Jim Carrey: le sue 10 interpretazioni più “sfumeggianti”

Jim Carrey, il re della risata, festeggia 58 anni e noi vogliamo celebrarlo così, raccontandovi le sue dieci migliori interpretazioni.

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Ci sono nomi che sono scolpiti nella storia del cinema e che hanno segnato tappe fondamentali della settima arte. Uno di questi è senza dubbio quello di Jim Carrey, all’anagrafe James Eugene Redmond Carrey, attore canadese naturalizzato statunitense, che nel corso della sua carriera ha saputo interpretare diversi ruoli sfruttando e portando in scena le sue doti comiche e la sua mimica facciale, che lo ha reso “faccia di gomma” per eccellenza.

Dopo un’infanzia ed adolescenza contrassegnate da momenti difficili, Jim Carrey sale per la prima volta su un palcoscenico interpretando Babbo Natale fra i muri della scuola. La sua prima comparsa degna di nota è, invece, nello show The Duck Factory del 1984 a cui seguirono piccole parti. Ma la vera svolta è nel 1994 con una pellicola che tutti voi sicuramente ricorderete, Ace Ventura – L’acchiappanimali firmata Tom Shadyac, che (purtroppo) non riceve il plauso della critica e seguita in successione da The Mask – Da zero a mito di Chuck Russell, che, a questo giro, conquista davvero i cuori di tutti. Celebri sono anche le sue immense imitazioni, quando la sua faccia di gomma si è plasmata come quella di attori e star.

È bene ricordare, tuttavia, che la carriera di Jim Carrey non è stata segnata solo da innumerevoli successi che hanno regalato momenti di grosse risate, ma anche da interpretazioni drammatiche che hanno fatto la storia del cinema, come The Truman Show di Peter Weir, film che gli farà vincere un primo meritatissimo Golden Globe. Una collezione di vittorie, in contrapposizione con una vita privata piuttosto tribolata. Relazioni sentimentali poco stabili e un’accusa di istigazione al suicidio, per non parlare della depressione, sua stabile compagna di vita.

Ad ogni modo, tornando al cinema, Jim Carrey ha segnato un solco importante nell’ambito della comicità (e non solo) del grande schermo ed oggi, in occasione del suo 58esimo compleanno, abbiamo deciso di celebrarlo così, stilando una classifica delle sue migliori interpretazioni.

10. Scemo & più Scemo (1994)

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Lloyd: “Non lo capisci Harry? E’ la nostra grande occasione, amico! Dobbiamo solo mostrare un po’ di classe, un po’ di raffinatezza e saremo culo e camicia”
Harry: “Non c’è problema Lloyd, abbiamo classe raffina… oh guarda che cocomeri appesi a quella strafica!”

Apologia dell’idiozia. Lloyd Christmas (Jim Carrey) è un autista di limousine ed il suo fido compagno, Harry Dune (Jeff Daniels) si occupa della cura di cani da esibizione. Lloyd un giorno accompagna all’aeroporto la bella Mary Swanson (Lauren Holly), di cui si innamora follemente. Tuttavia, la ragazza lascia nella macchina del giovane una valigetta piena di denaro. Da questo momento inizieranno le avventure demenziali dei due protagonisti, i quali partiranno per il Colorado per restituire il tesoro trovato. Sullo sfondo del road-movie, Scemo & più Scemo è divenuto un cult a tutti gli effetti. Le battute saranno volgari ed anche un po’ grottesche, ma sfrutta alla grande la comicità di Jim Carrey, sulla cresta dell’onda in quel periodo, e la sua spalla, Jeff Daniels, una vera e propria sorpresa.

9. Bugiardo bugiardo (1997)

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Max: “E’ vero che se fai le smorfie poi da grande ti rimane la faccia deformata?”
Fletcher: “Ehi, c’è gente che ci campa alla grande con le smorfie!”

Delizioso film formato famiglia. Bugiardo bugiardo è la storia di un padre, Fletcher Reede che nella vita è un avvocato di grande successo, il quale riesce a rigirare la verità grazie alle sue capacità di grande oratore. Tuttavia, la menzogna non trova confine nel lavoro e spesso si trova a non rispettare gli impegni presi con il figlio Max (Justin Cooper). Il ragazzino, allora, per il suo quinto compleanno, esprime come desiderio che il padre non menta per 24 ore. Il desiderio viene esaudito e qui inizia il vero ed insostituibile Jim Carrey.

Vero è che, contrariamente ad altri lungometraggi, l’attore qui non esplode, non conserva la sua tipica impertinenza ed è come incalanato in schemi più precisi e meno scapestrati. Ma è anche vero, e questo è quanto basta per farcelo adorare, che Jim Carrey inscena una costante guerra fra ciò che desidererebbe esprimere e quello che deve dire non per sua volontà: un tripudio di mimica, un contorsionista facciale, che fa divertire e ci ricorda l’importanza e la bellezza della verità.

8. Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi (2004)

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“Ciao ciao ciao… sono il vostro beneamato conte Olaf!”

