Storia di un matrimonio è il Kramer vs. Kramer del nostro millennio

Storia di un matrimonio è sicuramente stato influenzato da Kramer vs Kramer ma potremmo anche dire che lo supera? Eccone un'analisi.

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Storia di un matrimonio

Tra pochi giorni le nomination agli Oscar saranno rese note. Inizieremo dunque a parteggiare in modo sfegatato per il film che ci è piaciuto di più, e Storia di un matrimonio è sicuramente tra i favoriti di molti.

Ma nel guardarlo suona un campanellino in testa. Ci ricorda che è una storia già vista, che non è la prima volta che ci si trova sul divano a piangere alla vista di una coppia che si separa e la loro lotta per la custodia del figlio.

Quel din din din che risuona è dovuto a un altro film, uscito nel 1979: Kramer vs. KramerNonostante sia uscito più di quarant’anni fa, paragonato a Storia di un matrimonio, ci si rende conto di quanto sia ancora attuale per certi aspetti.

Per questo, si potrebbe dire che quest’ultimo è una sorta di versione aggiornata di Kramer vs. Kramer.

Storia di un matrimonio

Storia di un matrimonio / Kramer vs. Kramer

I parallelismi narrativi tra i due film sono piuttosto evidenti. Una coppia di New York si separa perché la moglie sente di aver vissuto in funzione del marito e si trasferisce ad LA. Si seguono, dunque, le assurde trafile legali, che portano la coppia a lottare per la custodia del figlio.

Le protagoniste delle due pellicole, Nicole (Scarlett Johansson) e Joanna (Meryl Streep) si allontano per dei motivi simili. Si sentono entrambe schiacciate dall’ego del marito, che per via della sua dedizione alla carriera è emotivamente assente. Hanno bisogno di riaffermare la loro persona, e per farlo devono allontanarsi. La differenza sostanziale è che Nicole porta con sé suo figlio, Joanna invece, visibilmente provata dalla depressione, vede l’abbandono come l’unica soluzione per far il bene del bambino.

L’influenza di Kramer vs. Kramer è piuttosto innegabile. Ma l’opera, scritta e diretta da Noah Baumbach, non è lodata per la reminiscenza del film di Robert Benton.

Storia di un matrimonio
Kramer vs. Kramer

Baumbach ha scritto una sceneggiatura profondamente reale, che emoziona il pubblico per la disarmante verità.

Probabilmente, stralci della sua esperienza personale hanno contribuito nella narrazione della storia del matrimonio dei Barber (o meglio, della storia della fine del loro matrimonio). Sia lui che la Johansson hanno alle spalle un divorzio e lei ha apertamente affermato che la sua vita personale abbia influito nella costruzione del personaggio:

“Volevo lavorare con Baumbach e ci siamo incontrati, non sapevo il tema del progetto e quando me lo ha proposto e’ stato davvero un po’ uno shock, mi stavo separando e lui non lo sapeva. Ho accettato il ruolo di Nicole e ho messo tutta me stessa, ben più che nei film precedenti.”

I dialoghi (costruiti anche con il contributo degli attori, che sono stati scelti prima del lavoro di scrittura) sono talmente verosimili nella loro imperfezione, che sembrano quasi improvvisati. In realtà, ogni minimo dettaglio, ogni parola, movimento e pausa, è stato minuziosamente calcolato dal regista.

Storia di un matrimonio

L’evoluzione di Storia di un Matrimonio

Ciò che ho apprezzato maggiormente in Storia di un matrimonio (che nel film interpretato da Dustin Hoffman e Meryl Streep manca) è uno spazio uguale alle controparti.

Kramer vs. Kramer pone sul piedistallo il padre che, lasciato da solo con il figlio, si destreggia per la prima volta tra lavoro e famiglia. Nonostante abbia sempre adorato la scena in cui mostrano la routine quotidiana di padre e figlio che, dopo un disastro iniziale, arrivano ad agire in modo simbiotico, mi rendo conto che dare spazio quasi esclusivamente al padre porta inevitabilmente a simpatizzare con lui.

Storia di un matrimonio
Kramer vs. Kramer

Al contrario, per il poco spazio dato alla madre, proviamo involontariamente un senso di antagonismo nei suoi confronti. Questo sentimento raggiunge l’apice quando se ne va di casa, la frettolosità e l’impazienza della donna fanno passare il suo crollo emotivo e mentale come un capriccio. Ma lo stesso avviene quando torna a NY e parla con Ted per discutere sulla custodia del figlio.

L’unico momento in cui si affievolisce, è durante la sua deposizione al processo. Nei pochi minuti in cui le si da voce, si può sbirciare nell’animo di Joanna e viene mostrato il suo dolore, il suo punto di vista. Poco dopo però, torna ad apparire una donna capricciosa e indecisa, perché nonostante abbia vinto la causa per la custodia del figlio, decide di lasciarlo con il padre e se ne va nuovamente.

Invece, la caratterizzazione di Nicole e Charlie è a tutto tondo. Abbiamo modo di conoscere i lati positivi e negativi di entrambi, inizialmente perché ci vengono raccontati alternativamente da loro stessi nei monologhi iniziali. Poi, perché li seguiamo passo per passo nella loro quotidianità, che viene distrutta dalla lotta spietata degli avvocati.

Dopo la dolcezza dell’intima descrizione che Nicole dà di Charlie e viceversa, quella che viene data da Nora e da Jay durante il processo è ancora più sferzante. Pur di “guadagnare punti” davanti al giudice, la coppia è costretta a tirarsi colpi bassi. Quindi un bicchiere di vino di troppo diventa un problema di alcolismo, la necessità di trovare un avvocato in 24 ore diventa negligenza nei confronti del figlio.

