Coronavirus e cinema: in Italia restano aperti, ma con rigide misure di sicurezza

Nonostante il rigido decreto emanato dal Governo per contenere i contagi di coronavirus, i cinema restano aperti, ma la sicurezza è alta.

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Giusto ieri, sono state rese pubbliche le misure di sicurezza da prendere in merito al Coronavirus. Vista la rapidità dei contagi di questo ceppo virale, il Governo ha emanato un nuovo decreto che mette l’Italia in quarantena.

Scuole e università continuano a restare chiuse, in alcuni casi anche palestre e luoghi pubblici. E i cinema?

Per questi ultimi, il decreto recita:

“Sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

Un’altra botta per il mondo del cinema e dello spettacolo causata dal temuto coronavirus. Come riporta Il Sole 24 Ore, venerdì 28 febbraio, l’industria cinematografica ha chiesto l’apertura di uno stato di crisi, con l’obiettivo di adottare quanto prima provvedimenti e misure a sostegno del settore.

coronavirus

Già prima del rigido decreto, il settore cinematografico italiano stava registrando perdite economiche significative. Di conseguenza, continua la raffica di rinvii in sala, nella speranza che, una volta superato lo stato di emergenza causato dal virus, si possa tornare alla normale amministrazione.

Il decreto, però, permette ai cinema di adattarsi alle norme di sicurezza relative al coronavirus. Alcuni resteranno aperti, ma consentiranno l’accesso a un numero limitato di spettatori. Per rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro, sarà necessario lasciare almeno qualche poltrona di distanza tra uno spettatore e l’altro.

Il numero di spettatori sarà dimezzato, se non di più, per ragioni matematiche, ma un po’ di incassi continuerà a fluire. Non si sa ancora, però, se possa essere abbastanza. Tenere una sala aperta, infatti, comporta costi elevati e ridurre il pubblico potrebbe non permettere di coprire le spese.

Voi cosa ne pensate di queste misure di sicurezza?

Questa e altre notizie nella sezione news di CiakClub.

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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