Narcos: denuncia o idealizzazione di un mostro?

La seconda stagione di "Narcos: Messico" sta per uscire. La serie Netflix sui narcotrafficanti, da Pablo Escobar al cartello messicano, ha creato dibattiti e controversie.

0
982

Quando si parla di serie come Narcos si apre inevitabilmente un dibattito secolare. Con l’uscita di Narcos: Messico, spin-off incentrato sul Cartello messicano di Guadalajara questo dibattito si è riacceso: molti hanno avvertito la mancanza del personaggio di Pablo Escobar, protagonista assoluto di Narcos. Da qui la domanda: se la serie ha come punto di forza la denuncia di un fenomeno complesso e drammatico come il narcotraffico, questo dovrebbe valere anche nel momento in cui dal Cartello di Medellin ci si sposta al Messico. Dunque il “vuoto” lasciato da Don Pablo non è forse indice del fatto che Narcos ha reso il celebre narcotrafficante un eroe, idealizzando un personaggio che dovrebbe invece denunciare?

E’ una questione che non vale solo per Narcos, ma per tutte quelle serie che hanno come protagonisti personaggi malavitosi. Che si tratti di Breaking Bad, di Gomorra Suburra, le opinioni si dividono sempre tra chi ritiene che queste serie siano utili a far conoscere determinati fenomeni che spesso passano sotto omertoso silenzio, oppure se contribuiscano a rendere questi criminali delle star da emulare. Non pretendo di risolvere la questione, ma semplicemente di analizzarla sotto vari punti di vista, lasciando poi a voi il compito di tirare le somme.

IL FIGLIO DI PABLO ESCOBAR

Narcos

Noi tutti conosciamo la storia di Pablo Escobar da ciò che Narcos ha raccontato, ma come ogni serie tv le vicende reali sono state in parte romanzate e modificate. C’è invece chi queste vicende le ha vissute in prima persona: chi meglio del figlio di Pablo Escobar può darci la sua opinione?

Juan Pablo Escobar ha cambiato identità in cerca di normalità, allontanandosi dall’ingombrante cognome paterno: ora si chiama Sebastián Marroquín, vive in Argentina e lavora come architetto, ma si è anche a lungo battuto per denunciare i crimini di Escobar. Ha pubblicato due libri nei quali racconta la vera storia del padre, eppure ritiene che Narcos non sia una serie efficace. Juan Pablo ha più volte sottolineato le numerose imprecisioni più o meno gravi che la serie Netflix ha commesso nel raccontare la storia di Pablo Escobar.

Ma soprattutto, Juan Pablo ha raccontato di ragazzi che gli scrivono, dopo aver visto la serie, dimostrando ammirazione verso Don Pablo e chiedendo consigli per diventare narcotrafficanti. Per questo si batte nel sottolineare come il personaggio della serie Netflix appaia molto più affascinante di quanto non fosse in realtà, come la storia di suo padre debba essere un monito e non un incoraggiamento per il narcotraffico. Eppure, Juan Pablo possiede anche una linea di abbigliamento che utilizza l’immagine di Escobar, il che potrebbe risultare contraddittorio.

IL CREATORE

Narcos

Dall’altra parte c’è colui che è alla base della serie, la mente dietro Narcos, che può spiegarci quale sia il vero intento con cui la serie ha preso vita. Eric Newman, il produttore esecutivo di Narcos, sostiene che l’intento della serie non sia quello di idealizzare i criminali, ma di spiegare le loro figure, facendo comprendere agli spettatori che anche Pablo Escobar era un essere umano, ed in quanto tale aveva le sue debolezze e fragilità.

Newman inoltre sottolinea un altro aspetto importante per il quale serie come Narcos possono essere utili: quello di far conoscere un problema, quello del traffico di droga, di cui spesso si sa poco e che è sempre stato trattato anche dalle autorità nel modo sbagliato. Narcos non mostra solo le azioni dei membri del cartello, ma evidenzia anche come gli Stati Uniti abbiano cercato di arginare il problema senza riuscirci e quanto la corruzione all’interno delle forze dell’ordine sia un fattore importante e problematico.

Sicuramente una serie tv non è un libro di storia, ma permette un primo approccio più leggero e d’intrattenimento a tematiche pesanti di cui spesso non ci si interessa. Narcos ha fatto scoprire a livello internazionale la complessità del problema dei cartelli della droga in Colombia, Messico e non solo, così come Gomorra ha permesso di conoscere (anche al di fuori dell’Italia) il problema della malavita italiana.

