Leslie Nielsen: la storia di come è diventato un pilastro della comicità

In memoria del grande attore comico Leslie Nielsen il percorso che ho la portato a diventare un'icona del cinema comico.

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I C’è solo una risposta a questa domanda : Leslie Nielsen faceva sbellicare dal ridere.

La storia personale di questo attore è poco nota in realtà, infatti in pochi ricordano che ha iniziato la sua carriera partecipando a ruoli quasi sempre drammatici.

Nielsen, attore originario del Canada era nato l’11 febbraio del 1926 entra nel mondo della recitazione seguendo le orme dello zio Jean Hersholt una figura abbastanza nota per il ruolo da protagonista in un radiodramma chiamato Dr. Christian.

L’attore inizia la sua gavetta confrontandosi con la dura realtà di quelli che vengono definiti “Età dell’oro della televisione”, Nielsen riuscì ad aggiudicarsi solo minuscoli ruoli come comparsa, interpretandone quasi cinquanta negli anni ’50 riuscendo a guadagnare un massimo di 100 dollari.

L’eredità dei film drammatici di Nielsen è preservata nella mente di poche persone perché lo ricordano tutti per i suoi ruoli comici e pseudo demenziali.

Il grande cambiamento arriva negli anni ’80 con la grande collaborazione di Zucker-Abrahams-Zucker, che, per chi non li conoscesse erano un trio di cineasti interessati a portare le loro idee comiche sul grande schermo e in televisione.

L’esordio di questo trio e di Nielsen sta nel film L’aereo più pazzo del mondo una pellicola dal grande successo del 1980 che era stata concepita come una parodia della serie Airport.

Il film è un susseguirsi di scene demenziali interpretate come se fossero la realtà di ogni giorno ed è proprio questo aspetto che fa ridere lo spettatore, dal pupazzo gonfiabile che sarebbe l’autopilota a molestare l’hostess ai noiosi racconti del protagonista della sua storia d’amore dove tutti gli ascoltatori finiscono per ammazzarsi nei modi più disparati.

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Leslie Nielsen nel film L’Aereo più pazzo del mondo mentre racconta una bugia ai passeggeri.

In questa pellicola troviamo Leslie Nielsen nei panni di un medico che cerca di “salvare” i passeggeri da un’epidemia generata dal cibo servito sull’aereo ma ovviamente l’unico rimedio è convincere Ted Striker, il protagonista a pilotare l’aereo visto che i piloti sono ormai intossicati e salvare tutti.

La prima interpretazione comica dell’attore non è un ruolo centrale, forse volevano capire le sue capacità in relazione ad un film così fuori dai suoi schemi abituali.

Ci riesce in pieno a soddisfare le aspettative del trio dei cineasti, infatti la collaborazione continuerà con la serie Quelli della Pallottola Spuntata (Police Squad) del 1982 che sfocerà nella famosissima trilogia cinematografica.

Il primo , Una Pallottola Spuntata è senza alcun dubbio il più esilarante, uscito nel 1988 racconta le disavventure di un poliziotto alle prese con lo smascheramento di un colpo che punta ad uccidere la Regina Elisabetta II.

Fin dalla sigla iniziale ci rendiamo conto che sarà una storia narrata in linea comica, è ormai iconica e assistiamo ad un POV della macchina della polizia che va a intromettersi nei luoghi più disparati dai camerini pieni di ragazze seminude ad abitazioni private.

Leslie Nielsen veste i panni di Frank Drebin, il poliziotto che sarà protagonista di tutta la trilogia che, equivoca numerose situazioni gravi.

Una tra le scene impossibile da dimenticare è proprio quella di Frank al culmine della preocupazione, che teme che la Regina stia per essere assassinata e quindi si getta a cavalcioni su di lei trascinandola per tutto il tavolo imbandito per una cena regale.

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Analizzando questo genere di film più a fondo è difficile riuscire a criticarne la comicità che pur risultando ovvia e scontata, in alcuni momenti non cade mai nel trash, a differenza di tanti film comici a cui assistiamo oggi ad esempio i Cinepanettoni, ci strappa sempre una risata per lo storytelling e la capacità degli attori di interpretarlo.

Il grande Leslie Nielsen riesce a cadere sempre in piedi, ne combina una dopo l’altra ma alla fine trionfa sempre.

Un’altra scena indimenticabile è quella del rapporto sessuale “sicuro” con la sua compagna Jane Spencer, interpretata da Priscilla Presley, che lo accompagnerà per tutta la trilogia.

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Le pillole di comicità non finiscono certo nel primo capitolo anche se con Una pallottola spuntata 2½ – L’odore della paura la risata fatica ad esserci.

Ancora una volta torna, nella seconda pellicola del 1991, l’amato Frank Drebin che deve sconfiggere il nuovo fidanzato della sua ex amata Jane che è ovviamente immischiato in faccende losche.

Il cardine di questo secondo capitolo sono le citazioni cinematografiche e i virtuosismi della tecnica di ripresa, una tra queste è la parodia di Ghost nella scena della creazione di un vaso in chiave totalmente ironica oppure la reinterpretazione della scena della doccia di Psyco.

La scena del vaso è seguita dal rapporto sessuale tra i due rappresentato con un altrettanto ironico montaggio delle attrazioni tecnica inventata da Ėjzenštejn nel 1924, dove si susseguono immagini di razzi sparati nello spazio, trivelle e fiori che sbocciano.

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Concludiamo con il terzo capitolo del 1994 Una pallottola spuntata 33⅓ – L’insulto finale.

Dopo la sigla che attraversa scenari di Star Wars e Jurassic Park si apre l’opera con un chiaro riferimento al film La corazzata Potëmkin, con la ripresa della scalinata più sfottuta e ammirata di sempre da Fantozzi a The Untouchables.

La chiave di lettura è sempre ironica ma in questi ultimi due capitoli qualcosa cambia, infatti Leslie Nielsen poliziotto ormai in pensione si accorge sempre di più degli errori che combina reagendo in maniera stranita con un’espressione sconcertata, purtroppo questo cambiamento fa perdere la risata che si celava proprio dietro alla sua ingenuità.

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Leslie Nielson riesce con la sua capacità espressiva e comicità irrefrenabile a rendere questi film un prodotto atemporale che fa ridere anche le generazioni più giovani e introduce un umorismo rinnovato elevando il genere di parodia comica al livello di quello drammatico o d’azione, sono proprio questi elementi che lo consacrano nella storia del cinema.

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Aspirante regista, in perenne ricerca di contenuti cinematografici sconosciuti e fuori dagli schemi ordinari.

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