10 cose che Bojack Horseman ci ha insegnato

La seconda parte della sesta e ultima stagione di Bojack Horseman sta per uscire su Netflix. Nell'attesa, ripercorriamo tutti i motivi per cui dovremmo ringraziare questa serie.

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Ho perso il conto di quante volte ho visto Bojack Horseman ormai. Ogni annuncio di una nuova stagione era una buona scusa, ma ci sono puntate che periodicamente decido di rivedere, e volte in cui ho bisogno di ricominciare dalla prima stagione senza un motivo ben preciso. Questa volta iniziare ancora dalla prima puntata della prima stagione, ripercorrendo le scene che ormai conosco a memoria, è stato diverso: volevo prepararmi alle ultime puntate, a salutare definitivamente tutti i personaggi che mi hanno accompagnata per tante ore negli ultimi anni, ripercorrendo tutti i loro percorsi, le loro storie e le loro avventure.

Ora, a poche ore dall’ultima stagione, potrei dire tanto. Potrei parlare di quanto mi sia rivista in molti dei personaggi, e quanto loro mi abbiano insegnato. Potrei continuare a difenderla dai pregiudizi di chi vede questa serie come un “cartone animato con un cavallo”. Potrei raccontare di quante volte ho riso e quante volte ho pianto guardandolo. Potrei ipotizzare cosa succederà, come andrà a finire. Potrei semplicemente rimanere in silenzio aspettando queste fatidiche ultime puntate. Ma ogni volta che rivedo Bojack Horseman c’è solo una cosa che vorrei veramente fare, ed è questo forse il momento migliore: ringraziarlo. Di motivi ce ne sono fin troppi, per questo cercherò di riassumere alcune delle cose che Bojack Horseman ci ha insegnato.

1) SI PUO’ PARLARE DI ATTUALITA’ CON IRONIA

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La Hollywoo abitata da uomini e animali antropomorfi può sembrare un mondo folle e irreale, ma in realtà è una sincera e cinica parodia della Hollywood e del mondo reale attuale. Nel corso delle stagioni spesso le vicende dei protagonisti si sono intrecciate con argomenti di attualità scottanti, che in Bojack Horseman sono sempre trattati in modo intelligente: spesso vengono esasperati in modo da sottolinearne l’assurdità, ma questi temi vengono analizzati sotto vari punti di vista, senza banalizzarli. Ne risulta una visione della realtà sarcastica e profonda, realistica e folle, capace di far riflettere senza mai risultare pesante.

Sono introdotti temi come il patriottismo esasperato, il movimento #metoo e le molestie, il modo in cui i media tendono a giustificare e coprire i crimini commessi da personaggi amati dal pubblico, il femminismo. Quando Bojack viene accusato di “odiare i militari” per aver rubato dei muffin ad un veterano, quando i telegiornali si chiedono “che problema” abbia Diane che sostiene le accuse di molestia contro Hank Hippopopalous, quando Mr Peanutbutter rischia di diventare Governatore con una gara di sci: situazioni paradossali che rivelano una verità forse ancora più assurda. Sono puntate di un’ironia amara, una lucida ed efficace critica nascosta (ma non troppo) con colori sfarzosi e personaggi bizzarri. Non è scontato e non è semplice fare ironia su questi temi, Bojack Horseman ci riesce sempre nel modo migliore.

2) L’ABORTO E’ UNA SCELTA

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La sesta puntata della terza stagione è tra le più iconiche e controverse di Bojack Horseman: Diane scopre di essere incinta di Mr Peanutbutter e decide di abortire. Tuttavia erroneamente pubblica un tweet con l’account della pop star Sextina Aquafina che dice “Sto per abortire”, causando un dibattito mediatico sul tema. Non è assolutamente semplice trattare un tema così delicato in modo completo e sfaccettato come fa questa puntata.

L’aborto viene visto prima di tutto dal punto di vista di Diane: è lei che effettivamente si trova davanti alla decisione di interrompere una gravidanza, tuttavia avere figli non è nei suoi piani quindi, per quanto ovviamente non sia una scelta presa con leggerezza, sente che è un suo diritto e pretende il giusto rispetto. Consapevole delle sue azioni e dell’appoggio del marito, Diane dimostra che l’aborto è una scelta difficile ma valida.

