man.
E non si può dar loro torto dal momento che anche Spider-Man: Homecoming e Spider-Man: Far from Home sono dei reboot, dei nuovi inizi della saga di Spider-Man e quindi devono essere, per forza di cose, diversi dagli altri.
Le critica che si può fare è che non sembrano neanche minimamente degli Spider-Man dato che del fumetto mantengono soltanto il nome di Peter Parker e pochissime altre cose.
Possiamo quindi dire che, secondo i nostri gusti, Tom Holland che sembra più simile a Marty McFly di Ritorno al Futuro che a Tobey Maguire di Spider-Man 2 è peggio, ma è importante sempre precisare che si sta facendo il confronto con un film che ha obiettivi e target totalmente diversi dai film di Raimi.

I villain dei film di Jon Watts sono interpretati bene da ottimi attori come Michael Keaton e Jake Gyllenhaal e presentano delle caratterizzazioni certo non pari a quelle dei villain di Raimi, ma perfettamente in linea con lo stile e con i canoni della Marvel.
Cosa potevamo aspettarci di diverso? Non ci potevamo certo immaginare un nuovo Doctor Octopus in un universo cinematografico che conosce soltanto determinati tipi di nemici.

I film dell’MCU di Spider-Man vanno quindi presi per quello che sono: prodotti confezionati per un preciso target volti ad inserire un personaggio nuovo in un universo già ben strutturato come quello degli Avengers.
Ogni altro confronto appare superfluo e inutile; sarebbe come paragonare Joker di Todd Phillips con Avengers: Endgame.
Si potrebbero invece confrontare con gli altri film del Marvel Cinematic Universe e trarre le proprie considerazioni, superfluo è cercare di capire se siano meglio o peggio degli altri film di Spider-Man.

SPIDER-MAN: UN NUOVO UNIVERSO

Spider-Man

Stabilire una classifica dei migliori film sull’Uomo Ragno diventa ancora più complesso se si deve tenere in considerazione anche questo capolavoro dell’animazione.
E’ chiaro che un film d’animazione su un supereroe non può ricevere gli stessi parametri di giudizio di un film live-action.
In un film d’animazione la libertà creativa nelle scenografie, nei combattimenti, nel montaggio, negli effetti speciali è sicuramente molto più ampia rispetto ad un film live-action.

Visivamente parlando Spider-Man: Un nuovo universo è quanto di più psichedelico e frenetico possa essere offerto sul grande schermo ad un pubblico mainstream.
La scommessa della Sony e della Marvel è stata vinta ed è venuto fuori uno dei prodotti più riusciti della storia dell’animazione nonchè l’unico film di Spider-Man che ha ricevuto consenso unanime da pubblico e critica (anche Spider-Man 2 venne criticato da molti quando uscì).
Spider-Man: Un nuovo universo non è soltanto fedele al fumetto da cui è tratto (Ragnoverso), ma è anche primo tassello di un franchise e di un modo di fare cinecomics che può e che sarà sicuramente esplorato dalle case di produzione negli anni a seguire.

E’ quindi chiaro che in una classifica un film come quello di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman dovrebbe, di diritto, stare al primo posto. Appare tuttavia scorretto premiare un film del genere a discapito di film in live-action che hanno molte più limitazioni e target diversi e l’unica cosa che si può fare è augurarsi che i futuri film d’animazione a tema supereroi abbiano come punto di riferimento Spider-Man: Un nuovo universo.

CONCLUSIONE

In conclusione, possiamo dire che i film di Spider-Man hanno tutti la colpa di essere arrivati dopo i film di Raimi e che è quindi inevitabile che essi vengano confrontati con questi.
Inoltre, tutte e 4 le “serie” di film di Spider-Man sono pensate per target diversi. I film di Raimi puntano ad un target che va a comprendere anche gli adulti vista la maturità e la profondità dei temi trattati e risulta quindi normale che degli adulti possano ritenere un film come Spider-Man 2 il miglior film sull’Uomo Ragno, ma dei bambini di 7 anni la penserebbero ugualmente?

E’ un peccato essere un film unicamente per bambini? Assolutamente no. Gli Amazing Spider-Man sono dei film sicuramente trascurabili, ma è giusto ritenerli peggiori di film che con il mondo Spider-Man non hanno praticamente nulla a che fare come i film dell’MCU?
E i film di Jon Watts meritano di essere disdegnati soltanto perchè non sono uguali agli altri Spider-Man?

Da queste conclusioni l’unico film che può uscire “vincitore” in ogni discussione è proprio Spider-Man: Un nuovo universo. Il target del film è chiaramente un pubblico di bambini, ma la ricercatezza stilistica del film fa sì che esso diventi oggetto di interesse anche per un pubblico più maturo, magari interessato solamente alla tecnica realizzativa e allo stile piuttosto che alla trama. Ma, anche in questo caso, staremmo confrontando un film in cui l’animazione fa la differenza con dei film in cui, per forza di cose, la creatività dei registi è limitata.

Allora forse è meglio godersi in santa pace i film dell’Uomo Ragno, senza dover far per forza fare un confronto e riportare ogni film al proprio contesto prima di trarre delle conclusioni.

Questo ed altri approfondimenti su CiakClub.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai “mattoni” filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

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