I tre fratelli Baudelaire, Violet (Emily Browning), Klaus (Liam Aiken) e Sunny (Kara e Shelby Hoffman) rimangono orfani dopo l’incendio della loro casa ed ereditano tutta la fortuna della famiglia, di cui però non potranno disporre fino al raggiungimento della maggiore età di Violet. Nel mentre, i tre sfortunati ma acuti ragazzi si ritrovano a girovagare e saltellare dalla casa di un vecchio e lontano parente ad un altro, perseguitati dal perfido Conte Olaf (Jim Carrey).

Oltre ad essere impeccabile da un punto di vista di scenografia, costumi e trucco (tanto da vincere il Premio Oscar proprio per quest’ultima categoria), Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi vanta una performance attoriale di Jim Carrey che non passa certamente inosservata, facendo scivolare in sordina tutte le critiche eventuali da poter muovere al regista, Brad Silberling, per aver semplificato i romanzi strepitosi firmati Daniel Handler. Un grottesco, spietato, ma assolutamente adorabile Conte Olaf che si muove in uno scenario dalle note burtoniane, circondato da colori tetri e sanguisughe affamate.

7. Ace Ventura – L’acchiappanimali (1994)

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“Ciao… ce l’hai una mentina?! Così mi profumo l’alito”

Se i critici dell’epoca vedessero Ace Ventura –  L’acchiappanimali in questa lista probabilmente chiederebbero in prestito il lanciafiamme a Rick Dalton per sterminarmi. Che il film in sè non sia un tripudio in termini di regia (affidata a Tom Shadyac) e di sceneggiatura, possiamo anche dirlo. Ma qui, Jim Carrey non si tocca! Il suo investigatore privato, contattato per ritrovare Fiocco di Neve, un delfino mascotte dei Miami Delphius, è davvero una reinvenzione e personalizzazione di Jerry Lewis (all’epoca il paragone non piacque neanche un po’). Le sue movenze, la sua mimica, la sua comicità slapstick: semplicemente fantastico. Ace Ventura – L’acchiappanimali insieme a The Mask – Da zero a cento diede a Jim il successo planetario, rendendolo una star indiscussa del momento.

6. The Mask – Da zero a mito (1994)

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“Spumeggiante!”

L’immagine di Stanley Ipkiss alias Jim Carrey è probabilmente una delle più iconiche dell’attore. Si tratta di un impiegato di banca, il quale, indossando una maschera antica, si trasforma in un individuo carismatico, al limite con il cartoon, sui generis, singolare e soprattutto “spumeggiante” (anche se in realtà la traduzione corretta in italiano sarebbe “sfumeggiante”, ma ormai è passato alla storia con il primo e pertanto continueremo ad utilizzare questo). Il film di Chuck Russell è tratto liberamente dalla serie a fumetti scritta da John Arcudi ed edita da Dark Horse Comics. The Mask – Da zero a cento consacra un Jim Carrey camaleontico, versatile, padrone assoluto dello schermo. La riuscita della pellicola, infatti, è da attribuire anche alle sue numerose scene improvvisate, come ad esempio quella del preservativo consumato tirato fuori dalla tasca. Da ricordare che al suo fianco debuttò Cameron Diaz con il personaggio della bella Tina Carlyle.

5. Yes Man (2008)

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“Il sì porta sempre a qualcosa di buono!”

Carl Allen lavora in banca e non si è ancora ripreso dal divorzio con la moglie: da due anni a questa parte trascorre la sua vita in balia del tempo, con relazioni sociali praticamente inesistenti e nessun interesse. Fin quando non incontra, durante una pausa pranzo, un suo vecchio conoscente, il quale gli indica la strada della salvezza: diventare uno Yes Man con il guru Terence Bundley (Terence Stamp). Da questo momento la sua vita sarà solo un grande gigantesco “sì” ad ogni richiesta.

La sostanza è molto simile a quella di Bugiardo bugiardo, ma Yes Man ha decisamente qualcosa in più. Sì, perché anche se la trama non spicca di originalità e gli spunti da approfondire potevano essere molteplici, Yes Man regala al grande pubblico una delle migliori performance di Jim Carrey. Fra una gag e l’altra, serate cosplay ed una sopraffina Zooey Doeschanel, l’attore a questo giro risolleva completamente un personaggio che si presenta con poco spessore, facendolo risaltare al massimo livello. E’ irresistibile, vivace, brillante.In quell’America del “Yes, we can” noi diciamo “Yes Man”.

4. Una settimana da Dio (2003)

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“La vita è un biscotto ma se piove si scioglie”

Pellicola del 2003, terza collaborazione con Tom Shadyac. La vita di Bruce Nolan (Jim Carrey) è un vero disastro e lui stesso scarica tutte le responsabilità del caso a Dio (in questo caso Morgan Freeman). Ma cosa accade quando Dio decide di prendersi una vacanza e convocare Bruce per chiedergli di prendere il suo posto? Jim Carrey si dimostra il re (per non dire Dio) della risata, donando al pubblico una delle sue interpretazioni migliori. Come spesso accade nei film con Jim Carrey, la pellicola è praticamente retta tutta da lui, se consideriamo che la presenza di Jennifer Aniston è praticamente insulsa e quella di Morgan Freeman funzionale. La verve e lo spirito esilarante di Jim Carrey vengono fuori fin da principio, per poi esplodere in qualche scena che spicca fra le altre. Rispetto alle precedenti performance, la capacità mimica dell’attore è meno esaltata, ma Una settimana da Dio garantisce comunque 97 minuti di divertimento scandito da gag che si susseguono e riflessioni degne di nota. Un grande classico della risata, che piace piace e piace ancora.

