Adam Driver vs Joaquin Phoenix, chi merita l’Oscar come miglior attore?

Adam Driver e Joaquin Phoenix ci hanno regalato delle performance eccezionali. Vediamo chi tra i due, secondo noi, merita di vincere l'oscar come miglior attore protagonista.

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Quest’anno l’assegnazione dell’oscar come miglior attore protagonista passa da Venezia.  L’ultimo festival lagunare ci lascia in dote le due migliori performance attoriali dell’intera annata cinematografica. Ricordo la Standing ovation al nome “Joaquin Phoenix” durante i titoli di coda di Joker, appena proiettato in Sala Grande. Già allora molti di noi avevano la consapevolezza che quella interpretazione gli sarebbe valsa la statuetta. Ricordo anche, in mezzo al grande fragore scatenato dalla pellicola di Todd Phillips, che ogni tanto ripensavo ad Adam Driver e al suo Charlie, protagonista di Storia di un Matrimonio, proiettato qualche giorno prima.

Questo solo per sottolineare che entrambi gli attori ci hanno regalato qualcosa di prezioso e che il dibattito su chi dei due debba vincere l’oscar come miglior attore non è affatto scontato.

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In realtà al 99% il premio andrà a Joaquin Phoenix, secondo quanto ci suggeriscono i Golden Globe, I BAFTA e i Bookmakers. E io sono d’accordo con loro nonostante, come immagino si sia intuito, abbia amato Driver e le mille sfaccettature che è riuscito a dare al suo personaggio. Tuttavia lo sforzo, l’impatto e la potenza messi in scena da Joaquin Phoenix, sono fattori che non possono proprio venire ignorati.

Entriamo più nel dettaglio:

Non esiste Joker senza Joaquin

In genere, quando devo giudicare la performance di un attore mi pongo le seguenti due domande: “Il film sarebbe stato lo stesso senza di lui? Qual è il valore aggiunto che l’attore offre a questa pellicola?”.

Per spiegare questo concetto viene utile l’esempio di Leonardo DiCaprio e la sua ultima vittoria agli oscar per Revenant, secondo me ingiusta. Ingiusta non perché DiCaprio abbia recitato male, anzi, è stato bravissimo nel ruolo che doveva interpretare, tuttavia non aggiunge nulla di particolarmente rilevante al film. Quando penso a Revenant (che non ho amato particolarmente) penso ai movimenti di macchina di Iñárritu o alla fotografia di Lubezki. Sostituendo DiCaprio con un altro bravo attore, Revenant rimane Revenant in quasi la sua interezza, cosa che non possiamo dire per The Wolf of Wall Street o Django Unchained, dove l’attore effettivamente imprime nel film qualcosa di unico.

Ritornando al nostro dibattito: il valore aggiunto di Driver in Storia di un Matrimonio è enorme. Grandi meriti, però,  vanno attribuiti alla sceneggiatura di Noah Baumbach, fresca, originale e quella sì, meritevole di un oscar. La sceneggiatura è il vero valore aggiunto del film, ancora prima della performance di Adam Driver la quale è preziosa, importante ma non indispensabile.

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Sforzandomi, potrei immaginarmi Marriage Story senza Adam Driver. Quello di cui sono sicuro è che non posso immaginarmi Joker senza Joaquin Phoenix, perché il Joker di Todd Phillips è anche e soprattutto il Joker di Joaquin Phoenix. Il legame attore-personaggio è praticamente indissolubile ed è evidente come il regista si sia lasciato intelligentemente travolgere dalla performance del suo attore permettendogli di modellare Arthur Fleck su di se. Se Adam Driver ci offre la sua versione del personaggio, Joaquin Phoenix ci dice che di versione di questo Joker ne esiste solo una, la sua.

Per questo non esiste Joker senza Joaquin Phoenix e visto che parliamo di un film che ha riscosso un grande successo a più livelli, questo è un fattore che non deve essere ignorato.

