The Farewell: un ritratto di famiglia che vi fa sorridere tra le lacrime

Lulu Wang mette in scena le differenze tra due culture e questioni etiche riguardanti la morte e la malattia in modo sorprendente in The Farewell.

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The Farewell

“Basato su una vera bugia”non è un caso che The Farewell – una bugia buona, film semi-autobiografico della regista Lulu Wang, inizia con queste parole.

Le bugie, in particolare le bugie bianche, sono il cardine di questo film. Ma lasciano spazio anche ad altri temi, come la differenza tra cultura occidentale ed orientale e l’importanza della famiglia.

La trama di The Farewell si basa su un fatto realmente accaduto nella vita di Lulu Wang, che lei stessa ha raccontato al mondo quattro anni fa, nel programma radiofonico This American Life. What You Don’t Know, è il titolo del racconto breve in questione, che ha permesso la realizzazione di quest’emozionante pellicola. (Per gli anglofoni: merita anche il podcast, se avete mezz’oretta libera ne consiglio l’ascolto.)

L’episodio che Lulu Wang ci racconta è un aneddoto famigliare: il momento in cui è stato diagnosticato il cancro ai polmoni al quarto stadio a sua nonna Nai Nai. La famiglia, però, al posto di informarla e passare gli ultimi mesi della sua vita dicendole addio, decide di tenere all’oscuro la donna. Dunque, viene improvvisato il matrimonio del nipote, in modo da per potersi riunire senza destare sospetti.

The Farewell

Cultura orientale vs occidentale

Nel film, la protagonista si chiama Billi (interpretata da Awkwafina). È una giovane donna di origini cinesi cresciuta a New York, che fatica a far coincidere queste due culture tanto opposte che la caratterizzano.

Billi è l’unica della famiglia a non considerare eticamente corretto tenere una notizia tanto importante nascosta. Il motivo è radicato nella cultura occidentale, in cui la società è prettamente individualista. Al contrario quella orientale è volta al collettivismo e lo spiega molto bene lo zio di Billi:

Tu pensi che la vita ci appartenga, ma è questa la differenza tra oriente e occidente: in oriente la vita di una persona fa parte di un tutto. La famiglia.”

I medici stessi, quando hanno brutte notizie, non le danno al paziente ma le riferiscono alla famiglia. Quindi, la scelta di mentire su una malattia terminale, è particolarmente diffusa in Cina.

Giocano un ruolo importante anche alcune credenze antiche, essi pensano che la salute mentale e quella emotiva siano strettamente legate a quella fisica. Di conseguenza, nascosta una terribile diagnosi che renderebbe depresso il malato, non è assolutamente sbagliato, anzi, è l’unico modo per salvargli la vita.

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Come ricorda la madre di Billi (Diana Lin):

“I cinesi hanno un detto: quando le persone si ammalano di cancro, muoiono. Ma non è il cancro che li uccide, è la paura.”

Ecco il motivo del matrimonio. Hanno scelto una ricorrenza felice per riunirsi, perché, attraverso la gioia, la famiglia Wang spera anche di dare qualche mese in più alla nonna morente.

Infine, la cultura cinese stessa, rende ancora più difficile mantenere il segreto. Perché per loro è molto importante che durante i funerali si pianga. Per l’occasione assumo anche attori col compito di disperarsi, perché viene visto come una forma di rispetto per il defunto. Al contrario, durante i matrimoni è usanza sorridere costantemente. Come si vede nel film, non è molto facile per loro dissimulare le emozioni – soprattutto dopo fiumi di alcool.

A proposito di contrasto tra culture, si percepisce ancora di più nella versione in lingua originale, perché i dialoghi intervallano mandarino e inglese, sottolineando anche dal punto di vista linguistico la divisione di Billi. Purtroppo, noi italiani doppiamo tutto, quindi si perde questa sfumatura che dà un valore aggiunto alla pellicola. (Se potete scegliere, guardatelo in lingua originale.)

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La famiglia

La regista, ci catapulta al centro delle dinamiche di una famiglia divisa in tre paesi (Cina, Giappone e America) e che si riunisce dopo tanto tempo.

Nai Nai, è una donna bassa, con i capelli bianchissimi, resi ancora più vistosi dalla permanente. Anche lei mente, ma come tutti, lo fa per amore, per non preoccupare coloro a cui tiene.

È anche una donna forte, piena di vita, che si allena ogni giorno e non si lamenta mai una volta per la sua salute, nonostante sia completamente normale viste le sue condizioni.

È bassa, ma quando la mia nonna entra in una stanza, tutti la ascoltano”.

Ed è proprio così. Nai Nai è dolce e affettuosa come tutte le nonne, ma ricopre anche il ruolo di matriarca della famiglia, quindi dispensa consigli e commenti, spesso dolorosamente veri.

Insomma, indipendentemente dalla cultura di appartenenza, la nonna è sempre la nonna e con la sua interpretazione, Zhao Shuzhen fa emozionare tutti.

La sua performance e quella di Awkwafina sono lodevoli. Infatti, entrambe hanno ricevuto premi e candidature. Awkwafina ha ottenuto il Golden Globe come migliore attrice in un film commedia o musicale e Shuzhen ha vinto l‘Indipendent Spirit Award.

A proposito di famiglia, è molto dolce anche il fatto che a interpretare la sorella di Nai Nai sia la vera prozia di Lulu Wang, Lu Hong. Come riporta Evening Standard, la donna era restia a recitare nel film della nipote, tanto che le disse: “Perché mi vuoi nel tuo film? Ho la faccia grassa e rovinerò tutto.”. Preoccupazioni a parte, si è rivelata la scelta perfetta.

The Farewell

Dramma o commedia?

The Farewell è un film drammatico travestito da commedia (o viceversa?), proprio come il matrimonio è in realtà l’occasione per dire addio alla nonna in fin di vita.

È stupefacente come Lulu Wang abbia saputo toccare temi come la morte, la malattia e la menzogna, senza farli pesare minimamente sullo spettatore. Si passa buona parte del film col sorriso sulle labbra, anche quando si raggiungono momenti toccanti.

Fa provare un insieme di sentimenti contrastanti, un po’ come questa barzelletta, che Lu Hong (Little Nai Nai) ha raccontato nel podcast che vi raccontavo prima:

Due persone vanno a fare un controllo, uno è sano, l’altro è mortalmente malato. L’ospedale confonde le cartelle e i pazienti ricevono l’uno la diagnosi dell’altro.
Quello sano muore, quello malato vive.

The Farewell

Guardatelo con le persone amate

The Farewell è un film perfetto da condividere con la famiglia. Nonostante tratti temi pesanti, si distanzia dai soliti film struggenti, le caratteristiche della famiglia – forse proprio perché sono vere – rendono la pellicola veramente divertente.

Anche la fotografia è piacevole, spesso la macchina da presa resta fissa, mentre i personaggi entrano ed escono dall’inquadratura. Ma ci sono anche sequenze creative, soprattutto durante il matrimonio.

Anche se il doppiaggio italiano delle battute cinesi e un uccellino che appare in alcuni momenti particolarmente importanti lascino un po’ desiderare, The Farewell è un film da vedere (da oggi è anche disponibile su Amazon Prime Video).

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Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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