Philip Seymour Hoffman: un ventaglio di sfumature in un unico volto

In memoria del grandissimo attore vincitore di un Premio Oscar per la magistrale interpretazione nel film Truman Capote - A Sangue Freddo

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Philip Seymour Hoffman è stato uno degli attori più poliedrici e ambigui degli ultimi anni e senza alcun dubbio con un elevato talento per i ruoli più introspettivi e perfidi.

L’attore nato nel 1967 entra nel mondo del teatro liceale a causa di un infortunio che l’ha costretto ad abbandonare la lotta amatoriale, ma per fortuna questa deviazione ha permesso che entrasse nel mondo cinematografico.

Il primo piccolo ma allo stesso tempo grande ruolo per cui viene scelto è nel film Profumo di Donna  del 1992 al fianco del grande attore Al Pacino.

Hoffman con il volto da ragazzino sbruffone e viziato rende perfettamente quello che la produzione gli richiede, vestirsi del ruolo di un alunno che è figlio di uno dei finanziatori della scuola e che non si preoccupa delle conseguenze delle sue azioni.

In questo lungometraggio non ci focalizziamo ancora sul personaggio recitato da Philip Seymour Hoffman, non essendo uno dei protagonisti è ancora abbastanza marginale però lo spettatore non può ignorare che ci sia un alto potenziale nella bravura dell’attore che vada sfruttato in altre produzioni.

Questo è esattamente quello che succede, infatti l’attore apparirà in numerose pellicole di successo con ruoli marginali e non, come nel film Il Grande Lebowski o Boogie Nights o Il Talento di Mr. Ripley più di nicchia ma anche in Magnolia film di Paul Thomas Anderson molto emblematico dove interpreta un infermiere di un malato di cancro questa volta dall’animo buono e facilmente manovrabile.

Hoffman

Un altro ruolo molto diverso dalla solita filmografia dell’attore è … e alla fine arriva Polly film del 2004, una commedia tipicamente americana con Jennifer Aniston e Ben Stiller, ma la peculiarità delle interpretazioni dell’attore è quella di rendere come reale ogni personaggio che interpreta nonostante la pellicola sia un flop annunciato o una commedia al limite del ridicolo come in questo caso; Hoffman interpreta il migliore amico di Ben Stiller che vive all’ombra del suo unico successo, un film di numerosi anni prima e che agisce nella continua illusione di una notorietà che non gli appartiene arrivando a produrre da solo un reality sulla sua vita che non interessa a nessuno, nemmeno ai produttori.

Il grande successo e momento di vera svolta nella sua carriera da attore arriva nel 2005 con il film Truman Capote- A Sangue Freddo.

In questa cruda visione lo spettatore non può che restare affascinato dalla naturalezza dei gesti e dalle espressioni del grandioso Hoffman, che interpreta lo scrittore Truman Capote nel momento della preparazione e nell’elaborato lavoro di ricerca per la stesura del romanzo A sangue freddo.

Questa volta l’attore si rivolge al nostro sguardo interpretando il ruolo con estrema precisione e freddezza, studiando la dizione dello scrittore e lasciando senza fiato chiunque guardi anche un frammento dell’intero film.

La storia, piuttosto conosciuta a livello internazionale, narra dell’impresa di Capote di stabilire un contatto con uno dei due assassini di una famiglia di Holcomb per poter stenderne un romanzo documentativo dei fatti e alla fine riesce nell’impresa diventando amico dell’assassino mentre è rinchiuso in carcere.

Per questo film l’attore vince il premio Oscar nel 2006 togliendosi la nomea del ruolo secondario ed entrando finalmente nell’olimpo Hollywoodiano.

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Infatti i ruoli che interpreterà dopo questa grande vittoria sono, ad esempio in Onora il Padre e la Madre, l’ultimo capolavoro di Sidney Lumet e una parte molto complicata, enigmatica.

Riuscirà come sempre, Hoffman, a rendersi un subdolo essere che convince il debole fratello (Etan Hawke) in una rapina dal garantito insuccesso ma che porterà a galla le insicurezze e le debolezze strettamente umane dei due fratelli che hanno il grande limite dell’inadeguatezza genitoriale.

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Un altro piccolo gioiello cinematografico è Il Dubbio del 2009, qui Hoffman è affiancato da una naturale e severa Meryl Streep e ha la parte di un prete coinvolto da accuse di pedofilia.

Ancora una volta siamo di fronte ad un’interpretazione maestosa messa in luce dalla capacità di Hoffman di rendersi crudele come un dio degli inferi ma allo stesso tempo fortemente umano, una crudeltà che ci sembra lontana se messa su uno schermo ma che nella realtà coinvolge ognuno di noi, chi più chi meno.

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Il capitolo della vita di Philip Seymour Hoffman si sta per concludere e non sono da ignorare alcuni suoi film postumi come La Spia- A most wanted Man dove già notiamo che l’attore è caduto nel baratro della droga e fa fatica a reggere la scena.

Ma l’ultimo grande film degno di nota è senza alcun dubbio The Master di Paul Thomas Anderson, il regista con cui aveva iniziato i primi ruoli e conclude magistralmente.

Ancora una volta l’attore da prova di sé stesso interpretando un grande capo e guru di un movimento chiamato La Causa. Un personaggio che risulta quasi morboso con i suoi discepoli ma senza alcun dubbio saggio che riesce ad ammaliare chiunque lo ascolti.

L’attore ci ha lasciato il 2 febbraio del 2014 all’età di 46 anni ed è stato un grande lutto per il mondo del cinema e del teatro, l’attore era infatti vincitore di un Tony Award e aveva iniziato con una carriera teatrale e nel cinema indipendente.

Non possiamo dimenticarci di questo volto e delle sue formidabili interpretazioni che fanno gelare il sangue per quando appaiono veritiere, che siano in un piccolo ruolo o un di protagonista.

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