In secondo luogo c’è Sextina Aquafina: da sedicenne eccentrica coinvolta nella vicenda senza farne veramente parte, la sua consapevolezza è molto minore. Sextina diventa una paladina del pro-choice e, senza volerlo, fa nascere un dibattito sul tema. Dibattito che i media tentano in ogni modo di nascondere: l’aborto è un tabù e a parlarne sono solo uomini, facendo sentire sempre più sole e spaventate le donne che prendono questa decisione. Per questo la voce di Sextina, per quanto la sua canzone sia piuttosto controversa, ha un potere.

Questo emerge soprattutto sul finale, in cui Diane incontra in ospedale una ragazzina che le rivela come la canzone di Sextina l’abbia aiutata: “Abortire è terrificante, se uno riesce a scherzarci su diventa meno terrificante“. E’ questo il messaggio, la spiegazione dell’intera puntata. In questa frase c’è tutta la profondità e l’attenzione della serie al di là dell’irriverente ironia.

3) L’ASESSUALITA’ ESISTE

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Nello spettro LGBTQ+, l’asessualità è una delle categorie spesso meno considerata e dunque maggiormente discriminata. Per molti semplicemente non esiste. Anche a livello cinematografico è molto meno rappresentata rispetto ad altre categorie. Per questo l’aver dato voce e visibilità agli asessuali tramite il personaggio di Todd è un motivo di vanto per Bojack Horseman.

Todd è uno dei personaggi più amati: divertente, entusiasta e protagonista delle avventure più assurde, è impossibile non affezionarsi a lui. Alla fine della quarta stagione, Todd rivela alla sua amica Emily di non provare alcun tipo attrazione sessuale: vediamo il solare personaggio sentirsi a disagio, diverso. Invece il suo coming out viene accettato dagli altri personaggi, facendogli scoprire di non essere solo. Todd scoprirà la sua asessualità, incontrerà altri personaggi come lui (tra cui Yolanda) e comprenderà come gli asessuali possono comunque innamorarsi.

Todd dimostra come la mancanza di attrazione sessuale non sia una vera mancanza, la sua vita è incredibile e completa lo stesso. Normalizza l’asessualità e contribuisce alla sua accettazione. Ancora di più questo avviene nella quinta stagione, quando conosce i genitori di Yolanda: in un contesto in cui le relazioni fisiche diventano quasi una costrizione, ci avviciniamo al punto di vista di Todd e comprendiamo come possa essere difficile il mondo per lui.

4) LE DONNE POSSONO SCEGLIERE LA CARRIERA

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Bojack Horseman è ricco di personaggi femminili di spessore, ma due spiccano in particolare: Diane e Princess Carolyn. Sono due personaggi caratterizzati dalla loro forza e determinazione, ma sotto vari aspetti sono opposte. Diane è una giovane ricca di ideali, determinata a cambiare il mondo, una giornalista sognatrice che troppe volte si scontra con la realtà. Si batte con decisione per le cause che sostiene, ma è anche una donna fragile, con una famiglia difficile e problematiche che spesso emergono. La sua vita privata è apparentemente stabile, con Mr Peanutbutter che la ama fedelmente, ma in realtà non lo è.

Princess Carloyn è invece una self made woman che è riuscita a farsi strada in un mondo difficile grazie alle sue capacità. Si dedica completamente al lavoro, quasi annullandosi per esso, e per questo ha difficoltà nel costruire la famiglia che desidera.

Se Diane spesso si cimenta in una titanica lotta contro le ingiustizie sociali, schierandosi anche contro il suo stesso marito, Princess Carolyn spesso si rivela più disillusa e disposta a sfruttare le situazioni anche in modo poco corretto; inoltre, se Diane preferisce la carriera alla famiglia che ha la possibilità di crearsi, scegliendo di divorziare e abortire, Princess Carolyn lotta per avere un figlio, che è disposta a crescere anche da sola e immersa negli impegni lavorativi.