IL NARCOTURISMO

Narcos

Un fenomeno controverso che non possiamo non considerare è quello del “Narcoturismo”: così viene chiamato in generale il viaggiare al fine di acquistare e consumare sostanze stupefacenti, cosa che accade per esempio in Olanda grazie alla legalizzazione della droga leggera. Ma in Colombia vengono organizzati “Narcos Tour” per visitare i luoghi della vita di Pablo Escobar.

Tra questi luoghi c’è il palazzo in cui Escobar fu ucciso dagli agenti di polizia oppure la sua tomba, sulla quale spesso i turisti lasciano fiori in segno di omaggio. Il sindaco di Medellin stesso sta cercando di ostacolare questo fenomeno, facendo chiudere luoghi come il Museo dedicato a Don Pablo, gestito dal fratello, e promuovendo invece monumenti commemorativi delle sue vittime. Ma il Narcoturismo è una fonte economica non indifferente in Colombia e i Tour sono organizzati anche da grandi agenzie come Tripadvisor. Ma soprattutto, la popolarità di questo particolare turismo è notevolmente aumentata dopo l’uscita di Narcos, che ha fatto conoscere.

Sicuramente non era una conseguenza prevista o per lo meno voluta dai creatori di Narcos, tuttavia è una testimonianza di come la serie possa influenzare gli spettatori e in parte finanziare gli stessi narcotrafficanti.

LA STORIA

Narcos

Pablo Escobar è stato un criminale, responsabile di migliaia di morti, una figura pericolosa e negativa. Guardando Narcos però inevitabilmente il suo personaggio esercita un certo fascino. E’ solamente un espediente di Netflix per ottenere maggior successo? In realtà no.

Per delineare al meglio il personaggio di Escobar era inevitabile renderlo un personaggio forte e carismatico. Durante la sua vita, Escobar investì molto sulla cura della propria immagine affinché fosse rispettato e sostenuto. Sicuramente il mezzo più efficace era la violenza, il suo celebre “Plata o plomo” lasciava poca scelta. Ma migliaia di persone videro e vedono ancora in Pablo una figura positiva, stregati dalla sua immagine. Escobar intraprese negli anni ’80 una carriera politica, fino ad essere eletto alla Camera dei Rappresentanti nel 1982. Inoltre investì in un progetto chiamato “Medellín sin Tugurios” volto alla costruzione di oltre 500 abitazioni per famiglie povere: questo progetto contribuì alla sua popolarità, tanto che venne definito da una rivista colombiana “Un Robin Hood”.

Ancora oggi ci sono famiglie colombiane che ricordano Escobar come un benefattore, nonostante siano ormai noti i suoi crimini. Questo testimonia la potenza dell’immagine che Escobar era riuscito a creare di sé stesso, elemento che nella realizzazione di Narcos non poteva essere sicuramente ignorato.

LE TRASPOSIZIONI CINEMATOGRAFICHE

Narcos

Infine, una breve riflessione più generica, che vale per Narcos ma anche per qualsiasi prodotto cinematografico o televisivo. Film e serie tv raccontano storie: possono essere reali, inventate, verosimili, ma sono racconti. La settima arte si basa sull’interazione tra coloro che realizzano il prodotto e lo spettatore: senza quest’ultimo la pellicola non avrebbe motivo di esistere.

I film propongono un’idea, delineano un’immagine ed una storia. E’ lo spettatore che, guardandoli, li fanno propri e decidono cosa prendere, come rendere il film una fonte di ricchezza, cosa comprendere, cosa leggerci. Per questo la visione di una qualsiasi pellicola non può essere passiva: è un momento attivo, di critica e riflessione.

Quando guardiamo Narcos ci viene raccontato di un celebre narcotrafficante che compie dei crimini terribili ma sa anche esercitare un certo fascino. Sta a noi comprendere fino a che punto farci prendere da questo carisma e rendersi conto, invece, di quelle che sono azioni terribili e da condannare. Sta a noi ricercare in Narcos lo stimolo di approfondire la vicenda del Cartello di Medellin, dei cartelli dei narcotrafficanti latinoamericani e non solo, e scoprire fino in fondo la cruda e terribile realtà che nascondono.

Per questo forse il dibattito ha sbagliato obiettivo: il problema non è se Narcos arrivi a idealizzare Pablo Escobar, ma perché alcuni abbiano recepito questo messaggio. Educare al ragionamento critico, a non lasciarsi influenzare passivamente da ciò che si vede, è forse il modo migliore per porre fine a questi dibattiti.

Questo ed altro su CiakClub.it

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here