Alan Rickman: “Dopo tutto questo tempo?” “Sempre”

Sono passati quattro anni dalla morte inaspettata di Alan Rickman. Lo ricordiamo in questo articolo, insieme alle sue migliori interpretazioni.

0
10528
Alan Rickman

– “Dopo tutto questo tempo?”
-“Sempre”

Una breve citazione, composta di sole cinque parole, racchiude al suo interno l’apice della carriera di un attore e un momento indelebile di una storia che ha accompagnato la crescita di milioni di persone.

L’attore a cui si fa riferimento è Alan Rickman, conosciuto ai più per aver vestito i panni di Severus Piton, nella saga di Harry Potter. Iniziamo a ricordarlo con una sequenza strappalacrime: mentre confessa di aver celato nel suo cuore l’amore per Lily, camuffandolo perfettamente sotto un volto di pietra e uno sguardo severo.

Lo ricordiamo così, a distanza di quattro anni dalla sua morte, avvenuta il 14 gennaio 2016. Quel giorno, un tumore che lo affliggeva da tempo, ha avuto la meglio sul sessantanovenne e ha posto la parola fine all’ultimo capitolo della sua vita.

Non solo attore, ma anche pittore, regista e filantropo. Alan Rickman era un uomo che spesso, nella memoria collettiva è stato sovrapposto ai personaggi da lui interpretati (soprattutto quello appena citato). Per questo, per ricordare l’uomo prima dell’attore, riporto una curiosa metafora con cui Ian Rickson lo ricorda nel coccodrillo pubblicato nel Guardian:

“Era un capo tribù, verso cui dirigiamo la nostra bussola morale. Quando un capo tribù muore, la tribù ne soffre. Non c’è nessuno che può sostituirlo.”

Alan Rickman

Dal teatro al cinema 

Le origini di Alan Rickman erano piuttosto modeste. I primi anni della sua vita non ha navigato nell’oro, anzi ha avuto un’infanzia abbastanza difficile. Probabilmente la difficoltà ha contribuito a renderlo l’uomo dall’animo sensibile, che lo fa ricordare ancora con tenerezza. Ma far fronte alla morte del padre in tenera età e vedere la madre crescere a stenti quattro figli, sono esperienze che segnano.

Come molti artisti, ha trovato rifugio nell’arte. Prima nelle arti visive (era molto bravo con gli acquerelli e ha lavorato come graphic designer per qualche anno) e poi nel teatro. Dal 1974 al 1987 la sua carriera attoriale è ruotata interamente attorno al palco e ha continuato a provare amore per quest’arte tutta la sua vita. Il ruolo più importante, che gli fece guadagnare una candidatura ai Tony Award e al Drama Desk Award, è il Visconte di Valmont, protagonista dell’opera teatrale Liasons Dangereuses.

Alan Rickman
Love Actually

Nel 1988 inizia la sua carriera nel mondo del cinema come il criminale tedesco Hans Gruber nel film Die Hard (Trappola di Cristallo). Questo, è stato il primo di una sfilza di ruoli da villain, cui sono susseguiti, per esempio, Elliot Marston in Quingley Down Under (Carabina Quigley 1990) e lo Sceriffo di Nottingham in Robin Hood: Principe dei ladri (1991). L’apice del successo l’ha raggiunto, però, interpretando Severus Piton.

Non ha solamente interpretato personaggi abietti. Ha anche recitato in commedie, come la parodia sci-fi Galaxy Quest, oppure nel fantasy Dogma, e infine nella commedia romantica Love Actually

Ricordare ogni suo ruolo interpretato sarebbe difficile, visto che ha recitato in una cinquantina di film e in una ventina di contenuti televisivi (senza contare il teatro).

Però, credo sia giusto ricordarlo per ciò che l’ha reso più famoso: la sua abilità ad interpretare i villain. E infine, accenneremo ai suoi ruoli migliori, di modo tale da non fossilizzarsi sul solito (e amato) Severus Piton.

Alan Rickman

Alan Rickman, il villain perfetto

“Non dovrebbe essere una sorpresa che Alan Rickman è l’unico attore inserito nella lista dei più grandi villain di tutti i tempi due volte – mette così tanto entusiasmo nelle cattive azioni. La leggenda vuole che ha continuato a rifiutare il ruolo dello Sceriffo di Nottingham fino a che acconsentirono che avrebbe avuto carta bianca nell’interpretazione – che, per dolore di Kevin Costner, includeva rubare tutto il dannato show.