Sono due modelli di riferimento realistici: non sono perfetti e idealizzati, al contrario, ma dimostrano come il ruolo femminile non debba necessariamente essere quello materno e casalingo. Possono, anzi, scegliere di investire sulla carriera, o per lo meno dare la priorità al lavoro. Testimoniano come una donna sposata possa decidere di puntare tutto sulla carriera, mentre una donna di successo possa desiderare anche dei figli. Dimostrano la difficoltà che le donne spesso incontrano nel conciliare vita lavorativa e privata. Sono emblema di forza, in forme e modalità diverse. Non sono, insomma, le classiche principesse da salvare, ma personaggi complessi e vitali, pronte a lottare per la loro individualità e indipendenza.

5) LA COMUNICAZIONE E’ FONDAMENTALE

La comunicazione è sotto vari aspetti un problema per lo stesso Bojack. Una star del cinema non può fare a meno di comunicare, per questo un ruolo centrale è spesso attribuito ai media: la loro comunicazione è spesso politicamente corretta, dissimulatrice. Bojack si trova in difficoltà durante le interviste perché non può mostrarsi per quello che è: deve nascondere i suoi problemi, le sue difficoltà e mostrarsi come un personaggio di successo. Deve contenere il suo carattere burbero per non offendere nessuno, e non sempre ci riesce, dando vita a fraintendimenti pericolosi per la sua immagine.

Ma per Bojack la comunicazione non è semplice neanche a telecamere spente. Per lui è difficile aprirsi, comunicare i propri sentimenti, esporsi. Per questo spesso tende a ferire gli altri, cercando di allontanarli da sé.

Ma il tema dell’incomunicabilità è fondamentale in una delle puntate più celebri: “Un pesce fuor d’acqua” (3×04). Bojack sta promuovendo il suo nuovo film, Secretariat, sott’acqua. Qui, però, non può parlare a causa del casco che indossa per respirare. L’intera puntata si svolge in silenzio, dominata dalla colonna sonora e da rumori, mentre Bojack tenta disperatamente di farsi capire. In particolare cerca di mettersi in contatto con Kelsey, prima regista di Secretariat, licenziata a causa sua. In questa sequela di tentativi falliti di comunicazione, di fraintendimenti, di disagi e di silenzi in cui riflettere, Bojack Horseman ci ricorda quanto sia importante la comunicazione: come cercherà (invano) di dire a Kelsey, “in questo mondo terrificante, tutto quello che abbiamo sono i legami che creiamo.”

6) LA DEPRESSIONE HA VARIE FORME

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Altro tema delicato e complesso, ma fondamentale in Bojack Horseman. Fino a qualche anno fa la depressione era un tabù, considerata segno di debolezza, così come l’accettare di intraprendere una terapia. Negli ultimi anni si sono fatti molti passi avanti nell’accettare la depressione come una vera e propria malattia, che va curata con trattamenti specifici.

In Bojack Horseman la depressione appare sotto vari aspetti nei diversi personaggi. Bojack è sicuramente depresso, ne vediamo le cause nei suoi traumi infantili e gli effetti nella sua dipendenza da alcool e droghe e nei suoi atteggiamenti con se stesso e gli altri. Ma anche Diane sperimenta una forma di depressione che spesso non riconosce e accetta nemmeno lei, ma che rinchiude in casa e in pigiama per giorni. Lo stesso vale per Sarah Lynn, che invece la manifesta in forme più eccentriche o con l’abuso di droghe pesanti.

Alcuni personaggi accettano di seguire terapie: Diane ha una psicoterapeuta e Bojack si fa aiutare mentre cerca di tornare sobrio. Sono percorsi che li aiutano, li salvano. Normalizzare la depressione, accettare che sia un problema diffuso, che assume forme diverse e si manifesta tanto nelle grandi star quanto nelle giovani all’inizio della loro carriera può aiutare tanti a trovare il coraggio di affrontare questo problema con i percorsi migliori.

7) L’AMORE ESISTE, LE FAVOLE NO

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In Bojack Horseman non mancano le storie d’amore, che però riescono a non essere mai idealizzate. Sono storie realistiche e quindi imperfette e variegate.

