John Travolta: una carriera di alti e bassi, salvata da Quentin Tarantino

Pensando a John Travolta, lo immaginiamo mentre danza in Grease o Pulp Fiction, ma la sua carriera è stata molto burrascosa. E Tarantino è il suo salvatore.

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John Travolta

Nel mondo cinematografico, ci sono diversi tipi di carriere, c’è chi parte col botto, per poi cadere nel dimenticatoio, e chi riesce a mantenere un successo costante. John Travolta non appartiene a nessuno dei due casi.

La sua carriera è stata un po’ a montagne russe, un continuo oscillare tra successi e flop estremi. Le sue cadute sono state talmente brutte, che in alcuni casi ci si è chiesti come fosse possibile. La colpa di chi era? Era lui a non essere un bravo attore? O era colpa dei registi? Forse, ha solo fatto delle scelte sbagliate?

Troveremo le risposte alle domande in questo articolo. Ma prima bisogna fare un piccolo excursus sulla sua carriera, perché, per rispondere ai dubbi, bisogna prima capire cos’è successo.

John Travolta
La Febbre del Sabato Sera

Gli inizi

“Io questo mestiere lo faccio per un solo motivo: perché lo amo.” 

 Gli anni ’70 sono stati sconvolgenti per il giovane John Travolta. Ha iniziato il decennio sul palco del teatro cantando le canzoni di Grease, è passato poi brevemente per la sitcom Welcome Back, Kotter ed è comparso nell’horror Carrie.

Per poi finire, verso la fine del decennio, ad interpretare il protagonista in La Febbre del Sabato Sera (1977) Grease (1978). In pochi anni, il successo gli aveva bussato alla porta, e lui lo accolse con piacere.

La sua performance di Tony Manero gli valse la prima nomination agli Academy Awards, ed è passata alla storia anche per la sua giovane età (è uno dei più giovani ad aver ricevuto la candidatura agli Oscar).

“La febbre del sabato sera? Pensavo fosse un filmetto. Mai mi sarei immaginato che sarebbe diventato un fenomeno culturale.” 

John Travolta
Grease

Con l’avvento degli anni ’80, è colato tutto a picco. Come era arrivato velocemente, il successo se n’era anche andato, lasciandogli l’amaro in bocca. Tra i film fiasco del tempo si ricordano Urban Cowboy (1980), Staying Alive (1983) Due come noi (1983).

In realtà non era che John Travolta non fosse più bravo a recitare. Anzi, la sua performance in Blow out (1981) era buona, ma non l’insieme non era abbastanza. (Nel tempo ha subito una rivalsa, ed ora è un cult per i cinefili)

Staying Alive è uno dei flop che l’hanno più scottato. Aveva dedicato anima e corpo per il sequel del film che aveva firmato il suo giovane successo. Sotto la guida di Sylvester Stallone (il regista), aveva passato cinque mesi ad allenarsi.

Con una dedizione spaventosa – sei giorni a settimana e 14 o 16 ore al giorno – Travolta era riuscito a trasformare il suo corpo in quello di un ballerino professionista. Oltre agli elogi per il suo corpo scolpito, però, non ha ricevuto molto altro dalla critica.

John Travolta
Pulp Fiction

Quando Tarantino salvò la carriera di John Travolta

Nel 1989 si rimise in carreggiata con la commedia Senti chi parla! (seguita da ben due sequel). Ma la vera svolta arrivò nel 1994: Quentin Tarantino gli offrì il ruolo di Vincent Vega in Pulp Fiction, che gli valse la seconda candidatura agli Oscar.

Il suo ritorno in auge è stato talmente clamoroso, che l’hanno persino paragonato alla resurrezione di Lazzaro.

“Ricordo che Quentin mi disse: “John, devi essere imprevedibile in scena, se avessi voluto fare una scelta più scontata non avrei chiamato te”. Nel momento in cui mi sono guardato allo specchio con quel taglio di capelli ho subito visto emergere il personaggio. Da lì è iniziato tutto, da lì è nato Vincent Vega.”

