Richard Jewell, gli eroi invisibili raccontati da Clint Eastwood

Clint Eastwood torna a parlare dei suoi eroi invisibili con Richard Jewell, la sua ultima fatica uscita da poco nelle sale.

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Sono questi gli eroi invisibili di Clint Eastwood. Quelli connotati da un aspetto comune, che camminano per le strade e nessuno di noi li nota, persone normali, lontane dalla perfezione e di cui il regista si occupa ormai da tempo. Ognuno di loro ha la propria storia, il suo passato, magari neanche troppo facile, ma tutti sono accomunati dall’andare incontro ad un futuro prossimo in cui dovranno lottare per essere riconosciuti come dei veri e propri eroi. Chesley Sullenberg detto Sully è il pilota che salva 155 persone da un disastro aereo grazie alle proprie capacità, ma nonostante questo viene accusato e dovrà lottare per conquistarsi quell’appellativo di eroe che merita. Stesso destino di Richard Jewell, il soggetto della nuova fatica di Clint Eastwood uscita nelle sale in questi giorni. Insomma, torna il tema tanto caro al regista, quello dell’innocente che viene perseguitato in maniera ingiusta, già presente nel sopracitato Sully, ma anche in Fino a prova contraria e Mystic River.

Clint Eastwood, alla soglia dei 90 anni, ci regala un’altra pietra preziosa dall’alto dell’Olimpo dei registi in cui risiede, una storia vera che ci fa commuovere, riflettere ed a tratti anche divertire.

Trama

richard jewell

Richard Jewell (Paul Walter Hawer) è il classico ragazzone: è un giovane ingenuo, di cuore, in sovrappeso, che vive ancora con la madre Bobby Jewell (Kathy Bates, candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista). Lavora come addetto alla sicurezza ai Giochi Olimpici estivi ad Atlanta ed è ligio alle regole ed al protocollo che ha imparato, credendo molto nella divisa (ed essendone anche affascinato). È il 27 Luglio del 1996, quando, durante un concerto al Centennial Park ad Atlanta, si accorge di uno zainetto sospetto posto sotto una panchina, accanto alla folla che balla e si diverte. Grazie al suo intervento, inizialmente ignorato dai poliziotti presenti all’evento, riuscirà a salvare la vita di molte persone, diventando un eroe per tutti. Se non fosse che l’FBI, non sapendo chi incolpare, inizia ad indagare su di lui, fomentata anche dalla stampa.

Gli eroi invisibili 

richard jewell

Clint Eastwood recupera un fatto di cronaca realmente avvenuto e ci fa rivivere la vera storia di Richard Jewell. Sì, perché oltre ad assistere allo spettacolo, il pubblico riesce ad entrare perfettamente in empatia con quella vicenda, con il cuore straziato di una madre che si vede accusare il figlio ed invadere la casa e con Richard, quell’ingenuo ragazzo che difende l’operato dell’FBI quasi fino alla fine non rendendosi conto dei danni che li stanno provocando (o forse perché non lo vuole capire, considerata la sua ambizione personale e stima nei confronti delle forze dell’ordine). Viene accusato di aver provocato lui stesso quel disastro, con l’unico scopo di diventare famoso ed essere ricordato come un eroe.

Si contrappone in maniera antitetica, il comportamento e l’indole dell’agente Tom Show (Jon Hamm), che assieme alla giornalista Kathy Scruggs (Olivia Wilde), sono gli unici due che veramente puntano alla gloria  con lo smascheramento di un innocente. La loro scarsa capacità di portare a termine il proprio lavoro è evidente fin da principio. Kathy si guadagna le prime pagine del giornale raccogliendo notizie in cambio di prestazioni sessuali e facendo scrivere il pezzo al suo collega. Tom cerca a tutti i costi un colpevole per dimostrare la sua capacità, a costo di distruggere delle vite innocenti, anche attraverso la menzogna e l’inganno. E mentre i media invadono il vialetto di casa di Richard Jewell cercando di portare a casa una notizia, le uniche persone che gli staranno sempre al fianco, saranno un suo amico, altrettanto ingenuo, la madre e Watson Bryant (un bravissimo Sam Rockwell), un avvocato che aveva conosciuto Richard anni prima e che spronato dalla sua segretaria, lo aiuta a tirarsi fuori da questo groviglio di casini. Grazie al suo intervento, i toni drammatici e grigi della vicenda saranno smorzati da diversi simpatici siparietti, come quello della perquisizione in casa.

Non è solo una mera ricostruzione dei fatti, un tentativo ben riuscito di mostrare il lato oscuro della stampa e l’incapacità dell’FBI. È un tuffo di testa nel profondo dei sentimenti di una vita in via di distruzione, di una speranza viva, di un eroe invisibile che rispetta senza sgarrare mai il protocollo insegnatogli e lotta per la verità.

La regia di Clint Eastwood

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Clint Eastwood riesce nella sua opera anche grazie ad una regia che trova la sua riuscita in un connubio di elementi, unendo uno stile pulito, classico, tipico del regista, a delle inquadrature a mano che rendono il tutto più personale e meno pesante. Si aggiungono anche dei reperti dell’epoca, tra cui un video trasmesso in televisione subito dopo il misfatto al concerto, dove appare il vero Richard Jewell (doppiato però da Paul Walter Hawer). Non solo.

Le riprese dei concerti e dell’attentato accaduto sono state girate più o meno nei medesimi giorni con 23 anni di distanza proprio nel luogo in cui accaddero nel 1996, al Centennial Park di Atlanta. L’unico elemento alterato è quello che si riferisce al personaggio di Kathy Scruggs, in quanto sembra la donna, nella realtà, fosse dipendente da farmaci e soffrisse di grave depressione e che la scena in cui offre prestazioni sessuali in cambio di informazioni, non rispetti la reale personalità della donna.

In aggiunta, è possibile notare come Clint Eastwood utilizzi dei colori chiari, che illuminano la scena, quando il soggetto dell’inquadratura è Richard e tutto ciò che lo riguarda, contrapponendoli a colori più scuri, quando al centro della ripresa ci sono i suoi “nemici”, in modo particolare l’agente dell’FBI, Tom Show.

Conclusioni

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Il vero Richard Jewell è venuto a mancare nel 2007 a soli 44 anni a causa di alcune complicazioni dovute al diabete. La verità venne a galla ed il vero colpevole, Eric Rudolph, confessò nel 2003 di essere stato lui ad aver messo quella bomba. Clint Eastwood fa luce su un fatto di cronaca, restituisce il giusto merito ad un vero eroe attraverso una pellicola emozionante, fedele alla personalità di Richard (la stessa moglie si è detta molto soddisfatta della ricostruzione del marito), continuando il ciclo degli eroi invisibili, quelli di cui avremmo maggiormente bisogno, ma che invece, spesso, condanniamo.

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