Edward Norton e la canna di consolazione con Brad Pitt per Fight Club

Edward Norton alla Festa del Cinema di Roma racconta della canna condivisa con Brad Pitt, dell'influenza di Spike Lee e di cosa pensa delle affermazioni di Scorsese.

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  1. La Festa del Cinema di Roma ha ospitato un altro personaggio importante per la settima arte: Edward Norton. Conosciuto prevalentemente dal pubblico per la sua carriera attoriale, in realtà Norton è molto di più e lo dimostra il suo film Motherless Brooklyn in cui ricopre il ruolo di regista, scrittore, produttore e attore.

Il format usato in quest’intervista è innovativo e si intervallano domande e sequenze di film in cui Edward Norton ha recitato. Si inizia con Schegge di Paurain cui vediamo un giovane Norton nella sua prima performance degna da Oscar. Lui stesso fatica a riconoscersi, infatti prima di parlare del ruolo che il teatro ha avuto per lui afferma: Continuo a guardarlo e penso – chi è quel ragazzino?”.

La carriera di Norton, come quella di buona parte degli attori, è iniziata dalla recitazione teatrale e sottolinea quanto sia stato formato da quest’esperienza.

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La seconda clip invece è tratta dal musical diretto da Woody Allen, Tutti dicono I love you. E Norton ricorda che quando era stato preso per la parte non sapeva che sarebbe stato un musical, anzi in realtà nessuno lo sapeva.

“Ricordo quando ho scoperto di aver ottenuto la parte, ero cosi eccitato che sono corso a un telefono pubblico e ho chiamato mia madre dicendole: ho avuto la parte in un film di Woody Allen!”

Solo due mesi dopo ha scoperto il genere del film, perché gli sono stati inviati gli spartiti e l’hanno informato che avrebbe dovuto collaborare con vocal coach.

Oltre ad aver collaborato con importanti registi, è stato collega di grandi attori come Robert De Niro e Marlon Brando, e il suo primo ricordo dei due è esilarante:

“Durante le riprese che abbiamo fatto insieme, Marlon Brando doveva versare dell’acqua in un bicchiere ma invece se l’è rovesciata sulla camicia e nel mentre Robert si stava addormentando. Quindi non era esattamente quello che mi aspettavo.”

La terza sequenza è sempre un film degli inizi, Larry Flint – Oltre lo scandalocome Norton fa notare, si capisce che le tre clip appena mostrate sono degli stessi anni per via del taglio di capelli (uguale in tutte e tre). Qualcuno avrebbe dovuto dirmi: ehi almeno cambia lato della riga dei capelli.” 

Ma non mancano anche domande scomode, che però Edward riesce a gestire egregiamente. Per esempio, gli viene chiesto cosa pensa dell’affermazione di Scorsese contro i film Marvel:

“In primo luogo credo che Martin Scorsese si sia immerso nel cinema molto più di chiunque altro e quindi nel suo campo è senza dubbio uno dei personaggi più emeriti. Perciò si è guadagnato il diritto di esprimere qualsiasi opinione sul cinema.”

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Si passa dunque da American Hisotry X a Fight Club. Dopo aver elogiato David Fincher per le sue abilità da regista, l’attore racconta anche un aneddoto che vede protagonisti lui e Brad Pitt prima che il film fosse presentato al Festival di Venezia (dove il film è stato fischiato):

Ricordo che eravamo in piedi in una saletta insieme a Brad e mi chiede ‘secondo te come andrà?’, io rispondo ‘penso molto male’ e lui ‘anche io’. Allora mi porge una canna come per dire: va beh fumiamo perché qua andrà sicuramente male.”

Si passa poi alla clip di La 25esima ora, attraverso la quale elogia Spike Lee, che considera il regista che l’ha ispirato maggiormente. Fai la cosa giusta lo colpì in modo particolare perché Spike era completamente coinvolto nel suo progetto complesso e personale perché parlava della sua città. Inoltre racconta dell’esperienza di lavorare insieme a lui:

“La 25esima ora ha avuto un enorme impatto su Motherless Brooklyn perché Spike realizzò il film in 26 giorni, il che è davvero incredibile. Una volta che lo guardi ti rendi conto della sua complessità, anche per il fatto che è stato girato a New York. […] Motherless Brooklyn è stato girato in 46 giorni e non avrei mai potuto realizzarlo se non fosse stato per la mia esperienza con Spike.”

Si chiude con Moonrise Kingdomdiretto da Wes Anderson e afferma che da questa esperienza ha imparato che “è divertente essere un burattino”, perché i personaggi sono una continuazione del regista, quindi devono fare quello che lui dice, come lo dice.

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Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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