Quentin Tarantino: “Il mercato che mi ha visto nascere e crescere non esiste più”

In un'intervista per Deadline, Quentin Tarantino ha dichiarato che sarebbe molto difficile fare un film come "Le iene" al giorno d'oggi.

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Il cinema è radicalmente cambiato negli ultimi decenni, e di sicuro è molto distante da essere quello degli anni ’90, pre-digitali. E sembra esserne consapevole Quentin Tarantino. Il regista ha, infatti, affermato che sarebbe “difficile, anche se non impossibile” fare un film come Le Iene al giorno d’oggi.

Giusto ieri abbiamo riportato le affermazioni fatte da Martin Scorsese al The Guardian riguardo lo stato di salute dell’industria cinematografica contemporanea. Il regista si è, infatti, dilungato in considerazioni anche contraddittorie che l’hanno portato ad affermare addirittura che The Irishman potrebbe essere il suo ultimo film.

Simile, ma un po’ meno apocalittico, è stato l’approccio di Quentin Tarantino durante l’intervista con Deadline. Nel particolare egli ha riflettuto sul clima cinematografico di inizio anni ’90 e di quanto questo sia veramente cambiato, in particolare in relazione al cinema indipendente. Alla domanda “Se il ventinovenne Quentin Tarantino stesse per iniziare domani la sua carriera con Le Iene, pensi che il film si rivelerebbe comunque un successo?”, il regista ha risposto così.

“Ci ho pensato davvero tanto. Penso che si tratti davvero di un buon film, anche se per me il suo cuore sta tutto nella dinamica Tim Roth/Michael Madsen. Se avessi oggi degli attori paragonabili a quelli che erano loro al tempo, penso che sarebbe comunque fattibile. Riesco a figurarmi un contesto in cui Le Iene viene opzionato da una divisione minore di uno studio o qualcosa del genere. Per carità, cerco di mantenere un approccio ottimista a riguardo, ma no, il mercato che mi ha accolto sotto alla sua ala e mi ha permesso di dare vita ai miei film non esiste più.

Le iene
“Le iene” (1992)

Di sicuro era un mercato molto diverso, molto più compatto di quello contemporaneo. Basti pensare a come la proliferazione dei contenuti di buon livello dello streaming abbia influenzato l’intero mercato. E infatti Quentin Tarantino parla proprio del cinema indipendente come più libero dalle convenzioni e più capace di creare qualcosa di innovativo.

C’erano sempre quei tre o quattro film all’anno che riuscivano a far parlare di sé diventando dei veri e propri fenomeni. Anche se, magari, erano passati solo per una o due settimane al cinema Laemmle di Santa Monica o robe del genere. Film che si ritrovavano ad avere una piccola pubblicità sul Los Angeles Times e una recensione sul New York Times, il Los Angeles Times e sarebbe bastato. Nessuno di noi, nel 1992, si immaginava che una larga fetta di quello che presentavamo al Sundance sarebbe diventato l’araldo di un intero movimento. Che molti di noi avrebbero trovato una distribuzione nel corso dell’anno successivo.”

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