Un’attrice francese accusa Roman Polanski di averla violentata

Valentine Monnier ha raccontato a Le Parisien l'episodio, che risalirebbe al 1975, quando lei aveva 18 anni e Polanski, che dal 1973 per una simile accusa non può più entrare negli Stati Uniti, 42.

0
404

Si aggiunge un nuovo, spaventoso capitolo alla decennale vicenda giudiziaria di Roman Polanski. Il quotidiano francese Le Parisien ha infatti riportato le accuse che l’attrice Valentine Monnier ha rivolto al regista polacco, il quale l’avrebbe stuprata nel 1975, quando lei aveva 18 anni.

Oggi sessantaduenne, Monnier ha raccontato che dopo aver passato una serata assieme (ma la donna ha specificato che i due si conoscevano a malapena) ed essere rientrati nello chalet di Polanski, l’uomo si sarebbe fatto trovare nudo, e dopo averla colpita, averle strappato i vestiti di dosso e cercato di farle inghiottire una pillola, l’avrebbe violentata.

Monnier ha poi aggiunto che Polanksi sarebbe scoppiato a piangere chiedendo di perdonarlo immediatamente dopo lo stupro, e che lei sarebbe scappata da un conoscente di Polanski, raccontandogli cosa era successo. Monnier ha dichiarato di aver taciuto finora per paura delle conseguenze, ma che ora vuole che l’episodio diventi di dominio pubblico perché, sebbene a causa dei troppi anni passati Polanski non sia più legalmente perseguibile, vuole che questo serva a spingere altre donne a denunciare le violenze subite. Raggiunto da Le Parisien, il conoscente di Polanski che avrebbe accolto Monnier dopo la violenza, ha confermato il racconto, preferendo però rimanere anonimo.

Roman Polanski

A far scattare in Monnier il desiderio di raccontare la storia è stato, anche, il nuovo film del regista polacco, L’ufficiale e la spia, premiato con il Gran premio della giuria all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e con il quale Polanski sembra volersi identificare con Alfred Dreyfus, il militare francese ingiustamente accusato di tradimento e per questo degradato e incarcerato a fine ‘800 sulla base di prove create ad hoc. La donna non vuole che al pubblico passi questa identificazione, a suo dire fuorviante.

La vita di Polanski è stata segnata da una precedente accusa di stupro, divenuta uno dei casi più discussi e controversi dell’ambiente cinematografico. Nel 1973 Polanski era stato accusato negli Stati Uniti dove risiedeva di violenza sessuale con l’ausilio di sostanze stupefacenti dalla giovanissima modella Samantha Geimer. Il processo determinò che non c’era stato alcuno stupro, ma Polanski venne condannato per rapporto sessuale extramatrimoniale con persona minorenne. Il regista passò 42 giorni in prigione, poi, mentre era tornato in libertà in attesa della sentenza definitiva, fuggì in Europa, poiché sembrava che il giudice avrebbe rifiutato la richiesta di condizionale e lo avrebbe rimandato in carcere.

Da allora Polanski non è più potuto tornare su suolo americano, poiché ciò significherebbe essere immediatamente arrestato. Ha però sempre dichiarato che il suo processo sia stato irregolare a causa di un conflitto di interesse del giudice, rigettando categoricamente le accuse di violenza sessuale.

Polanski non ha ancora risposto, ma questa nuova vicenda potrebbe gettare nuova luce anche sul caso precedente. Sicuramente, però, pur premesso che almeno per ora non esistono prove nemmeno di questo stupro, l’immagine di Polanski, sempre fatta di luci ed ombre, ne esce danneggiata.

Questa e altre notizie su CiakClub.

Scrivo, giro cortometraggi, faccio teatro.
Nel tempo libero sopravvivo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here