Doctor Sleep: un ottimo sequel di un film che non necessitava sequel

Doctor Sleep riprende buona parte delle atmosfere create ad arte da Kubrik ma le rielabora in un film dal forte impatto emotivo che, come risultato, riesce a intrattenere il pubblico per la bellezza di 151 minuti.

0
1265

Danny Torrance e la madre, dopo essere scappati dall’Overlook Hotel, si trasferiscono in Florida.
Dick Halloran gli spiega come rinchiudere gli spiriti che lo tormentano in delle scatole nella sua mente.
Danny vive una vita in cui si stordisce con alcol e droghe, per cercare di mettere a riposo la sua luccicanza.
Un giorno però, attraverso una lavagna nella sua stanza, una giovane ma potentissima ragazzina riesce a mettersi in contatto con lui. Danny dovrà così spiegarle come usare i suoi poteri e in che modo evitare di essere rapita dai pericolosissimi membri del Vero Nodo, i quali si nutrono della paura e del dolore inflitto a tutti coloro che possiedono la luccicanza.

Un sequel citazionista

Doctor Sleep

Le citazioni di Shining in Doctor SLeep sono davvero tante, ma mai eccessive: c’è un giusto equilibrio tra tributo e innovazione. Riconoscibilissime sono, per citarne alcune, la scritta Murder con la lettera finale rovesciata o lo studio del colloquio di lavoro, senza contare l’Overlook Hotel stesso. Ma ci sono omaggi anche ad altri capolavori: in una sala cinematografica è ben riconoscibile la figura di Humphrey Bogart, il sangue dal naso in seguito all’uso dei poteri psichici divenuto noto in Stranger Things o ancora, seppur in misura più spaventosa e meno psichedelica, il volo di Rose è estremamente simile a quello di Jeffrey Drugo Lebowski.

Se però Shining è divenuto celebre per la freddezza e la precisione geometrica di ogni singola ripresa, Doctor Sleep è invece un film più emotivo, i cui personaggi trasmettono un’empatia maggiore.

Doctor Sleep

Visualizza immagine di origine

Ewan McGregor è quindi Doctor Sleep, un uomo che, dopo anni di dolore in cui attraverso alcol e droghe ha cercato di “addormentare” la sua luccicanza, decide di ripulirsi e, grazie ai suoi poteri, aiuta gli uomini nella difficile transizione dalla vita alla morte.
Dan, così infatti si fa chiamare, cerca di tranquillizzare i morituri, che prima di esalare l’ultimo respiro riescono a regalare un sorriso, frutto di un ricordo a loro caro. Questa immagine è in netto contrasto con la morte dei “morti”, che sembra invece dolorosamente straziante.

Rose Cilindro

Visualizza immagine di origine

Una credibilissima Rebecca Ferguson è Rose, un personaggio vero, di quelli sui generis, estremamente interessante; si è fatta stuzzicare dalla vanità, scegliendo la malvagità in cambio di una promessa di giovinezza.
Unisce le caratteristiche dell’antagonista (permette la crescita interiore dei protagonisti) e allo stesso tempo del villain, poiché è fisicamente una minaccia per Dan e Abra.
Un passo sicuro e un look alla Michael Jackson, un cappello alla Humphrey Bogart e un cappotto con le maniche risvoltate alla John Cusak catturano l’attenzione dello spettatore ancor prima che parli.

Overlook Hotel

Visualizza immagine di origine

Inutile dire che, il vero protagonista del film è l’Overlook Hotel. Abbandonata da anni la struttura versa in pessime condizioni. Tutto però è rimasto come prima: la geometria delle greche della moquette, il barista Lloyd, la stanza 237 o lo squarcio nella porta fatto da Jack Torrance a colpi di accetta. Quella stessa circolarità mostrata nella foto finale, nella quale Jack Torrance è presente nonostante vecchia di oltre cinquant’anni, è intatta. La narrazione poi, fatta di grandi balzi temporali, continui flashback e illusioni mentali si presta alla linearità temporale compromessa dell’Hotel più famoso del cinema. Il vortice temporale dell’Overlook, composto da fantasmi imprigionati per l’eternità, sarà nuovamente l’ostacolo principale di Danny. Riuscirà ad affrontarlo questa volta?

Conclusione

Visualizza immagine di origine

Doctor Sleep racconta una storia, una storia avvincente, che parla di bene e di male, di vita e di morte, di buoni e di cattivi. Dan non è certo un santo ma la gravità delle azioni compiute dai membri del Vero Nodo rende la linea che separa bene e male molto più netta di quanto il cinema moderno sia abituato a fare, nonché più consona ai valori di un cinema retrò.
Non è Kubrik, questo è certo, ma è un bel film e, ad essere sinceri, chi ci avrebbe scommesso?

Vi è piaciuto l’articolo? Fatecelo sapere nei commenti e, per questa ed altre interessanti news, visitate Ciakclub.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here