Bojack spesso scambia per amore il suo continuo bisogno di affetto: si susseguono varie relazioni che però non si stabilizzano mai del tutto. La sua concezione dell’amore è distorta a causa del terribile esempio dei suoi genitori, incapaci di dimostrare affetto ad un figlio non voluto nato da un amore finito da tempo. Bojack ha difficoltà a relazionarsi con gli altri, cerca attenzioni e approvazione ma non vuole aprirsi poiché è lui il primo ad odiare sé stesso. Probabilmente nessuna delle sue relazioni si basa effettivamente su un sentimento di amore. Lo riconosce anche, rivolgendosi a Princess Carolyn: “Siamo solo due persone sole che cercano di odiare se stesse un po’ meno. Forse questo è tutto quello che saremo mai. Forse è ciò che siamo sempre stati.”

Interessante è anche la relazione tra Diane e Mr Peanutbutter: i due si amano sinceramente, eppure il loro matrimonio non è destinato a durare. Le loro differenze, i loro obiettivi spesso contrastanti, sono più forti del legame affettivo. Il puro e semplice sentimento d’amore, nella realtà, non basta a mantenere stabile una coppia.

Ancora una volta Bojack Horseman ci insegna che l’amore esiste, ma non è quello delle favole che sognavamo da bambini. E’ molto più difficile da catalogare, può assumere forme diverse, può confondersi con altri sentimenti. Può far soffrire e può diventare impossibile. Non è necessario e non è abbastanza. Non riempie dei vuoti e non completa, ma può aiutare ad accettarsi e a capirsi.

8) LA CONSAPEVOLEZZA DI SE’ E’ IL PRIMO PASSO

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Il percorso di Bojack, dalla prima alla sesta stagione, è un percorso di progressiva accettazione e consapevolezza. Procedendo con le stagioni ci viene mostrato il suo passato sempre più remoto, arrivando alla sua infanzia e alla storia dei suoi genitori. Mentre noi scopriamo sempre più pezzi del puzzle che è la complessa e drammatica psiche di Bojack, lui stesso parallelamente riconosce e accetta queste parti di sé.

Nelle prime stagioni vediamo un Bojack pronto a mentire e rinnegare ogni lato oscuro della sua persona: quando Diane gli pone delle domande per scrivere la sua biografia, Bojack sostiene di avere avuto un’infanzia normale e una carriera di successo, quando scopriremo che non è affatto così. Quando Diane pubblica il libro, il quale rivela il lato più sincero e reale del Bojack che ha avuto modo di conoscere, lui si sente attaccato e non riesce ad accettarlo: è il vero Bojack che sta rigettando, perché sa che Diane ha saputo comprenderne la vera essenza.

Nel corso delle prime tre stagioni Bojack continua a rinnegare i suoi problemi cercando di perseguire obiettivi che non lo soddisfano mai del tutto, precipitando sempre di più in uno stato di depressione e perdizione. Non riesce a farsi perdonare da Herb, cerca di fuggire in Messico per ritrovare Charlotte per poi finire ad approfittare della figlia Penny, conduce Sarah Lynn alla morte per overdose. “Come sistemi qualcosa quando hai sbagliato così tanto da non poter tornare indietro?”

E’ a questo punto che, di fronte alla realtà concreta, Bojack è costretto ad arrivare alla consapevolezza di sé: per questo fugge ancora, ritorna nella casa dove trascorreva le estati da bambino. Ritorna in contatto con quella parte di sé, quei traumi infantili che si ripercuotono sulla sua vita adulta. Incontra Hollyhoc e ritrova sua madre, fronteggia la sua famiglia, il suo passato ed il suo presente. Inizialmente ha una reazione aggressiva, in cui ammette di essere una persona negativa ma si considera incapace di migliorare. Solo alla fine della quinta stagione, dopo una dipendenza da farmaci che l’ha condotto ad una dissociazione della realtà, ammette finalmente di aver bisogno di aiuto.

Aver raggiunto a fatica questa consapevolezza, essere arrivato ad ammettere di soffrire di depressione e alcolismo, è il primo passo del suo percorso di riabilitazione. Un percorso difficile, faticoso, al termine del quale Bojack finalmente sembra aver trovato un nuovo equilibrio. Lo vediamo con i capelli grigi, sobrio, accettare anche l’età che avanza, togliere ogni maschera e presentarsi per com’è realmente.

