Cuore selvaggio: quando David Lynch incontrò Nicolas Cage

Compie oggi 74 anni David Lynch. Andiamo oggi ad analizzare Cuore selvaggio, il suo film più sottovalutato che vanta la partecipazione di Nicolas Cage.

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Cuore selvaggio

David Lynch e Nicolas Cage sono le personalità del mondo del cinema su cui si scrive, su internet, di più.
Capita però raramente di parlarne assieme, pur avendo avuto i due l’opportunità di lavorare assieme in Cuore selvaggio, film del 1990 che vede per l’appunto alla regia David Lynch e, fra gli interpreti, Nicolas Cage.

Quando si parla di film di David Lynch non si può fare altro che elogiare la perfezione stilistica di Mulholland Drive, la perturbante angoscia di Strade Perdute, l’originalità innovativa di Twin Peaks, l’ermetismo simbolico di Twin Peaks- Il ritorno, la straordinaria umanità nella rappresentazione di Una storia vera o il crudo realismo di The Elephant Man.
Troppo poco spesso si spendono parole su Cuore selvaggio ed il che è abbastanza particolare dal momento che il film è il primo successo festivaliero di David Lynch.

Cuore selvaggio vinse infatti la Palma d’Oro come miglior film al Festival di Cannes del 1990 e, ad oggi, risulta essere l’unico vero “primo premio” vinto da Lynch.
Ma allora perchè, date queste premesse, non si sente parlare spesso di Cuore Selvaggio?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima di tutto contestualizzare Cuore selvaggio nel periodo in cui è uscito.

Diane Ladd, Nicolas Cage, David Lynch, Isabella Rossellini, Laura Dern e Willem Dafoe a Cannes nel 1990

DAVID LYNCH FRA ISABELLA ROSSELLINI E TWIN PEAKS

Siamo nel 1990: David Lynch è fra i registi più chiacchierati dal mondo del cinema e dal mondo del gossip in quanto sta intrattenendo una relazione con Isabella Rossellini ed ha dato luce, nello stesso anno e praticamente nello stesso periodo del festival di Cannes, a Twin Peaks, serie che ha da subito un impatto devastante per il pubblico mondiale.

La giuria del Festival di Cannes è presieduta dal nostro Bernardo Bertolucci e nella città della Costa Azzurra vi è grande fermento per quello che potrebbe essere il film che consacrerebbe definitivamente il talento di David Lynch. C’è inoltre un’enorme curiosità per la scelta degli attori protagonisti. Da una parte abbiamo infatti la sua attrice feticcio, Laura Dern ed alcuni attori impiegati nell’appena girata Twin Peaks (Grace Zabriskie, Sheryl Lee, Sherilyn Fenn e Jack Nance), dall’altra invece un lanciatissimo Nicolas Cage nel periodo probabilmente migliore della sua carriera, Willem Dafoe, Harry Dean Stanton e Diane Ladd, madre della stessa Laura Dern.
Con un cast del genere tutti si aspettano un film importante ma, quello a cui il pubblico assiste, è un qualcosa di inconcepibile e non catalogabile.

Sherilyn Fenn (Audrey Horne in Twin Peaks) in una scena del film

IL PULP PRIMA DEL PULP

Se ad uno spettatore della prima visione di Cuore selvaggio avessero chiesto il genere del film che aveva appena visto probabilmente non avrebbe saputo rispondere.
Cuore Selvaggio è infatti un film che adotta un registro grottesco ed iperrealistico per raccontare una storia d’amore tormentata ed ostacolata, degna di una commedia terenziana o di un dramma Shakespeariano, che assume al suo interno elementi tipici del Road-Movie, del Western e del Thriller.
Per prima cosa, però, Cuore selvaggio è un Pulp Movie ante litteram che si nutre voracemente di sangue, fuoco, fughe rocambolesche, sparatorie irreali, organizzazioni criminali iper-stratificate, personaggi e scrittura sopra le righe e criminali totalmente fuori di testa.
Tutti elementi che poi ritroveremo nel capostipite del genere ovvero Pulp Fiction di Quentin Tarantino.

Cuore selvaggio
Laura Dern e Nicolas Cage in una scena del film.

PERSONAGGI MEMORABILI

Quello che emerge su uno schema narrativo che, ad una prima visione, sembra sbandare in continuazione, è una costruzione pressochè perfetta di ogni singolo personaggio.

Il tono è dichiaratamente grottesco e, nel grottesco, emergono figure memorabili come quella di Sailor Ripley che si nutre di battute totalmente estemporanee dalla narrazione, stranianti, ma allo stesso tempo contingenti ad essa.
Sailor Ripley è una macchietta che cerca di uscire dal ruolo di macchietta, divisa fra un amore incontrastabile per la sua Lula (un’ottima Laura Dern) ed il richiamo del male. Un personaggio che cerca di emergere come positivo nell’intera vicenda ma che soccombe al richiamo di pulsioni criminali distorte e giustificate da un “senso del dovere” totalmente personale.
Nicolas Cage è l’attore ideale per rappresentare un personaggio del genere tant’è che numerose battute presenti nel film sono del tutto improvvisate e le canzoni che Sailor Ripley interpreta nel film sono state registrate dallo stesso Nicolas Cage.

Questa è la mia giacca di pelle di serpente. Rappresenta il simbolo della mia individualità e la mia fede nella libertà personale.

