Qual è il miglior film di Stanley Kubrick? La doppia risposta

Due analisi soggettive scritte da due menti diverse per affrontare la difficile scelta di quale sia il miglior film del grande Stanley Kubrick.

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Da sempre i film creati da Kubrick entrano nella psicologia di una questione fondamentale: che cos’è il cinema? Kubrick disegna esplicitamente un mondo che è insieme totalmente creato e assolutamente ricreato.

Si definisce creato, perché è inventato dal gesto compositivo dell’autore con i suoi collaboratori, e si mostra come un mondo nuovo a cui la nostra conoscenza attinge. Ma allo stesso tempo è ricreato, perché è chiaramente basato su modelli preesistenti e fortemente suggestivi.

Quest’ultimo aspetto possiamo notarlo nella peculiare scelta dei generi cinematografici che decide di rappresentare, in Barry Lyndon crea un sistema di segni dinamici ma che riprendono grandi pittori settecenteschi come Hogarth o Constable.

Il genio di Stanley Kubrick

Prima di arrivare tra i grandi pilastri della storia del cinema, Stanley Kubrick ha dovuto praticare molta gavetta, il primo riconoscimento arriva nell’ottobre del 1948, quando Mildred Stagg giornalista della rivista “The Camera” traccia il primissimo profilo del regista definendolo come il più giovane fotografo assunto dalla rivista “Look“.

In questa primissima intervista Kubrick afferma: “Credo che catturare un’azione spontanea, piuttosto che studiare attentamente una posa, rappresenti sul piano estetico l’uso più valido ed espressivo della fotografia”. Sono queste le parole del 19enne che lavorava per la rivista da quando ne aveva 17.

Fotografia di Stanley Kubrick
Fotografia di Stanley Kubrick

Ma la sua carriera di fotografo avrà vita breve, infatti nel 1951 abbandona la rivista Look perché il suo primissimo documentario Day of the Fight viene acquistato dalla RKO Pathé e il ricavato gli permette di iniziare un secondo cortometraggio, Flying Padre.

Dopo questi tentativi in ambito cinematografico, Kubrick è finalmente pronto per iniziare il suo primo lungometraggio che uscirà nel 1953 con il titolo: Paura e desiderio.

Purtroppo questo film e anche il suo secondo, il bacio dell’assassino, non riscuotono abbastanza successo come invece accade per Lolita (1962) e Il Dottor Stranamore- Ovvero comme ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1964) due dei film che danno vita allo stile definito Kubrickiano.

Saranno altre le opere a consacrarlo, come 2001 Odissea nello spazio, Arancia Meccanica, Barry Lyndon, Shining, Full Metal Jacket e la sua ultima fatica, uscita nelle sale dopo la sua morte: Eyes Wide Shut.

Qual è il miglior film di Stanley Kubrick?

Come sempre, davanti a un opera d’arte prodotta dal genio creativo di un’artista, non la si può guardare con occhio oggettivo. Vero è che ci sono parametri e teorie che rendono il giudizio obiettivo, distaccato. Ma non sarà mai uno sguardo neutrale.

Per questo, non diamo una risposta univoca alla domanda posta in questo articolo, ma ne diamo due, scritte e pensate da due menti diverse. Il primo commento è quello di Giulia (che ha anche scritto l’introduzione) e il secondo commento è mio (Marta).

Sono risposte soggettive, in cui la componente personale è sostanziale, perché non vogliamo avere l’arroganza di diffondere una “verità assoluta”. Anzi, vorremmo che, una volta letto quest’articolo, pensaste alla vostra risposta personale e magari la condivideste, accettando l’opinione altrui e senza peccare di presunzione.

Ma bando alle chiacchiere, ecco i nostri commenti.

Kubrick

Arancia Meccanica (Giulia)

Uno degli elementi che più mi ha colpito durane la visione di questo autentico capolavoro è l’importanza dello sguardo mai pienamente innocente.

Kubrick riesce a creare un gioco di sguardi continuo tra lo spettatore che si ritrova davanti ad una violenza psicologica e totalmente degenerata, il protagonista del film che si rivolge direttamente alla camera e la macchina da presa che è l’occhio stesso del regista e si impone quasi come se fosse un personaggio della storia.

Kubrick

Difficilmente si può analizzare ogni scelta compiuta dal regista ma senza alcun dubbio è chiaro l’impatto visivo e lo scandalo che ha creato questa pellicola nel modo in cui affronta temi come la violenza o il disturbo sessuale.