In Storia di un matrimonio non si tende a simpatizzare con uno dei due genitori, o comunque lo si fa con entrambi in modo alternato. Entrambi hanno motivazioni valide per lasciare la controparte, e ne hanno altrettante per essere compatiti. Nicole è stata tradita, Charlie usa praticamente tutti i suoi soldi per la consulenza legale e non può investirli nella compagnia teatrale.

Non ci sono vinti e vincitori, ma solo una famiglia rotta, che resta indissolubilmente legata da un affetto basato sul ricordo.

Storia di un matrimonioAdam Driver e Scarlett Johansson

Storia di un matrimonio si concentra molto sui personaggi, i protagonisti sono la colonna portante del film. Per questo l’interpretazione di Adam Driver (BlacKkKlansman) e di Scarlett Johansson (Lost in Translation) è fondamentale.

Entrambi danno il meglio di loro stessi.

Si immergono con naturalezza nei loro personaggi e fanno loro il dolore descritto nella sceneggiatura. Ogni azione e sguardo è carico di significato.

Basti pensare all’occhiata riconoscente che Charlie scambia con Nicole quando, durante il colloquio con gli avvocati, è visibilmente a disagio perché non sa cosa scegliere dal menù. Oppure, la dolcezza con cui Nicole guarda Charlie mentre chiude il suo cancello che era rimasto bloccato per il blackout.

Altrimenti, quando Nicole taglia i capelli a Charlie, come era solita fare quando erano una coppia, oppure quando lo ferma per allacciargli la scarpa perché ha in braccio il figlio Henry.

Fino ad arrivare a toccare i vertici quando Nicole scoppia a piangere parlando con Nora del suo matrimonio, e quando Charlie perde totalmente il controllo nel suo appartamento e urla contro Nicole.

Il femminismo e l’assurdità legale

Anche Laura Dern ci regala una potente performance interpretando Nora, l’avvocato di Nicole. (Per cui ha appena vinto un Golden Globe)

Sembra che abbia preso Renata, donna forte e ambiziosa della serie Big Little Lies, l’abbia perfezionata, e plasmata per Storia di un matrimonio. 

Attraverso la figura di Nora, Baumbach mette in luce il tema del femminismo, particolarmente importante nella cultura americana di questi anni anche per la nascita del movimento #metoo. 

Raggiunge il punto massimo quando Nicole prova il colloquio con il perito e Nora sottolinea che deve essere perfetta:

“Possiamo accettare un padre imperfetto. Accettiamolo, l’idea del buon padre è stata inventata soltanto 30 anni fa. Prima di allora ci si aspettava che i padri fossero silenziosi, assenti e inaffidabili e tutte possiamo dire di volerli diversi, ma in fondo… in fondo li accettiamo, li amiamo per la loro fallibilità.

Ma nessuno accetta questi stessi difetti nelle madri. Non lo accettiamo strutturalmente e non lo accettiamo spiritualmente, perché alla base del nostro giudaico-cristiano Qualcosa, c’è Maria madre di Gesù e lei è perfetta. 

È una vergine che ha generato la vita, che senza esitare ha supportato suo figlio e ha stretto fra le braccia il suo corpo esanime. Ma il padre non era lì, non si è fatto vivo nemmeno per scoparla, perché Dio è in paradiso. Dio è il padre e non si è nemmeno presentato, perciò tu devi essere perfetta e Charlie può essere un cazzone, non importa a nessuno. Tu dovrai sempre tenere un livello più alto ed è una stronzata, ma è cosi che vanno le cose.”

Storia di un matrimonio

Altro tema importante è l’assurdità legale. In questo caso, si vede di più nel rapporto tra Charlie e gli avvocati che incontra, perché Nicole ha la fortuna di aver trovato una donna che instaura con lei un rapporto intimo, amichevole, il più possibile di supporto.

Charlie invece deve correre tra studi legali per trovare un avvocato che possa permettersi e anche quando lo trova è tutto sempre più assurdo. Gli dicono che deve tenere la casa di NY ma allo stesso tempo trasferirsi ad LA, anche se il suo spostamento cancellerebbe ogni possibilità di tornare nella città in cui ha sempre vissuto.

Bert stesso, il suo iniziale avvocato (e l’unico umano abbastanza da capirlo), si lamenta dell’assurdità della situazione:

Non ha senso, vero? La ragione per cui lo stai facendo è che ami tuo figlio e facendo così stai togliendo soldi dall’educazione di tuo figlio.” 

Storia di un matrimonio

Somme e pronostici

Ci sarebbero ancora moltissime cose da dire su Storia di un matrimonio, per esempio sui comportamenti del figlio Henry che riflettono il suo stress emotivo e sul modo in cui viene mostrato visivamente il distacco della coppia. Ma ciò che colpisce più di tutto è la capacità del creatore di mantenere quel sentimento di amore e affetto latente e aleggiante nell’atmosfera della pellicola, che fa venire la pelle d’oca solo a pensarci.

È innegabile, dunque, che sia un altro piccolo capolavoro di Noah Baumbach.

Se volessimo, quindi, iniziare a fare pronostici per gli Academy Awards, potremmo continuare il paragone fatto fino ad ora con Kramer vs. Kramer. La pellicola di Benton ha avuto un notevole successo nella cerimonia degli anni ’80: nove nomination e cinque premi Oscar. Rispettivamente come miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista a Dustin Hoffman, miglior attrice non protagonista a Meryl Streep e miglior sceneggiatura non originale.

Chissà se Storia di un matrimonio, riconosciuto da molti come la versione aggiornata di Kramer vs. Kramer, otterrà lo stesso riconoscimento.

Questo e altri approfondimenti nella sezione focus di CiakClub.

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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