Come vediamo scritto qua sopra, a detta dell’Empire (ovviamente non solo), Alan Rickman era per antonomasia il più grande villain di tutti i tempi.

Alan Rickman

Ma perché?

Per via della sua faccia di bronzo, della sua abilità di mantenere uno sguardo fisso e severo mentre le sue labbra si increspavano in un ghigno agghiacciante. È dovuto anche dai suoi lineamenti spigolosi e dritti, che danno naturalmente al suo viso una certa freddezza e austerità.

E infine la sua voce (che purtroppo nella doppiatura italiana un po’ si perde), estremamente difficile da descrivere. Aveva un timbro particolare, un po’ nasale ma allo stesso tempo profondo, perfetto quando associato a personaggi malvagi. Se poi si aggiunge la sua abilità (mostrata nel personaggio di Severus Piton) di renderla completamente monotona e inflessibile come le sue espressioni facciali, allora, l’interrogativo che ci siamo posti poco fa si spiega da sé.

Alan Rickman
Robin Hood: Il principe dei ladri

Non solo Severus Piton

Tutti i fan di Harry Potter che si rispettino hanno imparato ad amare il disturbato e misterioso personaggio di Severus Piton. Alan Rickman, infatti, ha dato vita in modo talmente sublime al personaggio della Rowling, che il pubblico fatica a distinguere attore e personaggio.

Per questo, le altre sue interpretazioni sono state un po’ eclissate da questo presunto villain, che in realtà, sotto quei capelli corvini, quel colorito pallido olivastro e quel volto perennemente corrucciato, non è altro che un tenerone.

Alan Rickman
Sweeney Todd
  • Il giudice Turpin – Sweeney Todd

In questo musical dalle sfumature orrifiche, diretto dall’eccentrico Tim Burton, veniamo a conoscenza delle abilità canore di Rickman, nonché della storia del diabolico barbiere di Fleet Street.

Sempre nella sua veste da cattivo, Alan Rickman riesce a rubare la scena a Johnny Depp quando la sua voce profonda si pone in contrasto con quella della sua nemesi, facendoci inevitabilmente rabbrividire.

  • Metatron – Dogma

Nel controverso film di Kevin Smith (che ha scatenato contro di lui l’ira di cattolici e protestanti), Rickman interpreta un Serafino di nome Metatron. Il suo scopo è quello di fare da mediatore tra Dio e gli uomini, perché questi ultimi non possono ascoltarne la voce senza che la loro testa scoppi.

Una commedia satirica che raffigura Dio nelle forme femminili di Alanis Morissette, e la cui sfrontatezza si rende manifesta sin dai titoli di testa, in cui il regista e la View Askew hanno dovuto inserire questo messaggio di avvertenza:

Alan Rickman
Dogma

«Benché dopo 10 minuti diventi evidente, View Askew dichiara che questo film è, dall’inizio alla fine, una commedia surreale che non va presa sul serio.[…]
Quindi, per favore, prima che pensiate che questa sciocchezza di film possa nuocere a qualcuno, ricordate: anche Dio ha un senso dell’umorismo… Prendete l’ornitorinco.
Grazie e buona visione.

P.S. Porgiamo le nostre sincere scuse a tutti gli amanti dell’ornitorinco che si sono offesi per questo sconveniente commento.
Noi di View Askew rispettiamo il nobile ornitorinco e non è nostra intenzione mancare in qualche modo di rispetto a questo stupido animale.
Grazie ancora e buona visione.»

Alan Rickman
Die Hard
  • Hans Gruber – Trappola di cristallo

Come spiegato prima, quello di Hans Gruber è il primo ruolo di Rickman nell’industria Hollywoodiana, che ha lanciato la sua carriera come villain per antonomasia.

Per fortuna l’attore superò la resistenza iniziale. Infatti, Rickman, abituato a interpretare eroi classici sul palco di un teatro, rabbrividiva un po’ all’idea di recitare in un film d’azione.

(Chissà cosa sarebbe successo se avesse rifiutato…)

  • Alexander Dane – Galaxy Quest

Questa reminiscenza del grande Alan Rickman si chiude con la ridicola parodia del franchise di Star Trek diretta da Dean Parisot.

L’attore interpreta Alexander Dane, attore a sua volta, che è diventato famoso per il ruolo di Dr. Lazarus, che potremmo definire come una bizzarra versione di Spock.

Alan Rickman
Galaxy Quest

Questo e altri approfondimenti nella sezione focus di CiakClub.

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here