Checco Zalone: “Il momento più umiliante della mia carriera è stato..”

Checco Zalone si è raccontato a Vanity Fair e ha parlato del momento più imbarazzante della sua carriera

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Checco Zalone, mentre i suoi fan continuano a riempire le sale con il suo Tolo Tolo, ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair. Il primo punto toccato è stato il momento più imbarazzante della sua carriera:

“Il picco dell’umiliazione fu quando mi chiesero di suonare un pianoforte vestito da Babbo Natale.”

Il comico ha poi continuato:

“Le ho provate tutte. E non mi sono arreso. Sono stato fortunato, anzi fortunatissimo perché senza una buonissima dose di culo non vai da nessuna parte, ma quando ho avuto un’occasione ho dimostrato di sapermela meritare. Mi mandavano in onda, funzionavo, facevo ridere”.

Checco Zalone è poi passato a parlare di Tolo Tolo:

“C’è un bambino che mi segue nel film, che mi si affeziona, che mi prende un po’ come un secondo padre. Per una questione burocratica non aveva il visto per venire in Italia. Praticamente un’iperbole. Il Kenia non ce lo mandava con Salvini ministro dell’Interno in carica”.

Infine si è parlato di Pietro Valsecchi:

“Con la sua voce cavernosa a 5 Megahertz, nella mia vita arriva proprio lui, Pietro Valsecchi. Io non sapevo chi fosse. Al telefono capisco soltanto due parole: Cortina e Aereo. Chiamo Gennaro Nunziante e gli dico: ‘Mi ha cercato un certo Valsecchi’. Sento un silenzio dall’altra parte, poi un gorgoglio che somiglia a un’esultanza. ‘Ma sai chi è Valsecchi? Dobbiamo portargli subito una storia’. Così in pochi giorni tiriamo giù il canovaccio di Cado dalle nubi”.

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Per chi se lo fosse perso, ecco il riassunto di Tolo Tolo:

Rifiutando di percepire il reddito di cittadinanza, Checco (Checco Zalone) apre un improbabile ristorante giapponese “Murgia & Sushi”, ma viene travolto dai debiti e dalle tasse e fallisce: per sfuggire ai creditori, decide di scappare in Africa dove trova lavoro come cameriere in un villaggio turistico del Kenya. Lì incontra il suo nuovo amico Oumar (Souleymane Sylla), appassionato del cinema neorealista italiano, e si innamora della giovane Idjaba (Manda Touré) . Scoppia improvvisamente la guerra civile, per cui tenta di tornare precipitosamente in Europa (in realtà desidererebbe rifugiarsi nel paradiso fiscale del Liechtenstein), ma non ricevendo aiuti dai familiari (che anzi sperano nella sua morte per cancellare tutti i debiti) è costretto a seguire le rotte dei migranti. Checco vive così in prima persona un vero e proprio viaggio della speranza, attraversando il deserto del Sahara, giungendo in Libia, dove viene sequestrato dai trafficanti di migranti. Riesce infine ad imbarcarsi su un barcone diretto in Italia, venendo poi salvato da una nave di una ONG che viene prima bloccata dalla politica dei porti chiusi e poi autorizzata a sbarcare a Vibo Valentia.

Venite a trovarci su Ciakclub.

 

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