Questo non significa che Bojack è diventato improvvisamente una bella persona, ma che ha imparato a riconoscere i propri difetti e a gestirli. Riconoscerli non come distruttivo odio verso sé stessi, quella vocina che ti chiama “Stupido pezzo di merda” e crea mille paranoie. E’ riconoscere l’oscurità e smettere di mascherarla. Dopotutto, in Bojack Horseman ce l’hanno spiegato nella prima stagione: “Io e te, siamo delle Zoe. Siamo cinici, siamo tristi e siamo cattivi. C’è un’oscurità dentro di te che puoi cercare di nascondere quanto vuoi, ma prima o poi verrà fuori.” (1×04)

9) LA FAMIGLIA E’ QUELLA CHE TI COSTRUISCI

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In Bojack Horseman ci sono vari esempi di famiglia, ad indicare quanto questo concetto possa essere vario. Probabilmente l’unica famiglia stabile e coesa che appare in Bojack Horseman è quella di Hollyhoc, composta da 8 padri adottivi poliamorosi. Le famiglie naturali che incontriamo sono invece spesso tormentate: basti pensare ai genitori di Bojack o ai fratelli di Diane.

Ma tra i personaggi, seppur non ci siano legami naturali, si creano legami affettivi ancora più forti. Si crea una nuova famiglia formata da amici capaci di sostenersi e aiutarsi a vicenda, sostituendosi a genitori assenti e anaffettivi. Il legame tra Bojack, Todd, Diane, Princess Carolyn, Mr Peanutbutter e tutti gli altri personaggi è molto più solido di qualunque legame familiare. Ma anche il legame tra Bojack e Hollyhoc, per quanto sia un legame fraterno, è stabile soprattutto per la scelta e la voglia di stabilirlo e mantenerlo. Così come Princess Carolyn di dimostra una madre, seppur single e adottiva, migliore delle madri naturali.

La famiglia, secondo Bojack Horseman, non ha una composizione definita e non è dettata da legami di sangue. La famiglia è data da legami affettivi, che si scelgono, creano e mantengono nel tempo.

10) LA FELICITA’ NON E’ SCONTATA

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Hollywood è nell’immaginario collettivo il luogo dove i sogni si realizzano. Le star hanno tutto: soldi, fama, successo. Come si può non essere felici in queste condizioni? Se lo chiede anche Bojack ogni volta che raggiunge un obiettivo e non ottiene la soddisfazione che si aspetta.

Quando ottiene il ruolo di Secretariat che ha sempre voluto, quando viene acclamato e premiato per i suoi ruoli, sono solo momenti di felicità passeggera. Nella seconda stagione è il solare Mr Peanutbutter a chiederglielo: “Sei una star milionaria con una donna che ti ama e hai anche un ruolo nel film dei tuoi sogni. Che cos’altro puoi volere? Cioè che cos’altro ti dovrebbe regalare l’universo?” La spiazzante risposta di Bojack è Io voglio sentirmi bene con me stesso, come fai tu e… non so come si fa. E non so se ci riesco.” (2×08)

Non bastano i soldi, il successo, l’amore, le amicizie o i premi a renderti felice. Spesso diamo per scontato la felicità, rispondiamo con leggerezza “bene” quando ci chiedono come stiamo. Viviamo in un mondo in cui i momenti felici sono condivisi ovunque, tanto che ci sembra che gli altri non abbiano mai dei momenti no. Bojack Horseman ci ricorda una verità terribile ma fondamentale: essere felici è difficile, è una combinazione di elementi che non sempre si raggiunge. Essere felici non è scontato, bisogna faticare per esserlo: la felicità è una conquista, è bene farci caso.

Bonus: oltre alle puntate già citate, penso che sia necessario ricordare anche “Churro Gratis” (5×06): una puntata intera costruita su un monologo intenso e straziante recitato da Bojack al funerale della madre, con un equilibrio perfetto che mi mette i brividi ogni volta che la guardo. Periodicamente decido di rivedere questa puntata che sta lì, non aggiunge nulla alla trama, ma è l’ennesimo regalo prezioso che questa serie ci regala. Mentre aspettate le ultime puntate, se volete rivedere qualcosa, riguardate questo episodio e pensate a quanto una serie animata con un cavallo protagonista possa insegnare.

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