Cit. Sailor Ripley (Nicolas Cage)

Cuore selvaggio
Nicolas Cage nei panni di Sailor Ripley

Chi emerge però incontrastabile nella messa in scena è sicuramente Willem Dafoe che interpreta uno schizzato Bobby Peru, il cui nome fa già presupporre quanto possa essere memorabile un personaggio del genere.
Bobby Peru è quanto di più vicino al diavolo possa esistere e, come il diavolo, tenta i due innamorati. Cerca prima di convincere Luna a tradire Sailor, in una scena tanto drammatica quanto divertente e poi, non pago di ciò, convince Sailor a partecipare ad una rapina in banca per farlo cadere in una complicata rete tessuta dalla madre di Luna, Mariette (Diane Ladd)
Bobby Peru è follia pura, una riproposizione in chiave ancora più maligna e sopra le righe del personaggio interpretato da Dennis Hopper in Velluto Blu, capace di uscite tanto malvagie quanto divertenti e memorabili.

“Non urlare, canta!”
Cit. Bobby Peru (Willem Dafoe)

Cuore selvaggio
Willem Dafoe nei panni di Bobby Peru

UNA GROTTESCA PARODIA DEL MAGO DI OZ
Qualcuno si chiederà cosa può avere in comune un film di David Lynch con Il mago di Oz? Tutto.
Cuore Selvaggio è, infatti, sotto ad uno strato grottesco ed ironico, un film altamente drammatico che analizza temi come quello della colpa, della redenzione, della impossibilità dell’uomo di rimediare ai propri errori.

Lula e Sailor sono due personaggi che cercano la calma nella frenesia della loro relazione amorosa, relazione che è però destinata ad essere contrastata dalla madre di lei, Marietta.
Marietta è una donna seducente, ninfomane e psicopatica che non può tollerare che la figlia le venga portata di via da un uomo, Sailor, che ha rifiutato di tradirla con lei. Marietta da quindi inizio ad una catena di criminali che provano in ogni modo a togliere di mezzo Sailor Ripley.
Marietta viene definita come la “Strega dell’Ovest” del Mago di Oz, che cerca in ogni modo di ostacolare il percorso di redenzione di Lula e Sailor.
Bobby Peru e tutti gli altri criminali che compaiono in scena sono soltanto anelli della catena di intrighi e malvagità voluti da Marietta che si scagliano sui poveri innamorati.
Questi eventi possono essere spezzati solo con l’intercessione di “forze benevole” come la Fata buona (Sheryl Lee) che compare a fine pellicola.

Cuore selvaggio
Diane Ladd nei panni di Marietta

È un mondo cattivo, senza pietà, che racchiude dentro di sè un cuore selvaggio.

Questa frase di Lula riassume alle perfezione il film e dà una chiave di lettura dell’intera vicenda.
In un mondo di “pazzi sclerati”, di persone totalmente allo sbando, di uomini che presentano soltanto vizi e negatività, Lula sembra l’unica ad essere “pura” ed è costretta a subire le contaminazioni di un mondo cattivo, totalmente in balia della bestialità dell’uomo ed apparentemente privo di un senso.

Un mondo in balia del caso, sul modello euripideo, in cui la vicenda narrata da David Lynch non può altro che risolversi con il più scontato dei Deus Ex Machina, ovvero la Fata buona che scende dal cielo ed impone ad un malconcio Sailor Ripley, che nel corso della storia ne ha viste di tutti i colori (anche letteralmente), di tornare da Luna e dal figlio avuto con lei.

Cuore selvaggio
Sheryl Lee (Laura Palmer in Twin Peaks) nei panni della Fata buona

ACCOGLIENZA DEL FILM
Parlare di un film di Lynch senza cadere in possibili spoiler o contorsioni è impossibile così come è impossibile capire un film come Cuore Selvaggio ad una prima visione.
Ecco perché il film spaccò letteralmente in due la critica e l’assegnazione della Palma d’Oro da parte di Bernardo Bertolucci fu vista come una forzatura.
Lo stesso Bertolucci raccontò che, in quanto presidente della Giuria, si impuntò molto perché il premio venisse assegnato al film di David Lynch.

Ancora oggi Cuore Selvaggio sembra quasi bandito dalla filmografia di David Lynch pur essendo, a detta di molti, il suo film più “Lynchiano”. Siamo molto distanti dalla perfezione visiva e formale di un Mulholland Drive o dalla perturbante angoscia di Strade Perdute così come siamo ancora più lontani dall’ultimo Inland Empire, ma siamo di fronte alla codificazione di quelli che saranno i temi trattati da David Lynch nei suoi film successivi: paura, frenesia, angoscia, suoni stranianti, ironia, senso di colpa ed ambientazioni oniriche.

Cuore Selvaggio non fu probabilmente capito dal pubblico dell’epoca e, ad oggi, dopo aver assistito alla nascita del genere Pulp, il film di David Lynch può apparire a tutti gli effetti un precursore del genere.
Cuore Selvaggio è un film che nel suo successo non può fare a meno di un Nicolas Cage in forma smagliante che sfoggia la sua consueta espressione mai tanto essenziale quanto in altri film e che dimostra di essere un attore che stupisce quando interpreta personaggi ben scritti.

Il 20 gennaio è un giorno speciale in quanto sono nati sia David Lynch, sia il suo “maestro” Federico Fellini.
Cuore Selvaggio è probabilmente il punto di incontro ed, allo stesso tempo, di cesura fra i due grandi registi.
I personaggi di Cuore Selvaggio possono essere definiti “Felliniani” e stessa cosa si può dire dell’ambientazione. Forse è proprio per i richiami ad un immenso regista italiano che un grande regista italiano come Bertolucci decise di assegnare la Palma d’Oro a quello che è ad oggi considerato come uno dei più folli film che siano mai stati girati.

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