Bojack Horseman 6: Bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante

Bojack Horseman 6, parte prima, è la evidente preparazione ad un finale che, nel bene o nel male, lascerà un segno indelebile nel cuore degli spettatori

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Frangar non flectar. Mi spezzo ma non mi piego. Inno latino alla ferma ed incrollabile moralità.
Nella società attuale, decisamente meno idealista e più pragmatica, il detto è cambiato. Mi piego ma non mi spezzo. Abbinato alla parola più cool dell’anno (resilienza) è quello che, prima che i social media decretassero il registro linguistico, veniva chiamato rialzarsi dopo ogni caduta.
Ma cosa succede quando guardiamo il rovescio della medaglia? Quando qualcuno, per il troppo piegarsi, si spezza senza possibilità di rialzarsi? Quando qualcosa dentro di lui si rompe e non può più essere aggiustato?
Nello specifico, che cosa succede a Bojack Horseman?

They tried to make me go to rehab, but I said….. yes!

Bojack Horseman

Bojack ha avuto un’infanzia drammatica, causata da due pessimi genitori. Ha rincorso il successo cercando di dimenticare ma, una volta ottenuta la fama si è dovuto confrontare con il suo passato. Per anni la sua reazione è stata la negazione, accompagnata da alcolismo ed autocommiserazione ma poi, a un certo punto, il passato è nuovamente tornato a bussare alla sua porta, presentando un conto salatissimo.
La quinta stagione, dopo la morte di Sarah Lynn nel planetario davanti ad un cielo pieno di stelle, si è chiusa con la volontà di provare a ripulirsi: accetta l’idea del centro di recupero.
La sesta stagione quindi, o almeno la prima parte, sembra terreno fertile per una rinascita di Bojack.
È un paziente collaborativo. Stringe legami, si rimette in forma, si disintossica. Ma tutto ciò sarà sufficiente?
Nonostante la sesta stagione, rilasciata a metà, si presti a numerosi interrogativi, è comunque bene tentare di dare qualche risposta.

La risposta è nelle stelle

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È evidente come le stelle siano un viatico imprescindibile nella comprensione dello stato d’animo di Bojack. Fuori dalla finestra, in uno specchio, in una bottiglia di vodka: Bojack vede quel cielo stellato dappertutto. La valenza è più che mai ambigua: la stordente bellezza di quello spettacolo naturale è offuscata da un significato nascosto. Dietro quel cielo, dietro quelle stelle si cela il dolore che Bojack Horseman si porta dietro da sempre. È come se l’universo gli stesse parlando e gli dicesse che per quanto si sforzi di ripulirsi, di diventare una persona migliore, sarà sempre il solito essere umano sotto il solito cielo, soggiogato dalle stesse inquietudini, piegato dagli stessi affanni, asservito all’ancestralità del suo dolore.

Come disse Nietzsche

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Qual è quindi il senso dell’affermazione che da il titolo a questo articolo? La natura non è opera divina né manifestazione della ragione, non ha significato o fine o ordine; il mondo è caos originario, è se stesso.
E allora, forse, è davvero così; forse non c’è un dopo né un prima, non vale la pena affannarsi tanto, pensarci. Sarebbe più logico godere della meravigliosa opportunità che la vita rappresenta, fingendo di non percepire quel vuoto costante nello stomaco che ci dice che nulla ha senso, che tutto finirà.

Affrontare il dolore o fuggire da esso?

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Il centro riabilitativo assume un significato ambivalente: è salvezza ma al tempo stesso condanna. In un momento in cui Bojack era pericolosamente vicino al baratro il ricovero è stato il salvagente che lo ha tenuto a galla. Col passare delle settimane però è diventato per lui IL luogo sicuro per eccellenza, protetto e privo di pericoli, dove la sobrietà è un onere preso a carico da altre persone, dove la serenità è parte integrante del quotidiano, dove Bojack può finalmente sentirsi accudito.

Personaggi nelle vesti sbagliate?

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Se nasci tondo non puoi morire quadrato è ciò che la saggezza popolare tramanda e, in un certo senso, è proprio il significato che questa sesta stagione vuole veicolare.
Todd sembra finalmente responsabilizzarsi, ma non lo fa. Princess Carlolyn sembra poter essere mamma e manager, ma non ci riesce. Diane crede di poter convivere serenamente esorcizzando i propri demoni, ma non le è possibile. Mr. Peanutbutter prova a non essere sincero per non ferire Pickles, ma cede.
E perché Bojack dovrebbe essere diverso dagli altri? Sta provando ad essere migliore, dimenticando il dolore. L’esperienza dei suoi amici però non gioca a suo favore. Bojack Horseman è nato tondo e, come tale, morirà.

Conclusione

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Mancano ancora otto puntate ma, senza più una madre, con Todd ormai indipendente, Mr. Peanutbutter prossimo al suo quarto matrimonio, Princess Carolyn impegnata notte e giorno tra lavoro e figlio e Diane a Chicago, a Bojack non resta che Hollyhock, la quale sta però per scoprire una triste verità sul conto del fratello. Bojack sembra rimasto solo, isolato da tutti, consegnato al suo destino solitario. Anche se, a pensarci bene, quale novità potrebbe rappresentare la solitudine per chi, anche in compagnia, è stato da solo per tutta la vita?

Diteci la vostra su Bojack Horseman 6 nei commenti: questo e molto altro su Ciakclub.

 

 

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