Il regista di WALL-E è stato ispirato dalla crescita di Amazon e Apple

Il regista Andrew Stanton, creatore di WALL-E racconta la genesi del suo famosissimo lungometraggio.

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Andrew Stanton racconta in un podcast per Hollywood Reporter, come ha avuto l’idea per il film WALL-E .

Il regista ricorda che si ritrovava fuori casa a giorni alterni delle scatole di Amazon e iniziò a chiedersi dove sarebbero andate a finire. Questo è proprio l’incipit iniziale che l’ha portato a raccontare la storia dell’ultimo robot sulla terra nel lungometraggio firmato Pixar: WALL-E .

La storia di come è nata l’idea continua, infatti il regista era con il suo editore ad una partita di baseball quando :- Ho preso in prestito il suo binocolo e poi mi sono perso un intero inning solo guardandoli e iniziando a farli diventare tristi o felici… Questo mi ha aperto tutto. Questo è quello che ho fatto, ho messo il binocolo in cima ad un compattatore dei rifiuti-.

Quell’epifania ha portato all’esordio di WALL-E del 2008, il regista racconta anche di quanto fosse importante la scelta della voce del protagonista:- Continuavo a dire che avevo bisogno come R2-D2 al mio produttore, alla fine lui mi ha detto, che avremmo potuto prendere proprio il ragazzo che l’aveva doppiato che in realtà era il leggendario Ben Burtt, lo stesso che aveva creato il suono delle spade laser di Star Wars e il respiro affannoso di Darth Vader.

Ma l’aspetto che più colpisce è proprio la predizione dal punto di vista ambientale, infatti partendo da quella provocazione della scatole di Amazon il regista si era immaginato un mondo intero dove tutte gli oggetti andavano a morire, ma non finisce qui, infatti la visione degli umani su navi da crociera interstellari su sedie semi moventi ha un’origine molto curiosa.

La fonte d’ispirazione arriva dall’uscita dell’ IPhone avvenuta due anni prima, Stanton è stato uno dei primi a possederlo perché Steve Jobs era il suo capo e l’aspetto che più lo aveva colpito era proprio la dipendenza che creava quel piccolo oggetto e in cosa sarebbe potuto sfociare, nella distrazione umana attraverso questi piccoli schermi.

Lo stesso Steve Jobs era un amante del film, non aveva, forse, colto l’ironia a lui rivolta ma anzi sperava incrociando le dita che quel futuro non si sarebbe rivelato veritiero.

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