Ritratto della giovane in fiamme, un inno al femminismo immerso nell’amore di Orfeo

Ritratto della giovane in fiamme, dal 19 dicembre al cinema, è un inno al femminismo e alla ricerca di libertà, della propria rabbia, della passione.

0
2428

1770. Marianne, pittrice di talento, viene ingaggiata per fare il ritratto di Héloise, una ragazza che ha da poco lasciato il convento per sposarsi. È un matrimonio che Héloise non vuole, e rifiuta di posare per il dipinto. Su indicazione della madre, Marianne dovrà dipingerla di nascosto fingendo di essere la sua dama di compagnia. Le cose, però, prendono una svolta inaspettata: fra le due donne nasce una travolgente storia d’amore. Nel cast di Ritratto della giovane in fiamme ci sono Noémie Merlant, Adèle Haenel, Luana Bajrami e la nostra Valeria Golino nei panni della madre (la quale recita sia in francese che in italiano). Il film ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura a Cannes. È candidato come miglior film straniero ai Golden Globes 2020.

Ricerca di libertà e femminismo

Ritratto della giovane in fiamme

Ritratto della giovane in fiamme è un vero inno al femminismo. Sarebbe superficiale dirlo solo perché c’è un rapporto omosessuale; il punto è che la regista Céline Sciamma decide di analizzare diversi elementi che all’epoca tenevano le donne in uno stato di non libertà, di non possesso della propria vita. Elementi presi come archetipi di uno stato che di fatto non è mai cambiato, elementi più marcati nel 1770 ma sostanzialmente universali. La scelta di utilizzare quel periodo storico è legata alla possibilità di estremizzare determinate problematiche che ancora oggi non sono del tutto scomparse.

Fatta eccezione per un paio di comparse prive di battute, il film non presenta nessun personaggio maschile. Neanche uno. E, francamente, non se ne sente la mancanza. La storia racconta della rabbia di Héloise, costretta a un matrimonio che non vuole, racconta dei tentativi di aborto di una domestica con procedure antiche. Racconta, soprattutto, della complicità femminile che si va a creare. Una comprensione reciproca, un’intelligenza, che probabilmente sarebbe in grado di mettere in imbarazzo tutta la società. Sia uomini che donne. Il punto è che è ancora difficile accettare che il ruolo della donna possa essere completamente ed esclusivamente indipendente, che la donna non abbia necessariamente bisogno degli uomini.

La rabbia, l’amore di Orfeo, la passione e l’arte

Ritratto della giovane in fiamme

Héloise è arrabbiata. Lo è nei confronti della madre, è turbata dalla morte della sorella, è turbata perché non conosce l’amore. Non vuole sposare un uomo che neanche conosce. Piano piano, finalmente, inizia a conoscere l’amore: Marianne la studia, la osserva, capisce i suoi movimenti e le sue gesta quali umori vadano a significare. E così la dipinge. Nel frattempo, anche Héloise inizia a comprendere Marianne, che a sua volta è un libro aperto per lei. E scoppia l’arte, la passione, il desiderio, la ricerca di libertà, la rabbia. Un qualcosa di nuovo. Un turbinio di emozioni prive di enfasi, ma raccontate con dolcezza.

A questo punto di cosa si può lamentare Héloise, se non di essere troppo amata? Le tre donne – domestica compresa – iniziano a leggere il mito di Orfeo e Euridice, Héloise  a questo punto inizia a cercare di comprendere l’amore attraverso uno dei testi più tormentati di Ovidio. Le Metamorfosi.

Senza enfasi, senza fretta

Ritratto della giovane in fiamme

Siamo sicuramente nel campo di un film d’autore, di una lentezza narrativa piacevole; una lentezza che aiuta a far entrare lo spettatore in un’atmosfera avvolgente e dolce. La regista, al contrario di un film classico, non mette enfasi sui punti di svolta principali della trama. In Ritratto della giovane in fiamme non c’è quasi mai colonna sonora extra-diegetica: sono più che altro le sensazioni a dover convincere lo spettatore ad accettare la sfida di entrare in un campo difficile, per il machismo moderno forse imbarazzante, in un film in cui le donne non hanno bisogno di uomini. Nel castello dove è ambientata la storia, i colori sono caldi e la composizione delle inquadrature riporta vagamente a uno stile artistico Rinascimentale; in esterno, i colori si fanno più freddi. Tutto ciò che è fuori fa più paura a Héloise, è un mondo da scoprire.

In conclusione

Ritratto della giovane in fiamme

In Ritratto della giovane in fiamme c’è una estrema cura nell’equilibrio estetico, dell’equilibrio delle emozioni al fine di scoprire la propria identità sessuale. È un film di ricerca che avvolge a rapisce con atmosfere magnetiche e canti psichedelici intorno a un fuoco. Ipnotico, come una droga. Ritratto di una giovane in fiamme ricerca la rabbia interiore, la libertà, l’amore, la passione, l’arte.

Un’opera sicuramente in grado di mettere tutta la nostra società, ancora intollerante e incastrata in preconcetti, in discussione; ma con l’intelligenza di non analizzare i nostri tempi, ma di prendere il discorso più alla lontana mostrando quasi brutalmente quanta strada dobbiamo ancora fare. Un film potenzialmente fastidioso e per questo azzeccato alla perfezione. Forse, quello che davvero Héloise e Marianne iniziano a scoprire, con dolcezza, è un amore reciproco che si trasforma in un amore per la vita in senso lato. Un film armonico con un finale potente.

Questa e altre recensioni su CiakClub.it.

Nato a Roma. Giornalista sportivo e cinematografico. Studioso e appassionato della Settima Arte e della letteratura da sempre. È tutto.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here