Netflix: 3 film horror da vedere assolutamente ad Halloween (QVC)

È la notte delle streghe, per l'occasione vi consigliamo 3 film horror da vedere assolutamente su Netflix per questo Halloween 2019.

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Netflix

Arriviamo allo speciale di Halloween per quanto riguarda i consigli Netflix. Per l’occasione mi sono ovviamente soffermato sul genere Horror, andando a scegliere tre film adatti alla notte delle streghe. Andremo a toccare grandi classici del genere, film che non possono proprio mancare nel background di un cinefilo che si rispetti, tutti presentati in ordine alfabetico e non di preferenza. Ora basta chiacchiere e lanciamoci nella categoria “Horror” di Netflix.

P.S: ho volutamente evitato titoli recenti perché abbiamo fatto uscire un articolo su questo specifico argomento oggi.

Ma prima, sigla:

 

 

Nightmare – Dal Profondo della Notte di Wes Craven (1984)

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Iniziamo con il classico del 1984 targato Wes Craven. La storia la sapete tutti. Tina ha degli incubi particolare realistici che vedono protagonista un uomo sfregiato e con degli artigli, spaventata dalla cosa una sera chiama a casa sua gli amici a farle compagnia. Quella stessa notte Tina viene brutalmente uccisa (con i sospetti che andranno verso il suo ragazzo) mentre Nancy, che aveva gli stessi incubi dell’amica, si rende conto di come la responsabilità sia del “Killer dell’incubo”. Da qua ovviamente si aprono una serie di dinamiche, tipiche del genere, sulla ricerca dell’origine del problema e la lotta per la sopravvivenza.
Nightmare a trentacinque anni dalla sua uscita non ha perso un briciolo del suo fascino, un punto zero per tutto quello che riguarda l’horror statunitense. Se infatti nel decennio precedente alla base del genere c’era il “mostrare” tutta la violenza, le ossessioni comuni del tizio della porta accanto o della frontiera americana (come la famiglia di Non Aprite quella Porta) o dell’uomo sotto la maschera (Venerdì 13 e Halloween), ora Craven prende e mette tutto in un unico contenitore andando a sublimare in cerca del risultato finale. Il terrore non è più riconducibile ad un luogo, non è confinabile e non gli si può scappare chiudendo gli occhi, anzi. La paura viene la notte, nel sonno quando siamo nel nostro letto con i nostri genitori alla porta affianco. Al terrificante mondo onirico si contrappone il mondo reale freddo e altrettanto finto, madre e padre di altre paure.
Nightmare ha poi creato uno dei personaggi più iconici di sempre, quel Freddy Krueger che ha scavallato il genere ed il cinema stesso entrando nell’immaginario collettivo. Altresì ha dato vita (artistica) a Johnny Depp, qua alla sua prima apparizione sul grande schermo e protagonista di una scena ancora oggi pazzesca, che sarebbe poi diventato la maschera freak per eccellenza dei successivi 20 anni. Su Netflix oltre al primo capitolo trovate i due sequel immediatamente successivi (non di Craven). Purtroppo manca il seguito (l’ultimo) più bello e geniale, firmato dall’autore dell’originale, Nightmare – Nuovo Incubo.

Scream di Wes Craven (1996)

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Di nuovo Wes Craven ma qua facciamo un salto in avanti di dodici anni. Siamo nel 1996 e arriva nelle sale Scream, uno degli horror più intelligenti e divertenti degli ultimi venti (e più) anni. Siamo nel liceo di una cittadina a stelle e strisce e vediamo l’intercedere di un assassino mascherato con la maschera dell’urlo di Munch (detto “Ghostface“). Seguiamo la vicenda attraverso un gruppo di studenti, in particolare dagli occhi di Sidney che, solo un anno prima, ha visto la madre uccisa e stuprata solo un anno prima.

Scream è semplicemente genio puro. A partire dall’utilizzo del personaggio di una giovane (ed in rampa di lancio) Drew Barrymore ad una rivisitazione totale dei canoni del cinema di genere fatta di rimandi continui (visivi e verbali) in grado non solo di far scappare il sorriso allo spettatore più sgamato ma anche di andare ad incuriosire chi è meno ferrato. L’opera di Craven è un piccolo (e divertito) monumento in onore al genere, un saggio cinematografico che però non perde mai di vista il vero fulcro dell’opera: saper divertire. Non mancheranno infatti per tutta la durata del film risate e fiumi di emoglobina, uccisioni originali e spaventi sinceri. Scream non è però solo il primo capitolo, i tre seguiti saranno tutti degnissimi ed altrettanto divertenti, specialmente il quarto (che purtroppo manca su Netflix) concluderà la metafora metacinematografica aggiornandola all’epoca di internet. Allo stesso modo sono estremamente numerose le parodie (come Scary Movie) ed i wannabe-Scream (come So cosa hai fatto), questi ultimi spesso e volentieri mal riusciti.

La grande realtà è che, oggi più che mai, manca da morire Wes Craven.

 

The Shining di Stanley Kubrick (1980)

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Fino a ieri questo sarebbe stato l’unico dei film di questa lista senza sequel ma oggi arriva nelle sale italiane Doctor Sleep di Mike Flanagan, con Ewan McGregor nel ruolo di Danny Torrance. Per l’occasione arriverà questa domenica un lungo approfondimento su Shining in collegamento al suo seguito, per questo motivo non mi dilungherò troppo in questo trafiletto (anche perchè non basterebbe un intero saggio).
Ad ogni modo come ben sapete il film racconta di Jack Torrance, scrittore in difficoltà economiche, che accetta l’impiego di guardiano invernale dell’Overlook Hotel in Colorado e ci si trasferisce con la famiglia al completo. Da qua parte Shining, la trasposizione ad opera di Stanley Kubrick del libro di Stephen King.
Molto interessante è la genesi dell’opera. Sostanzialmente Kubrick aveva appena flottato (commercialmente) con Barry Lyndon e si era messo a cercare un nuovo progetto che potesse soddisfarlo non solo artisticamente ma che fosse anche fruibile per il grande pubblico. Con questa idea in mente si fece portare dal suo staff una valanga di libri, leggenda vuole che la segretaria sentiva ogni pomeriggio lo sbattere del tomo contro il muro, ovviamente lanciato da uno Stanley insoddisfatto. Questo finché un giorno non sentì un innaturale silenzio, era arrivato The Shining di Stephen King.
Sull’opera le leggende sono a decine: dalla follia reale richiesta (e poi ottenuta) dal regista al suo cast, fino alla teoria che vuole il film come una confessione del regista che si autoaccusa per aver girato lo sbarco sulla luna del 1969. L’unica grande realtà è che Shining è un’opera dalla potenza immutata. Kubrick, come già aveva fatto in precedenza con 2001: Odissea nello Spazio, va all’essenza del genere applicando al romanzo di King il suo sguardo incessantemente geometrico elaborando un suo percorso personale. Non è mai la storia il fulcro ma il modo in cui viene raccontata col fine di suggestionare lo spettatore grazie anche ad un mostruoso sonoro.
Shining è senza dubbio un film condizionante ed una pietra angolare per il genere tutto. Forse uno dei migliori titoli in assoluto tra quelli che potete trovare su Netflix.
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Semplicemente appassionato ed affamato di tutto ciò che riguarda la cultura e l’arte popolare (nel senso letterale del termine): fumetti, libri, fotografia, tv e, ovviamente, cinema, che ne è il massimo esponente e la massima espressione.

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