Perché I Goonies sono un cult per qualsiasi generazione

Uscito nel 1985, I Goonies è uno di quei film cult che continua a far sognare e divertire chiunque lo guardi. Sicuramente il merito è anche di Spielberg.

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Goonies

I Goonies sono tornati per tre giorni nelle sale italiane, un buon motivo per godersi nuovamente un film che ha segnato la propria infanzia, o per togliere dalla check-list un cult che ha segnato una generazione.

Prodotto da Steven Spielberg e diretto da Richard DonnerI Goonies è un film del 1985 che ripercorre le avventure di un gruppo di ragazzini americani chiamati Goonies perché vivono nel quartiere Goon Docks (anche se, nello slang americano, goony vuol dire sfigato). Nonostante l’inizio un po’ malinconico, dovuto al fatto che le loro famiglie devono essere sfrattate per far posto a un campo da golf, un’ avventurosa caccia al tesoro prende piede nella narrazione.

Sicuramente i bambini di ogni generazione hanno sognato di trovare una mappa che conduca a un tesoro nascosto dei pirati. Mikey (Sean Astin), Brandon (Josh Brolin), Chunk (Jeff Cohen), Data (Ke Huy Quan), Mouth (Corey Feldman), Andy (Kerri Green) e Stef (Martha Plimpton) hanno modo di fare del loro sogno realtà e iniziano una spedizione con lo scopo di salvare la propria casa.

Goonies

 

Alla loro ricerca, costellata da booby traps, gallerie nella roccia e scheletri, si intreccia la minacciosa presenza di una famiglia mafiosa appena evasa da prigione, la banda Fratelli. La banda, composta da Agatha (Anne Ramsey), la madre e i suoi due figli (Joe Pantoliano e Robert Davi), cerca a sua volta il tesoro di One-Eyed-Willy (Willy l’Orbo in italiano) e mette a dura prova i poveri Goonies.

Come ogni storia per ragazzi che si rispetti, i ragazzi riescono a superare le numerose peripezie. Di grande aiuto è un membro dei Fratelli, Sloth (John Matuszak), il classico gigante buono, che veniva tenuto nascosto e legato dalla propria famiglia per l’aspetto deforme.

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Lo zampino di Spielberg

Nonostante non sia stato diretto da Steven Spielberg, che il soggetto sia frutto della sua mente, è evidente dall’atmosfera spielberghiana. I protagonisti de I Goonies richiamano, infatti, Elliot, Michael e Gertie di E.T. – l’extraterrestre (1982) o Timmy e Lex di Jurassic Park (1994).

Hanno in comune l’innocenza giovanile, ma allo stesso tempo possiedono un’elemento di maturità. Non c’è da dimenticare, infatti, che il motivo della ricerca del tesoro è legato a una necessità ben precisa: non lasciare la propria casa.

Ciò che rende I Goonies più adatto ad un pubblico trasversale però è la comicità e l’atteggiamento dei ragazzi. Ogni tanto scappa un holy shit, Mouth fa spaventare la domestica messicana con le sue traduzioni volutamente assurde, ed è impossibile dimenticare la danza del ventre di Chunk (chiamata truffle shuffle in inglese).

Goonies

Tutti questi piccoli elementi contribuiscono a rendere realistica la caratterizzazione dei personaggi. In questo modo, chiunque può identificarsi in quei ragazzetti uniti dalla loro forte amicizia.

In onore del legame che li unisce, avrebbero dovuto anche recitare un giuramento, che però purtroppo è stato tagliato e (tradotto) recita:

“Non tradirò mai i miei amici di Goon Dock. Staremo insieme fino alla fine del mondo. Nel bene, nel male e durante la guerra nucleare. Buoni amici come noi, staranno uniti come pece. In città, o in provincia, o nella foresta, o in campagna. Sono orgoglioso di essere un membro dei Goonies”.

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I Goonies, un cult

Un film viene etichettato come cultnel momento in cui acquisisce un valore simbolico e ha un successo duraturo nel tempo. (Il film in questione è anche stato selezionato per la preservazione nel National Film Registry insieme a molti altri film considerati culturalmente, storicamente o esteticamente significanti).

I Goonies sicuramente si aggiudica questa definizione. Non è un film che ha segnato la storia del cinema per le tecniche utilizzate o per le interpretazioni degli attori. Ma possiede un fascino senza tempo e senza età.

Non bisogna essere nati in America per apprezzare le loro scampagnate in bicicletta, e non bisogna nemmeno appartenere alla generazione anni ’80/’90 per immedesimarsi in loro. Racconta di sogni, problemi e legami che, bene o male, tutti i ragazzini di 9 anni hanno provato.

Goonies

Inoltre cita, direttamente o indirettamente, moltissimi altri film. Per esempio, in modo indiretto, richiama il mood piratesco di Hook – Capitan Uncino, ma anche Il Gobbo di Notre Dame e The Elephant Man per la figura di Sloth (alla fine si “trasforma” in Superman).

Invece, in modo diretto, cita James Bond attraverso l’iscrizione del numero 007 sulla cintura di Data (chi sognava essere un po’ nerd ma pieno di gadget come lui?). Cita anche i Gremlins (1984, prodotti sempre da Chris Columbus), quando Chunk chiama il poliziotto la risposta che riceve infatti è questa:

“È come lo scherzo sulle creature che si moltiplicano quando gli versi sopra l’acqua”.

Goonies

Anche per Alberto Candiani (anche lui redattore di CiakClub), I Goonies è un cult imperdibile, per grandi e piccoli. Ecco spiegato con le sue parole:

Alberto

Non incontrare I Goonies quando si hanno 8/9 anni potrebbe essere un peccato capitale. Ma se così non fosse, e nel caso del sottoscritto lo è stato, il film riesce in ogni caso ad essere un caleidoscopio affascinante e magnetico, capace di catturare spettatori di ogni età. Nonostante ora viviamo in un mondo iper-tecnologico, iper-connesso e digitalizzato, quel fascino tutto analogico (e semi-nostalgico) di mappe, tesori e avventure riesce a colpirci ugualmente.

I Goonies hanno la grandissima capacità di rappresenta. Quel misto di horror, commedia, sentimento e avventura ci colpisce con un’immediatezza che spiazza e che dà carattere all’intero film. Siamo lontani del politically correct patinato tipicamente disneyano. I 7 protagonisti hanno invece il pregio di rappresentare bambini e ragazzi “reali”. Dicono parolacce, hanno paura, sono invadenti, chiedono scusa, fanno un sacco di errori… e noi siamo con loro perché ci riconosciamo in loro.

Una semplicità che facciamo fatica a ritrovare anche nei numerosissimi revival e remake anni ’80 che da qualche tempo hanno invaso l’immaginario collettivo. Perché se da un lato c’è il Mike di Stranger Things che non riesce mai a giocare a D&D con i suoi impegnatissimi amici, dall’altro i Goonies ci stavano già giocando nel loro mondo. E noi continuiamo a divertirci con loro.

Questo e altri focus su CiakClub.

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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