Kubrick del resto è un artista a tuttotondo, non lascia niente in pasto alla pura casualità, dall’arredamento di design in stile anni ’70, alla scelta dei costumi dei Drughi bianchi e puri all’apparenza ma depravati, rovinati come il bianco che simboleggia la malattia e i cadaveri, la musica che spazia tra Beethoven e Rossini e ovviamente le inquadrature girate anche con una macchina a mano e con l’uso ricorrente di un obiettivo grandangolare per esasperare le prospettive.

Kubrick

Infine non si può ignorare la forte componente umana, un’incessabile domanda sul bene e il male, la banda di Drughi di cui Alex è il capo (e protagonista) che compie azioni violente, perverse come se fossero insite nella loro natura che verranno punite con ulteriore violenza da parte delle autorità, le quali priveranno Alex del libero arbitrio costringendolo a ripudiare il male inconsciamente.

Fino alla vendetta di chi era stato picchiato e ridicolizzato, la scelta del suicidio di fronte alle sporche azioni compiute in passato, l’abbandono della famiglia e degli amici che sono alla base delle relazioni essenziali umane, il ricatto per ottenere una vita “normale” per concludersi con il sogno l’unica vera immaginazione che ci rende liberi di credere a tutto quello che vogliamo.

 

La scelta di Kubrick di rappresentare così questa vicenda, si può ricollegare facilmente, a mio parere, alla teoria di Nietzsche dell’eterno ritorno dell’uguale dove l’universo rinasce e deperisce in base a cicli temporali fissi e necessari ripetendo un determinato corso e rimanendo sempre sé stesso, proprio per questo anche quando Alex sembra redimersi e ritrovare la pace interiore in realtà continuerà la sua vita come prima.Kubrick

 

 

2001: Odissea nello spazio (Marta)

“Qual’è il miglior film di Stanley Kubrick?” è una di quelle domande che, appena mi pongo (o mi viene posta), mi fa sfrecciare davanti agli occhi fotogrammi. Un po’ come Google, quando cerchi il regista, clicchi su film e guardando le copertine riconosci immediatamente le pellicole.

Dopo aver fatto mente locale, mi rendo conto che non ho ancora trovato il suddetto migliore, ma ho semplicemente fatto una top 5. È un momento delicato quello in cui ti trovi a dover scegliere tra Arancia Meccanica, 2001: Odissea nello spazio, Il Dottor Stranamore, Full Metal Jacket Shining. 

Dopo svariati dissidi interiori però, 2001: Odissea nello spazio ha avuto la meglio.

Kubrick

Perché?

Non nascondo che il motivo per cui questo film svetta come vincitore, è probabilmente dovuto anche al fatto che è stato il mio primo film di Kubrick. Guardare 2001: Odissea nello spazio è stata una vera e propria esperienza, come se, nella linea immaginaria della mia vita ci fosse un pre-Odissea nello spazio e un post.

Non voglio esagerare, ma la visione ha sfiorato un po’ il mistico. Saranno state le due ore e i quarantaquattro minuti passati incantata davanti allo schermo, oppure i giochi di luce nella sequenza Star GateO ancora la solennità ineguagliabile con cui Also sprach Zarathustra di Strauss risuona mentre corpi celesti si muovono, stagliati contro l’infinito cielo nero.

Per me, in 2001: Odissea nello spazio, il genio e la follia di Kubrick raggiungono il valore massimo di qualsiasi altro film da lui diretto. E l’unione di questi due elementi è proprio ciò che rende i suoi film unici. Sa trattare tematiche profonde come il lato oscuro dell’intelligenza artificiale, la guerra nucleare o la guerra in Vietnam in modo folle e innovativo.

Kubrick

In questo caso, la follia si è propagata attraverso il simbolismo, che ha lasciato attorno a 2001: Odissea nello spazio una sorta di aura di indicibilità e incomprensione totale. Ci sono teorie a bizzeffe sui monoliti, sul feto spaziale (chiamato anche Star Child o Bambino delle stelle) o sulla misteriosa stanza bianca.

Ciò che amo anche di questo film, è che non ha bisogno di dialoghi incalzanti per far si che lo spettatore dedichi completamente l’attenzione alle perfette inquadrature. Il dialogo è ridotto al minimo e si viene trascinati dalla forza e dalla bellezza dell’immagine. Kubrick stesso voleva che fosse un’esperienza visiva, non verbale che colpisce lo spettatore a livello inconscio, proprio come la musica o la pittura fanno.”.

Che dire, ci riesce perfettamente, e per questo non posso far altro che designarlo come il miglior film di Stanley Kubrick, per me.

Vi lascio con una citazione del regista, che sintetizza tutta l’essenza di 2001: Odissea nello spazio.

«Ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico e allegorico del film. Io ho cercato di rappresentare un’esperienza visiva, che aggiri la comprensione, per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell’inconscio.»

Kubrick

Quali sono i vostri film preferiti di Stanley Kubrick?

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