Per celebrare i quarant’anni della carriera di Matt Dillon, Vanity Fair gli concede la copertina e un’intervista svela il suo amore per l’Italia.

Non è solamente dovuto alla sua compagna italiana, Roberta Mastromichele, ma per il contatto profondo che sente avere con il nostro paese.

« Io sono cresciuto con tantissimi italo-americani e l’Italia fa parte delle mie radici. Ho viaggiato in tutto il mondo, ma amo sempre tornare qui. In Italia mi sento a casa».

Matt Dillon

Rusty il selvaggio (Francis Ford Coppola)

Inoltre, questi dolci sentimenti per l’Italia sono stati anche dettati dal cinema e da grandi registi, come Antonioni e Fellini. In poche parole ha anche stilato la sua personale opinione sul cinema italiano:

«Quando sono venuto in Italia la prima volta per promuovere Rusty il selvaggio, fu un incontro magico con il vostro cinema. Volevo lavorare con Antonioni e lo incontrai. Era un momento molto fertile, l’Italia aveva un vero peso internazionale grazie a Bertolucci e Fellini. Poi c’è stata una pausa e adesso finalmente una rinascita, anche grazie a Garrone e Sorrentino. Qui c’è del vero talento. Leggeranno le mie parole e mi chiederanno di lavorare insieme? Aspetto di essere perseguitato».

Dunque, la grande speranza di Matt Dillon, arrivato a quarant’anni di carriera, è proprio quella di collaborare con i due registi italiani più famosi del momento: Garrone e Sorrentino.

matt dillon

La casa di Jack (Lars Von Trier)

Matt Dillon ha già collaborato con registi di un certo calibro, come Francis Ford Coppola nei film I ragazzi della 56esima Strada Rusty il selvaggio, ma anche Gus Van Sant nelle pellicole Drugstore Cowboy Da morire.

Più recentemente deve il suo successo all’inquietante film di Lars Von Tirer, La casa di Jack. Tuttavia, il successo non è mai stato il suo scopo.

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“Non sono diventato attore perché bramavo la luce del palcoscenico, ma perché ero curioso del mondo e delle persone. […] In questa epoca di dominio dello streaming, l’importante è che si continui a lavorare sui personaggi. Oggi tutti sono ossessionati dal plot, si stanno dimenticando dei personaggi. Se non li conosci non puoi raccontare una storia autentica. Se li conosci, saranno loro a guidarti».

Questa e altre notizie nella sezione news di CiakClub.

Marta Caterina Cabra

Marta Caterina Cabra

Ricerco nell'arte l'espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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