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Reggere un film da solo

Non credo esista un solo frame di Joker dove non compare Joaquin Phoenix. Reggere un film completamente da solo richiede uno sforzo mentale non indifferente. L’attore in ogni scena ha il pesante fardello di mostrarci l’evoluzione (o involuzione) da Arthur a Joker e Joaquin Phoenix lo fa con una naturalezza che ci lascia spiazzati. Dimesso e vessato all’inizio, esplosivo e sopra le righe alla fine, l’Arthur Fleck di Joaquin è un’escalation verso la follia alimentata dal proprio malessere. Un malessere che Joaquin Phoenix ci sbatte in faccia in modo potente e deciso. In aggiunta a questo, Arthur Fleck nasconde tratti più sfumati e meno superficiali come la sua sensibilità e una straziante necessità di esprimere se stesso.

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Questo punto è la principale differenza Tra Joaquin Phoenix e il suo rivale di statuetta. Da una parte abbiamo un potente assolo, dall’altra abbiamo un delizioso duetto. Adam Driver condivide infatti la scena con la sua splendida collega Scarlett Johansson. In questo, i due protagonisti sono stati maestosi nel trovare l’alchimia giusta e nel riuscire a sedursi vicendevolmente da un punto di vista recitativo.

Assolo vs duetto, dunque. In questo caso visto che parliamo del premio come miglior attore protagonista, credo sia giusto premiare lo sforzo di Joaquin Phoenix e la sua responsabilità nel caricarsi un intero film sulle spalle, tanto più che il risultato è qualcosa di sorprendente.

La fisicità del ruolo

Perdere peso=oscar, l’equazione è presto fatta. Effettivamente Joaquin Phoenix ha dovuto perdere dei chili per questa prova. Il suo fisico ricurvo e secco, le costole all’infuori quasi come volessero staccarsi dal fisico di Arthur, tutti elementi che rimarcano la situazione di degrado interiore (ed esteriore) che vive il personaggio. Dunque non si tratta di uno sforzo fine a se stesso ma ha una sua logica all’interno del film.

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Tuttavia il concetto di fisicità è molto più ampio in questo caso. Joaquin Phoenix utilizza e in alcuni casi “sforza” il proprio corpo con lo scopo di attribuire al personaggio delle caratteristiche e delle emozioni aggiuntive. L’esempio più lampante è la sua iconica risata. Una risata in cui l’attore condensa mille sfumature di altrettanti stati d’animo, incomprensione, disperazione, solitudine su tutti. Il grido di dolore di Arthur arriva dentro di noi ed è anche grazie a questo che riusciamo a percepire tutto il suo malessere.

In un mondo in cui le parole sono inascoltate, Arthur si ritrova, che sia per scelta o suo malgrado, a comunicare il proprio stato d’animo tramite una ristata o una danza. Questo aspetto è ben presente nel film e Joaquin Phoenix gli dà forma in modo unico ed efficace.

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L’influenza sul successo del film

Quanto ha influito Joaquin Phoenix al successo di Joker? Tanto, tantissimo. Dopo l’eco di Venezia, tutti (pubblico e critica) non vedevano l’ora di vedere Joker soprattutto per la performance di Joaquin Phoenix. Chiaramente la grande star dà sempre il suo contributo in questo senso, tuttavia raramente ho visto un attore catalizzare su di sé l’attenzione per l’uscita di un film in questo modo.

Questo è un discorso che forse esula dal discorso meramente recitativo, è altresì vero però che si sta parlando di un film che ha riscosso un successo grandioso e il contributo dato da Joaquin Phoenix non può non essere preso in considerazione.

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Questi erano i motivi per cui secondo il sottoscritto Joaquin Phoenix dovrebbe vincere l’oscar come miglior attore protagonista. Mi perdonerà Adam Driver ma avrà sicuramente tempo per vincere l’ambita statuetta, visto il suo sconfinato talento. Quest’anno è giusto che il premio vada allo “stangato” Joaquin. Dopo essere rimasto a secco nelle precedenti 3 candidature, essere ignorato nuovamente per una prova così unica sarebbe un delitto.

Cresciuto con Final Fantasy e la coppia Del Piero – Trezeguet.
Amante del cinema d’animazione. Ha un debole per Hayao Miyazaki.

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