John Travolta si impegnò molto nella caratterizzazione del famoso hit-man. Il fatto che Vincent si muova e parli in modo estremamente lento, per esempio, è una sfumatura scelta dall’attore stesso. All’inizio non tutti l’apprezzarono, ma Tarantino si fidò di lui, e poi tutti capirono che la lentezza era legata al fatto che Vega fosse un eroinomane.

John Travolta
Battaglia per la Terra

Pulp Fiction mi ha regalato il lusso di poter scegliere film e registi per i successivi venticinque anni di carriera.” 

Dopo Pulp Fiction si trovò la strada spianata. Venne scritturato per Get Shorty, Phenomenon, Mad City – Assalto alla notiziama anche Face/Off – Due facce di un assassino e La figlia del generale.

Ormai la bravura di John Travolta era assodata. Ma non mancano comunque film imbarazzanti nel suo repertorio post-Tarantino. 

Giusto per citarne uno: Battaglia per la Terra – Una saga dell’anno 3000Un film che è stato prodotto e interpretato da lui e per cui ha anche ricevuto un Razzie Award.

Il New York Times non usa mezzi termini per descrivere l’errore madornale di John:

“È difficile guadagnare rispetto artistico dopo che hai interpretato un alieno con occhi gialli e artigli di gomma per mani. […] In quanto produttore di Battaglia per la terra, Mr. Travolta non ha nessuno da incolpare se non se stesso.”

John Travolta

La colpa è di John Travolta?

È arrivato il momento delle risposte. In realtà, non si tratta di dare la colpa a qualcuno in particolare, perché ci sono molti fattori che rendono un film un successo o meno.

Il fatto che John Travolta sia una bravo attore è un dato di fatto, altrimenti non avrebbe ricevuto le due nomination agli Oscar, i tre Golgen Globe e le altre otto candidature.

Potremmo dire quindi che è stato sfortunato – molto sfortunato in certi casi – e che ha un po’ il vizio di fare scelte lavorative non sempre opportune.

Per esempio, la sua carriera avrebbe avuto sicuramente un altro corso se nel 1980 e nel 1982 non avesse rifiutato di recitare in American Gigolò Ufficiale e gentiluomo. Che altro non sono che i ruoli che hanno fatto ottenere a Richard Gere la fama a livello internazionale.

La sfortuna però è entrata in gioco a livello di tempistica, perché proprio nel periodo di flop degli anni ’80, attori come Tom Cruise, Kevin Costner e Charlie Sheen salivano la scalinata del successo. Di conseguenza, anche volendo, le migliori sceneggiature non erano comunque disponibili e John Travolta dovette accontentarsi di Senti chi parla!.

A tagliare la gambe alla sua carriera, è stato anche il film Perfectdel 1985. La pellicola, diretta da James Bridges, fu talmente disprezzata che l’attore non venne ingaggiato per i quattro anni successivi. 

John Travolta
Blow Out

C’è anche chi, come questo articolo pungente del New York Times, sostiene che la colpa sia un po’ anche sua: “Non è mai migliore del film in cui si trova”. Spiega il giornalista, paragonando le sue performance a quelle di attori come Sean Penn e Johnny Depp che, rispettivamente in Una notte per decidere e nella saga di Pirati dei Caraibi, hanno saputo creare personaggi che trascendono il film stesso.

Indipendentemente dal fatto che la colpa sia sua, dei registi, degli agenti o della critica, c’è da apprezzare il fatto che John Travolta abbia affrontato i bassi della sua carriera con molta filosofia e pacatezza. Anche se un film non è andato come sperato non si è mai accanito sui suoi collaboratori per salvarsi la faccia. Ammette di aver preso dei rischi, e di averne pagato le conseguenze in certi momenti, ma non gli faranno mai rinunciare alla recitazione.

“Ho sempre amato prendermi dei rischi, solo così posso stare bene con me stesso e trovare la giusta motivazione e grinta per metterci tutta l’anima. Il tempo mi ha dato ragione.” 

John Travolta

Questo e altri approfondimenti nella sezione focus di CiakClub.

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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