Gian Maria Volonté ha rinnovato il cinema e lo ricorderemo per sempre

A 25 anni dalla scomparsa Gian Maria Volonté si parla ancora di chi è stato questo talentuoso attore e uomo dal forte impegno civile.

0
2961

Gian Maria Volonté, uno degli attori più particolari e magnetici della storia del cinema, nasce il 9 aprile 1933.

Inizia il suo percorso a teatro, recitando in Romeo e Giulietta. Entra nel mondo del cinema nel 1960 con il film Sotto dieci bandiere di Duilio Coletti.

La notorietà arriva quattro anni dopo quando Sergio Leone lo vuole come antagonista in uno dei capisaldi della Trilogia del Dollaro, ovvero Per un pugno di dollari; il genere spaghetti western si adatta perfettamente all’attore che interpreta il ruolo di trafficante di alcolici Ramón Rojo.

Gian Maria Volonté

Nel 1965 la collaborazione con Leone si rinnova con il film Per qualche dollaro in più; Volonté è il sadico criminale El Indio.

La peculiarità di questo attore sta nella presenza magnetica delle sue interpretazioni. Francesco Rosi lo descrisse come “un attore che ruba l’anima ai personaggi”.

Non lo si può catalogare in un ruolo solo: “Sugli scaffali di una cineteca immaginaria i personaggi a cui Volonté ha dato vita si potrebbero raggruppare per temi, come collane editoriali o come si classificano i libri di biblioteca”, ha scritto Felice Laudadio, presidente del Centro Sperimentale per la Cinematografia. Dunque, non è certo possibile classificarlo solo e unicamente dagli sguardi di sfida dei western, ma anche attraverso film impegnati nell’ambito civile e politico come Il caso Moro oppure La classe operaia va in paradiso.

L’interesse per queste tematiche non si conclude davanti alla cinepresa, ma anche dietro essa: Volonté è regista anche di documentari come La tenda in piazza, che racconta della lotta operaia in aziende come la Cagli, la Coca Cola, la Filodont, la Luciani e la Metalfer nel 1971.

Gian Maria Volonté

Gian Maria Volonté è così apprezzato che gli vengono fatte anche proposte hollywoodiane, come ad esempio quella di interpretare Don Vito Corleone nel film Il Padrino, ruolo da lui rifiutato. Bertolucci gli chiede di lavorare in Novecento, opportunità declinata dall’attore per andare in Messico a girare Actas de Marusia, la storia di un massacro di minatori in sciopero in Cile. Per Volonté si tratta di un impegno sociale.

Ed è proprio per questo che viene celebrato e ricordato: come grande uomo, oltre che attore, che non si ferma a un’interpretazione impeccabile, ma approfondisce ogni sfaccettatura della vita e si butta a capofitto nelle esperienze che riguardano la libertà di ogni persona.

Oltre a svariati David di Donatello, Volonté vince nel 1991 il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.

Continua a seguirci su Ciakclub.

 

Aspirante regista, in perenne ricerca di contenuti cinematografici sconosciuti e fuori dagli schemi ordinari.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here