Bojack Horseman 6: non rispondere è una risposta?

La fine della serie è destinata a far discutere, quello che è certo è che Bojack non è riuscito a trovare la tanto desiderata felicità.

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La compagnia della solitudine

Che dire ancora di Bojack? Un elemento certamente interessante e frutto di riflessione è la punizione di Bojack. Quello che potrebbe e dovrebbe essere un messaggio positivo, ovvero che se commetti un crimine la legge ti punirà, non trova applicazione pratica. Nel delirante mondo di Hollywoo (poi divenuto Hollywoob) Bojack viene punito, ma semplicemente perché sceglie di farlo. Lo fa perché è rimasto solo, o almeno così sembra a lui. La lettera della sorella è decisamente troppo, la sua solitudine diviene totale.

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Bipolarità

Bojack nel percorso narrativo della serie ha affrontato molte situazioni che avrebbero dovuto cambiarlo: la crescita del protagonista è infatti uno dei dogmi della narrazione. Tali situazioni però non hanno portato alla crescita di Bojack, bensì ad un semplice cambiamento dei suoi comportamenti e delle sue abitudini. Reagisce differentemente a determinate situazioni, la costante però resta il bipolarismo: Bojack cambia idea continuamente, anche il più piccolo avvenimento è in grado di influenzare il suo umore. Non ha una stabilità emotiva che gli consenta di affrontare indenne la vita di tutti i giorni.

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Il silenzio

Il silenzio è un indicatore del rapporto che hai con una persona. Per due sconosciuti che iniziano a paralarsi può rivelarsi fonte di imbarazzo, causato dalla mancanza di argomenti di conversazione. Per due amici può invece essere piacevole, un momento di silenzio condiviso permette di non parlare, pensare liberamente, pur senza la solitudine. A volte però la situazione si rovescia, e il silenzio torna ad essere imbarazzante anche per persone che hanno un rapporto stretto. Per Bojack e Diane è così. Il loro silenzio finale è assordante, nonché la cartina tornasole di due animi profondamente segnati dalla vita.

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Simposio Platonico

La penultima puntata è un piccolo capolavoro. Si parla dell’attività onirica di Bojack: malinconica e piena di rimorsi. Il suo sogno più ricorrente mostra tutti i suoi defunti amici manifestare rancori e paure legate al significato della propria vita in terra. Herb, Sarah Lynn e molti altri, compreso il padre di Bojack con le sembianze di Secretariat, discutono ad un tavolo, proprio come il celebre trattato platonico. Bojack però non riesce più a svegliarsi, sta affogando in piscina. L’esito di tutto ciò è terrificante, dopo la morte ci sarà il nulla.

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Finale inconcludente

Il titolo di questo paragrafo è da intendersi nella maniera più letterale possibile, senza l’accezione giudicante che spesso è insitamente sottintesa. Il finale è incocludente per il semplice fatto che la serialità ci ha abituato a dei finali capaci di chiudere il cerchio, un po’ come fossero una ricompensa catartica quasi dovuta allo spettatore. Questa volta non è così. Bojack resta in sospeso, anche se qualsiasi altra conclusione sarebbe forse risultata meno appropriata.

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Elusività

Le domande che si pone Bojack sono le stesse che ci poniamo noi. Si ricollegano alle nostre più profonde inqiuetudini, cogliendo paure e preoccupazioni di un’intera generazione.  Quello che però la serie si rifiuta di fare, nonostante la sua naturale conclusione, è dare delle risposte. Lo fa consapevolmente, poiché spesso, nella serie come nella vita, le risposte non ci sono. Dietro questa scelta infatti si cela il successo della serie, capace di costruire una tensione drammatica davvero credibile. La domanda che sorge spontanea allora è una:
Non rispondere è una risposta?

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