3. Man on the Moon (1999)

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“Non sono un comico, George, e le sitcom sono la forma più infima di spettacolo. Insomma, ci sono stupide battute e risate già pronte, non si capisce perché ci sono, ma ci sono. E’ gente morta che ride, ti rendi conto? Sono morti che ridono”

Questa è la storia di Andy Kaufman, showman e comico fondamentale venuto a mancare a soli 35 anni a causa di un tumore. Personaggio eccentrico, al limite fra la pazzia e l’umanità, incontenibile provocatore che ha fatto di quest’ultima un pilastro della sua comicità fuori dagli schemi. Jim Carrey si impadronisce di Kaufman: guardare lui, osservarlo per quei 118 minuti di opera, equivale a fare un viaggio intenso nella vita del comico. Milos Forman, regista di Man on the Moon, conferisce ritmo e corpo al film, mentre Jim l’intensità necessaria per capire un personaggio istrionico che si muoveva fra realtà e finzione e che faceva dello stupore il suo marchio di fabbrica.

Vittoria di Jim Carrey ai Golden Globe, ma nessuna candidatura agli Oscar (qui storciamo il naso e, per quanto possa contare, glielo diamo noi).

2. Eternal Sunshine of the Spotless Mind – Se mi lasci ti cancello  (2004)

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“Parlare in continuazione non significa comunicare”

Iniziamo da una premessa. L’unico vero titolo da poter affibbiare a questa pellicola è Eternal Sunshine of the Spotless Mind: non si offenda nessuno, ma tradurre un titolo simile in Se mi lasci ti cancello, cavalcando l’onda dei nomi da botteghino che preannunciano una commedia statunitense (considerando anche la presenza di Jim Carrey), è stato un vero e proprio delitto contro la comunità dei cinefili. Lo è ancora di più se consideriamo che è stato preso dai versi di Alexander Pope.

Eternal Sunshine of the Spotless Mind, diretto da Michel Gondry, nasce dalla penna di Charlie Kaufman, uno dei nomi più autorevoli e geniali del mondo del cinema e della sceneggiatura, in grado di scavare nei meandri più profondi della psicologia e della mente umana (difetti vince il Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale). Qui c’è tutto: è un film d’amore, dalle note fantascientifiche, assolutamente drammatico, ma spesso anche divertente. Due giovani, Joel (Jim Carrey) e Clementine (Kate Winslet), una ragazza bizzarra ed eccentrica, si conoscono, si innamorano, giocano, sono felici (i capelli di Clementine, in questo momento, si tingono di verde), vivono un amore intenso, unico (qui invece sono di rosso), ma poi sprofondano in una crisi (si passa all’arancione) ed alla fine si lasciano (blu). Fin qui tutto nella norma. Se non fosse che lei decide di cancellare dalla memoria lui grazie ad una clinica specializzata nel settore, la Lacuna Inc. Il film di Gondry è intenso, un colpo al cuore, un pugno sferrato che arriva dritto dritto alla bocca dello stomaco, sillabato da un forte impatto visivo. Ed il Jim Carrey a cui siete abituati, qui, cancellatelo dalla memoria veramente. Tutta la malinconia, la sofferenza, il significato viscerale che si cela dietro agli effetti speciali e l’ingarbuglio della mente, viene riportato perfettamente dall’attore. Il focus è il capolinea dell’amore, ma alla fine dei conti l’unica cosa che ha veramente importanza è amare.

1. The Truman Show (1998)

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“Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte”

Primo vero ruolo in un film drammatico per Jim Carrey. Un’opera indimenticabile in cui l’attore è Truman, il protagonista, a sua insaputa, di uno show che incolla al televisore milioni di telespettatori da quando è nato. Oltre ad essere un film strepitoso, distopico e voyeuristico, che indaga sulla natura umana criticando un istinto umano perverso, Jim Carrey impersona in maniera eccellente una vita distrutta dal genere umano, alleggerendo topoi importanti, attraverso il genio di cui è cosparso. La sua prova in un film drammatico, fuori dai canoni tradizionali nei quali solitamente si immerge, riesce alla grande. Una pellicola importante ed un Jim Carrey fondamentale: ecco i motivi per cui The Truman Show occupa il primo posto della nostra classifica.

Qui un focus su The Truman Show.

Tanti auguri grande Jim, che oggi tu possa ridere almeno un quarto di quanto sei riuscito a far ridere noi!

Per altri approfondimenti vai su CiakClub.

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